Recensione Il caso di Alaska Sanders - Joel Dicker

 


Il caso di Alaska Sanders edito da La nave di Teseo nel 2022, rappresenta il ritorno di Joel Dicker e del suo alter ego Marcus Goldman.

Chi mi conosce ed ha seguito le mie classifiche di fine anno saprà quanto io abbia apprezzato La verità sul caso Harry Quebert, che rappresentava un nuovo modo di fare "giallo", inserendoci all'interno una grossa mole di sfumature di rosa. Un romanzo dal successo planetario tanto da diventare anche una serie tv.

Per diversi motivi non ho letto il Libro di Baltimore, situato a metà tra La verità sul caso Harry Quebert ed Il caso Alaska Sanders; quindi vengo da un salto temporale quasi decennale (2013 - 2022) per quanto riguarda Joel Dicker.

Mi verrebbe da dire: "non è cambiato nulla"! 

Il libro strutturalmente si divide in due grossi blocchi temporali: l'anno 1999 vs 2010. 

Nell'Aprile del 1999, il corpo di Alaksa Sanders viene ritrovato in un lago a Mount Pleasant nel New Hampshire. Le forze dell'ordine sono talmente in gamba da risolvere in pochissimo tempo il caso, arrestando il fidanzato ed un amico di quest'ultimo.

Dieci anni di vita, di situazioni che cambiano neanche tanto. Mount Pleasant è un piccolo paesino dove tutti si conoscono. Calma piatta fino alla morte di Helen, moglie del poliziotto Galhawood, personaggio già conosciuto nel precedente romanzo di Dicker.

Da qui inizierà l'indagine retrospettiva di tutto quello che successe nel 1999, scoperchiando il cosiddetto vaso di Pandora.

Prima di elencare diversi difetti che ho trovato, comincio con il dirvi che il libro mi è piaciuto. Non tantissimo, ma si legge bene, è rapido nei capitoli nonostante l'ingente mole, e si chiude sempre con qualche colpo di scena. I personaggi sono ben descritti nonostante a mio avviso siano difettosi.

In primis non si capisce perchè uno scrittore debba condurre un'indagine poliziesca avendo anche a disposizione tutte le risorse del caso. In secondo luogo i protagonisti principali sono estremamente positivi, quasi esenti da una minima forma di malvagità. La coppia Goldman-Galahwood tutto sommato funziona anche se la mancanza di Harry Quebert si avverte, nonostante questi compaia abbastanza inutilmente, sempre a mio avviso.

Secondo difetto, la scelta dell'autore di ripetere due volte la stessa scena. Mi spiego meglio il narratore racconta cos'è successo ma poi nel paragrafo successivo assistiamo alla scena "al presente". Una lungaggine che non mi ha esaltato.

Tuttavia mi è molto piaciuto l'epilogo de Il caso di Alaska Sanders con continui colpi di scena, cambi di rotta ed una serie di avvenimenti che Dicker fa incastrare alla perfezione. Diciamo che lo scrittore svizzero non ha molta fiducia nella perspicacia del lettore e ogni volta fa lo spiegone finale ricongiungendo lui i vari puntini della storia.


Voto 7

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