5 dicembre 2015

La ragazza della nebbia - Donato Carrisi

Recensione La ragazza nella nebbia

Il male è il vero motore di ogni racconto. Un romanzo o un film o un videogame in cui tutto va bene non sarebbe interessante...Ricordate: è il cattivo che fa la storia.

Voto 7+. Donato Carrisi ha ragione, il male e dunque i cattivi fanno la storia e restano impressi nella memoria della gente. Cattivi fantastici ovvero inventati da romanzieri o cattivi reali che hanno creato panico e disperazione. Basti pensare ai casi dei serial killer ben più noti rispetto alle vittime, ma anche i casi italiani in cui a predominare nell'immaginario comune son sempre stati i mostri ed i loro nomi. Merito e/o colpa anche del giornalismo sempre pronta ad individuare il mostro giusto da sbattere in prima pagina.
La ragazza nella nebbia parte sostanzialmente da questo presupposto. Da sottolineare come questo romanzo di Carrisi sia slegato dalla precedente produzione e quindi leggibile separatamente dagli altri.
In questo romanzo lo scrittore pugliese trapiantato a Roma, imbastisce una trama più realistica ed almeno inizialmente meno misteriosa rispetto alle altre, nel finale capiremo invece come il mistero ed il colpo di scena fossero invece ben nascosti ma presenti sin dal principio.
Il caso analizzato è quello di una ragazzina scomparsa: Anna Lou. La giovane viveva ad Avechot, una comunità arroccata nelle Alpi molto dedita alla religione. Il caso potrebbe ricordare lontanamente quello di Yara Gambirasio, simile per diversi aspetti.
Anna Lou scompare un giorno qualunque e da allora gli equilibri della comunità vengono stravolti per sempre.
Ad indagare sul caso ci sarà l'esperto agente speciale Vogel, una specie d'antitesi del commissario modello raccontatoci dagli altri romanzieri.
Vogel è un tipo scorretto disposto a tutto pur di giungere ad "una conclusione del caso" in tempi brevi, anche a falsificare le prove atte ad incastrare il mostro. Un tipo pratico che ammicca l'occhio ai media, non disdegnando rapporti con la stampa e incursioni televisive.
Il grosso circo mediatico è un altro aspetto analizzato da Carrisi, che mette in evidenza l'appeal della cronaca televisivamente parlando.
La storia ci viene raccontata da più punti di vista, compreso quello del presunto mostro. Il romanzo scorre rapido ed in maniera intrigante, giungendo ad un finale che può lasciare insoddisfatti ma a mio avviso alquanto originale, almeno per una soluzione.

TRAMA: La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l'auto dell'agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l'agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt'altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l'indagine grazie all'attenzione e alle pressioni del "pubblico a casa". Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua "firma". Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, per far sì che un crimine riceva ciò che gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un'audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l'agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì?

AUTORE: Donato Carrisi
EDITORE: Longanesi
NAZIONE: Italia
ANNO: 2015
PAGINE: 373

3 commenti:

  1. Felice che ti sia piaciuto. Come sai, l'ho trovato alquanto sottotono.
    Una bella riflessione sulla attualità, ma un giallo modesto - avevo beccato tutte e due le soluzioni ai misteri. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me ha coinvolto abbastanza, di questi tempi un buon giallo :)

      Elimina
  2. Nonostante la prevedibilità della storia l'ho letto volentieri, come dice Carrisi non è importante il "chi" ma il "perchè" ;)

    RispondiElimina

Generi cinematografici

Notizie archiviate