5 maggio 2014

Nel nome del male - James Oswald

Recensione Nel nome del male

Voto 6. Dopo James Carol ed il suo Anatomia di un incubo, Giunti Editore punta su un nuovo scrittore straniero esordiente: James Oswald. Quest'ultimo è un allevatore scozzese che per vent'anni ha scritto senza mai pubblicare. A spingerlo sulla via del thriller è stato il celebre autore scozzese Stuart MacBride, il cui nome è diventato un vero personaggio del romanzo di Oswald.
Autopubblicato su Amazon il romanzo ha scalato vette impensabili, tanto da diventare un caso editoriale e dunque da esportazione, fino a giungere nelle nostre librerie.
Entusiasmo giustificabile o solito caso editoriale?
Avendolo letto, direi che siamo in presenza di un discreto romanzo thriller ma assolutamente nulla di eclatante ed imperdibile. 
Il titolo farebbe pensare a qualcosa di oscuro, misterioso, maligno e supremo. In effetti questo elemento è presente all'interno del romanzo, il quale gira intorno ad uno strano rituale avvenuto cinquant'anni prima. Una ragazza tremendamente uccisa e diversi soggetti responsabili di tale scempio.
Ma i ritmi frenetici della vita moderna non consentono all'ispettore McLean di impiegare tutto il suo tempo nel caso in questione. Diverse morti attuali, costringono il corpo di polizia ha trovare motivazioni e colpevoli, tralasciando dunque il vecchio episodio.
Naturalmente la potenza di questo caso verrà fuori, costringendo i protagonisti a rivedere tutto il quadro sotto una nuova luce.

Il personaggio principale è senza dubbio Tony McLean, che pare essere purtroppo l'ennesima copia della copia della copia del classico detective. Il lettore affronterà la storia seguendo pedissequamente questo commissario, a cui manca qualche goccio di personalità.
L'autore cerca di renderlo più umano e vicino al lettore raccontandoci del suo affetto per la nonna in ospedale, o della morte prematura dei suoi genitori; ma l'elemento emozionale è davvero latente.
L'elemento più suggestivo risiede proprio nella parte oscura del romanzo, nel rituale diabolico che viene seppellito però per troppo tempo nella storia.
Nel nome del male è dunque un romanzo thriller con buone potenzialità ma non sfruttate totalmente. Anche in questo caso bisognerà attendere il secondo capitolo della serie per capire se James Oswald è un autore ancora da seguire o da abbandonare definitivamente.

TRAMA: Nei sotterranei di un'antica dimora nel cuore di Edimburgo viene rinvenuto il cadavere di una ragazza, rimasto nascosto per sessant'anni all'interno di una cripta. Incaricato delle indagini, l'ispettore McLean, spirito libero e cocciuto, non può immaginare la scena che si troverà di fronte: un corpo straziato in un contesto che ha tutta l'aria di un cerimoniale. Per gli alti vertici della polizia questo cold case non è certo una priorità, ma McLean è ossessionato dal macabro rituale con cui è stata seviziata la vittima e non riesce proprio a girare al largo. Intanto Edimburgo è sconvolta dal brutale assassinio di un vecchio banchiere, seguito da una catena di altri omicidi di uomini in vista: tutti ricchi e potenti. Tutti sventrati con lo stesso rito cruento. Possibile che si tratti solo di coincidenze? Qual è il filo rosso che lega gli omicidi tra loro? E quale mente perversa può congegnare un simile orrore?

AUTORE: James Oswald
EDITORE: Giunti Editore
NAZIONE: Scozia
ANNO: 2014
PAGINE: 352



2 commenti:

  1. A quanto pare la Giunti ultimamente non è che stia facendo proprio centro...
    :(

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    1. L'ultimo carino che ho letto della Giunti è Combinazione casuale :) almeno da quanto ricordo...

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