12 maggio 2014

Lui - Derek Van Arman

Recensione Lui

Voto 5. La storia di questo romanzo comincia nel 1993 quando ancora si chiamava Per il gusto di uccidere, e si posizionava accanto a mostri sacri del genere come Il silenzio degli innocenti.
Nel frattempo la produzione letteraria di thriller con tema serial killer è cresciuta a dismisura tanto da creare veri e propri stereotipi del genere.
Se Per il gusto di uccidere nel 1993 poteva essere un romanzo innovativo, Lui in questo 2014 potrebbe essere uno dei tanti.
Il romanzo ha per protagonisti detective e serial killer. Il personaggio buono è Jack Scott, capo di uno speciale reparto investigativo a caccia di serial killer: il VICAT. Attraverso Scott, Van Arman ci istruisce su nozioni e caratteristiche di serial killer anche realmente esistiti vedi Ted Bundy.
Scott è anche uno psicologo, cosciente dunque che i recreational killer non hanno emozioni rispetto agli altri esseri umani.
Alla morte di una donna e delle sue due bambine, Jack Scott comprende che un nuovo incubo è appena nato, un killer che ha un modus operandi simile a quello di una sua vecchia conoscenza: Zac Dorani.
Questa a grandissime linee la trama del romanzo, il quale in realtà a numerosissime sfaccettature, forse troppe.

Il maggior limite di Lui è a mio avviso l'eccessiva corposità del romanzo, ma soprattutto della storia. Tenere bene tutti i tasselli per 713 pagine è un compito assai arduo, e Van Arman ci riesce malino, secondo me.
La lettura più volte rischia di incepparsi, il filo narrativo viene poi interrotto da continui cambi di personaggi. Oltre a Scott e Zorani, leggeremo l'evoluzione di Rivers, stretto collaboratore di Scott; del bambino Elmer che ha ritrovato delle ossa umane e di altri due tipi sospetti.
La corposità non può che influire sul livello di suspense che molto spesso sfocia ahimè nel livello opposto, quello della noia.
La storia è senza dubbio valida, i personaggi hanno il loro spessore, ma molto spesso lo scrittore si perde in dettagli inutili e che appesantiscono la lettura.
Almeno per questo nuovo rilancio era dunque auspicabile un buon lavoro di editing, per rendere più attuale e rapido questo vecchio gusto di uccidere...

TRAMA: Sfuggenti e inafferrabili, i serial killer sono l'obiettivo principale di Jack Scott, capo di uno speciale reparto investigativo sempre sulle tracce degli assassini più difficili: quelli che non lasciano indizi e di solito uccidono senza movente, per il puro piacere di farlo. Zak Dorani è uno di loro. Il più spietato di tutti. Efferato, geniale, abilissimo nell'attuare i suoi piani diabolici secondo una logica rigorosa, in passato ha trucidato donne e bambini, riuscendo sempre a beffare la legge. A lungo l'agente gli ha dato la caccia, ma solo una volta è riuscito ad arrestarlo. Una vicenda finita con una condanna ridicola: la sconfitta più bruciante della sua carriera. Molti anni dopo, indagando sull'assassinio di una giovane donna e delle sue figlie, Scott crede di ravvisare nella terribile messinscena rinvenuta sul luogo del crimine alcuni elementi che ricordano lo sconcertante modus operandi di Dorani. E mentre tra cacciatore e preda inizia una nuova sfida, si affacciano altri interrogativi: a chi appartengono le ossa umane trovate da un ragazzino in un vecchio bowling vicino alla casa del delitto e quali altri orrori lasciano presagire? Che fine ha fatto la giovane Debra Patterson uscita di casa una sera e mai ritornata? E intanto dal suo insospettabile rifugio il mostro prepara una nuova mossa...

AUTORE: Derek Van Arman
EDITORE: Rizzoli
NAZIONE: Usa
ANNO: 2014
PAGINE: 713


2 commenti:

  1. Condivido la sua opinione.Anch'io ho faticato in alcuni punti,forse troppi,a seguire il filo,considerato il numero di personaggi e la varietà di situazioni presentate.
    Tuttavia è un romanzo che mi ha emozionato,talvolta spaventato,sicuramente non mi ha lasciato indifferente,anzi...Alcune soluzioni le ho trovate geniali e non sono certo una lettrice allo sbaraglio

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  2. Qualcosa positiva senza dubbio l'ho trovata anch'io, ma tuttavia la mancanza di fluidità nella lettura non mi ha fatto amare particolarmente questo romanzo; parere naturalmente soggettivo...

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