10 luglio 2015

Recitare è scoprire noi stessi, fingendo di essere un altro

Conoscere noi stessi è il punto di arrivo di un percorso lungo e spesso travagliato. Per trovare la strada, si può transitare da vie diverse, più o meno complicate e impegnative. Ci sono modi più tradizionali, come confidarsi con un amico saggio e fidato, tenere un diario su cui registrare le proprie emozioni e, perché no, sdraiarsi sul lettino dell’analista.

Un modo molto originale per scoprire di più sul nostro conto è il teatro: non sono poche le persone che hanno scelto la recitazione come percorso terapeutico. Salire su un palco è per molti noi un modo per metterci a nudo e in discussione: occorre coraggio, volontà, dominio di sé e consapevolezza dei propri limiti.

Il teatro educa alla cooperazione: la compagnia teatrale, come dice la parola stessa, è un gruppo in cui i ruoli, dopo essere stati attribuiti, devono essere rispettati pena il fallimento del lavoro del gruppo stesso. Non è raro che si creino dei rapporti di amicizia intensi e duraturi, cementati proprio dalla fatica condivisa.
Il palco cura la timidezza: non ci si può certo sottrarre alle luci di scena, quando è arrivato il momento di dire la nostra battuta! Come cantavano i Queen, The show must go on: un artista, anche se dilettante e intento a imparare, non può tirarsi indietro ma deve, come si dice in gergo, reggere la parte.
Per entrare in un ruolo, il recitante è guidato dal suo maestro in un percorso di analisi e immedesimazione che si rivela utilissimo per migliorare le capacità introspettive, acquisire sicurezza in noi stessi, diventare più pronti e reattivi durante le difficoltà e i momenti di smarrimento.

In tutte le città d’Italia vengono organizzati dei corsi di formazione, per preparare al teatro adulti e ragazzi: si tratta di laboratori creativi, corsi di dizione e lettura a voce alta, tecniche di improvvisazione, workshop brevi su un genere specifico quale ad esempio il musical. Un buon modo per conoscere l’offerta nella propria zona è esplorare un sito di annunci, ad esempio Bakeca, inserendo nella barra di ricerca le parole chiave che ci interessano maggiormente (es. dizione, recitazione, improvvisazione) e la provincia di nostro interesse.


Non c’è niente di più utile, per conoscere l’animo umano, che misurarsi nelle sofferenze e negli stati d’animo dei grandi personaggi del teatro divenuti celebri. Chi l’ha detto che non possediamo anche noi un talento inespresso che ci porterà a divenire celebri a nostra volta?

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