25 novembre 2016

Blogtour: Nebbia sul ponte di Tolbiac

Eccoci giunti alla sesta ed ultima tappa del blogtour dedicato al romanzo: Nebbia sul ponte di Tolbiac di Leo Malet, edito da Fazi Editori.
Prima di me hanno parlato del romanzo: Una pausa di lettura con Incipit e presentazione del romanzo; Milanonera con una recensione in anteprima; La bottega del giallo che ci ha parlato dell'autore Leo Malet; ThrillerMagazine invece dell'investigatore Nelson Burma; Thriller Nord dell'ambientazione ed infine io vi racconto qualcosa dei personaggi.

C'è da sottolineare come Nebbia sul ponte di Tolbiac, oltre ad essere un romanzo d'atmosfera come anticipato dal titolo, è anche un romanzo impuntato sui protagonisti principali.
Su tutti naturalmente Nelson Burma, un investigatore privato senza fronzoli, molto diretto e anche per questo poco simpatico agli occhi dei colleghi che "indossano" vesti ufficiali.
Anche i suoi metodi investigativi sono brutali quasi, senza mezze misure non nascondendosi dietro un dito. Nel complesso sembra anche un personaggio simpatico, poco standard nonostante sia un "semplice" investigatore privato, stereotipo della narrativa thriller.
In Nebbia sul ponte di Tolbiac un personaggio è senza dubbio: "il morto che parla". Si, perché Abel Benoit nonostante sia defunto comunica attraverso una lettera con Nelson Burma. Proprio questa lettera spingerà l'investigatore ad indagare sulla morte di Benoit, un ex anarchico conoscente di Burma.
Nell'indagine ci finisce anche Belita, l'ambasciatrice che non porta pena ovvero colei che ha spedito la lettera a Burma sotto esplicita richiesta di Benoit. Belita è una ragazza oppressa da dei malfattori che ne hanno quasi la proprietà; una donna timida e riservata, senza dubbio scossa. Forse un po' troppo rapido e prevedibile la relazione tra Belita e Burma.
Personaggi nascosti ed infimi sono i "cattivi" della storia, ben nascosti dalla nebbia ma come dire molto efficaci.

TRAMA: Quando Nestor Burma riceve una misteriosa richiesta d’aiuto dall’ospedale della Salpêtrière, si precipita sul posto a dare un’occhiata. Ma è troppo tardi: Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con lui. Cosa aveva da dirgli? E perché il mondo dell’anarchismo parigino, con il quale Burma è stato intimamente coinvolto, non è più quello di una volta? Che fine hanno fatto i suoi vecchi amici? Forse qualche indizio può fornirlo Bélita Moralés, seducente gitana che a sua volta nasconde tanti segreti e ha alle spalle una vicenda familiare dai risvolti inaspettati. O forse la pista giusta è legata a un altro caso: la scomparsa, avvenuta nel 1936 nei dintorni del ponte di Tolbiac, di una grossa somma di denaro. È un’inchiesta dura e dolorosa, quella che attende Nestor Burma. Ed è ambientata nel XIII arrondissement, il quartiere dove ha trascorso la sua adolescenza misera ma ricca d’ideali: un luogo pieno di ricordi, dove il passato spunta fuori all’angolo di ogni strada. Un’indagine durante la quale si imbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai.

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