16 dicembre 2020

Io sono l'abisso - Donato Carrisi

 Recensione Io sono l'abisso


Voto 6,5.
La notizia di una nuova uscita di un romanzo di Donato Carrisi non passa di certo inosservata per gli amanti del genere thriller, anzi ne siamo tutti entusiasti ed incuriositi.

Lo scrittore pugliese è sinonimo di garanzia per noi lettori, "costretti" a fiondaci in libreria per leggere una sua nuova storia di suspense.

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s'intravede all'orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L'uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti. E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto. L'uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l'eccezione di rare ma memorabili serate speciali. Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall'incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui, che ha scelto di essere invisibile, un'ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente. Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l'uomo che si nasconde dietro la porta verde. Ma c'è un'altra cosa che l'uomo che pulisce non può sapere: là fuori c'è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l'oscura fama che la accompagna. E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C'è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l'ombra invisibile che si trova al centro dell'abisso.

In primo luogo c'è da sottolineare la scelta dell'autore di non dare dei nomi ai protagonisti della vicenda. Carrisi punta sull'anonimato dei personaggi, forse volendoci indicare che tutti noi possiamo essere come loro o è molto semplice imbatterci in uno di essi. Gli argomenti infatti sono di ricorrenza quotidiana: femminicidio, violenza sulle donne, disagio adolescenziale, solitudine e vita anonima.

A recitare in questo romanzo tali parti saranno: la ragazza col ciuffo viola, la cacciatrice di mosche e l'uomo che puliva. Tre vite che si muovono apparentemente su tre rette parallele ma che inevitabilmente finiranno per incontrarsi e scontrarsi nel corso del romanzo.

La storia sicuramente è agile, facile da leggere dati anche i brevi capitoli. L'interesse è costante anche se sembra essere scontato in molte scelte dell'autore. A mio avviso manca appunto l'effetto sorpresa che era uno dei punti forti di Carrisi, nonostante l'autore cerchi di sorprendere tutti con un finale avvolgente.

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