4 novembre 2014

Psychomentary

Voto 6,5. Ogni volta che mi approccio ad un film thriller/horror italiano ho sempre il timore che si tratti dell'ennesima perdita di tempo. Va aggiunto che la maggior parte delle volte si tratta di film usciti direttamente in dvd o noti solo sul web, quindi adatti ad un pubblico di nicchia. Sebbene sia lodevole il tentativo di far qualcosa di diverso dalle solite commedie, molto spesso si tratta di prodotti con gravi lacune tecniche e narrative.
Una mosca bianca rispetto a questo discorso appena fatto è Psychomentary, diretto dall'esordiente Luna Gualano.
L'intelligenza è innanzitutto nelle scelte narrative. Pur trattandosi di un film horror con sfumature thriller, Psychomentary parte da una domanda che ha radici nella società: Quanto può valere una vita umana? Tutte le vite hanno lo stesso prezzo o anche in questo caso La legge non è uguale per tutti?
A impartire questa lezione alla polizia, da sempre il braccio destro dello Stato, è un uomo con indosso la maschera della peste, una maschera che nelle antiche epoche era utile per tenere lontane le epidemie.
In questo caso il signore con la maschera crea un'epidemia di panico nel commissario Brunetti e nel senatore Silvestri. La figlia di quest'ultimo è stata rapita. Il riscatto per non ucciderla è di un milione di euro.
Sin dalle prime scene è evidente il rapporto di sfida tra il cattivo col becco ed il commissario, i quali comunicano attraverso il moderno Skype.
Sadico sequestratore o si nasconde una motivazione dietro le gesta dell'uomo mascherato?

Come vedrete nello sviluppo del film, se dal punto di vista narrativo la storia regge eccome; dal punto di vista tecnico si fa quel che si può, verrebbe da dire. 
Luna Gualano punta per questo suo esordio ad una regia in soggettiva, in cui lo spettatore si identifica con il punto di vista del sequestratore. Scelta che potrebbe ricordare il recente Maniac di Franck Khalfoun.
Per fortuna è completamente assente l'effetto mal di mare, nonostante si giri con una camera non stabile; a questa vengono alternate delle scene con camera fissa.
Il difetto principale sta forse nella durata limitata (79 minuti), con un tempo effettivo della storia ancor minore, considerate le numerose riprese in esterno della casa del sequestratore non fondamentali a mio avviso.
Il punto forte, oltre che nella scelta narrativa efficace, è dato da alcune scene fortemente disgustose e come tali degne di un horror. Impressionate tutta la sequenza relativa alla creazione di hamburger di carne umana.....

7 commenti:

  1. non so, non so...
    sarà per la diffidenza che ho pure io nei confronti dei thriller/horror italiani, ma non mi hai convinto del tutto a vederlo... :)

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    1. Neanche la maschera della peste ti ha convinto? :D è sicuramente un film di nicchia, ma ha alcune buone potenzialità secondo me...

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  2. secondo me è da vedere perchè è uno dei pochi thriller horror italiani che può dire la sua anche in campo non strettamente nazionale...

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    1. Importante soprattutto l'aspetto sociale oltre che quello tecnico :)

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