12 gennaio 2015

Romanzo Criminale: La serie

Voto 8. Anche in questo caso e su questa serie giungo con notevole ritardo: Romanzo Criminale - La serie prodotta da Sky Cinema e Cattleya è andata in onda per la prima volta nella stagione 2008-2009 su Sky, per passare poi in chiaro sulle reti Mediaset. Eppure la storia ideata da De Cataldo aveva tutte le carte in regola per attrarmi, vedi anche l'ottima trasposizione cinematografica realizzata da Michele Placido.
Paradossalmente ad avvicinarmi a questo mondo seriale (oltre ai numerosi blog che frequento) è stata la serie Gomorra, figlia forse dello stesso Romanzo criminale. 
La serie diretta da Stefano Sollima tratta dal romanzo di De Cataldo rappresenta infatti il primo esperimento (riuscitissimo) di rendere cult i prodotti televisivi italiani.
Proprio le precedenti serie italiane troppo sdolcinate e con il classico happy handing mi avevano allontanato da questo mondo; se avessi visto all'epoca Romanzo Criminale avrei definitivamente eliminato i miei pregiudizi su un certo tipo di serie.
Romanzo Criminale è infatti l'esatto opposto della fiction buonista italiana, anzi da un certo punto di vista è una serie che non dovrebbe essere vista dai criminali per non indurre all'emulazione. In questa serie infatti il Criminale ed il crimine sono fighi, sono i protagonisti ed in qualche modo noi spettatori ci troviamo a tifare per essi.
Come ben saprete in primo piano vengono narrate le vicende della Banda della Magliana, liberamente rielaborate da De Cataldo e dagli sceneggiatori Leonardo Valenti, Barbara Petronio e Daniele Cesarano.

La prima stagione analizza le fasi della nascita e della crescita di questi criminali inizialmente divisi in due batterie indipendenti: Dandi e Libanese da un lato, Freddo dall'altro.
Insieme i tre capi-gruppo decidono di allargarsi e di prendersi Roma prima di allora in mano a cani sciolti che non si calpestavano i piedi e si dividevano equamente o quasi il territorio.
Tradotto in colonna sonora, La serie va da I figli delle stelle inarrestabili sino a Tutto il resto è Noia della vita da adulti con più responsabilità.
Ma Romanzo Criminale non è un inno alla criminalità, anzi. La Serie mostra si il lato positivo della organizzazione che si traduce soprattutto in potere e soldi; ma nel contempo mostra il lato oscuro della medaglia.
I protagonisti infatti son uomini soli, vedi soprattutto il Libanese che ad un certo punto non ha neanche un amico per festeggiare le sue imprese criminali. Lo stesso discorso andrebbe fatto per il Dandy accompagnato solo nel letto da Patrizia, che non sembra aver nessun sentimento affettuoso per il suo uomo.
Dei capi della Magliana l'unico che ha qualcosa da perdere è il Freddo, nelle battute conclusive proprio attraverso il suo personaggio vedremo infatti come la vita criminale non accetta una vita privata degna, esigendo una scelta secca. Proprio questo aspetto differenzia Romanzo Criminale dalla serie Gomorra. I protagonisti romani sono mossi da sentimenti di amicizia, amore, passione a differenza dei criminali napoletani interessati solo al potere ed al controllo.
Luci ed ombre dunque della vita criminale e non un'esaltazione della stessa. Basti vedere la puntata conclusiva della prima stagione per comprendere come quella scelta di vita non sia proficua a tempo indeterminato ma ha una scadenza piuttosto breve.
Il colpo di scena finale è sicuramente con il botto, a patto che non si conosca la storia di questo Romanzo Criminale.

La seconda stagione comincia laddove finiva la prima. Dopo un inizio nostalgico e un pochino fiacco, Romanzo Criminale torna nelle successive puntate a livelli altissimi, grazie a continui colpi di scena che sacrificano spesso e volentieri personaggi primari della banda della Magliana.
Sotto la lente d'ingrandimento in questa seconda stagione ci finiranno tutti i membri della banda e la banda stessa dunque. Una banda criminale non più omogenea ma divisa da mille crepe interne le quali erano sorrette dalla colonna portante: il Libanese. Mancando quest'ultimo, il ricco castello criminale rischia di cadere per sempre.

Un appunto andrebbe fatto anche sul cast all'insegna di volti giovani del panorama nazionale. Positivissima la prova di Alessandro Roja nei panni del Dandi, così come quella di Vinicio Marchioni in quella del Freddo, forse mono-espressiva (non so quanto voluta) quella di Francesco Montanari in un Libanese sempre incazzato, così così quella di Marco Bocci nei panni del commissario Scialoja.

5 commenti:

  1. Ciao Nico, anche a me e' piaciuta molto... ovviamente le mie preferenze sono tutte per il Dandy ihih
    A proposito di serie, hai mai visto Prison Break? Ha un ritmo da thriller al cardiopalma, azione fortissima e personaggi indimenticabili...a volte ci sono situazioni un po' all'americanata ma ne vale la pena!

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    1. Beh si Dandy è il più bravo, era per quello no? :)
      No Prison Break non l'ho mai visto, anche perché con le serie sono un tantino indietro, dato che le avevo sempre snobbato, tengo conto del tuo consiglio e prima o poi la recupererò :)

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  2. Il miglior prodotto italiano per il piccolo schermo di sempre.
    Serie pazzesca.
    E forza Bufalo.

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    1. Bufano proprio non li sopporta l'infami :D

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  3. Show in Australia with English subtitle, good series!

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