22 aprile 2014

Il veleno del sangue - Brian Freeman

Recensione Il veleno del sangue

E se tua figlia fosse un'assassina?
Voto 7,5. E' la seconda volta che questa domanda diventa il motore pulsante di un romanzo thriller. In principio fu In difesa di Jacob di William Landay, questa volta è toccato a Brian Freeman con Il veleno del sangue.
Nonostante la domanda iniziale comune, i due romanzi prenderanno direzioni completamente diverse: il primo seguirà le orme di un legal-thriller; il secondo un thriller "sociologico".

Il romanzo di Brian Freeman comincia subito dalla parte più importante e vitale per un romanzo giallo: l'omicidio. La giovane Ashlynn, circondata da due compagne ubriache: Olivia e Tanya viene aggredita verbalmente e poi con una pistola. Il motivo di tanto astio è dovuto alla divisione spaziale del gruppetto di ragazze; Ashlynn è di Barron dove opera la famosa azienda di suo padre, Olivia e Tanya sono di St. Croix zona di campagna che assorbe tutti i veleni dell'azienda. Numerosi i casi di tumore e leucemia nella zona, i cittadini di St. Croix sono convinti che la colpa sia da imputare alla ditta di fertilizzanti agricoli.
Le ragazze litigano ed il mattino dopo Ashlynn viene rinvenuta morta.
La maggiore indiziata è Olivia, in quanto nell'ultima scena puntava la pistola alla tempia di Ashlynn, ma insieme a Chris Hawk (padre Olivia) il lettore dovrà ricercare la verità su tutta questa storia.

Una storia molto particolare, dalle sfumature shakespeariane in grado di mescolare: amore, odio, rancore, vendetta, dolore; di fondere e confondere vittima e carnefice, giusto e sbagliato.
La sensazione iniziale non può che essere quella di straniamento. Ashlynn è morta e noi lettori ci troviamo a parteggiare per Olivia, maggiore indiziata e colpevole anche per noi, visto lo svolgimento del primo capitolo.
Lo scorrere delle pagine manterrà il riserbo sulla vera identità dell'assassino, ma insieme a Chris non vorremmo mai che fosse stata Olivia a premere quel grilletto. 
Ma il succo della questione non riguarda solo l'individuazione del colpevole dell'omicidio e coinvolge tutti gli abitanti dei due villaggi separati ed uniti dall'odio e l'intolleranza.
La questione azienda inquinante è molto forte ed attuale, in quanto riguarda il sistema produttivo mondiale che molto spesso mette in primo piano il guadagno piuttosto che la salute. Anche su questo punto i nodi verranno sciolti solamente nei capitoli conclusivi, mantenendo alta la tensione e la suspense.

In questa grande sovra-struttura, Brian Freeman riesce a muoversi in maniera egregia, regalando il giusto spazio a tutti i personaggi, i quali una volta sviluppati chiariranno la loro natura di protagonisti o antagonisti. Ottimo l'approfondimento relazionale, lo scrittore riesce a creare un romanzo in cui dominano l'amore e l'odio, sentimenti cardine in grado di unire e dividere, ma anche di riunire.

TRAMA: Tre ragazze, due cittadine rivali, un odio che avvelena il sangue. Ufficialmente quel villaggio non esiste più. Solo i giovani del posto ci vanno per spaccare finestre e disegnare graffiti sui muri. È quasi mezzanotte e, ora che la macchina ha deciso di abbandonarla proprio in quella terra di nessuno tra le cittadine di Barron e St. Croix, Ashlynn si fa prendere dal panico. Poi dal buio emergono due figure. Sono ragazze della sua scuola, ma non sembrano avere intenzioni molto amichevoli. Soprattutto Olivia, che è ubriaca e parecchio su di giri. E ha in mano una pistola. La mattina seguente, Ashlynn giace su un tavolo dell'obitorio, Olivia è in carcere con l'accusa di omicidio. Ad assumere la difesa della ragazza è suo padre Chris, esperto avvocato, che non può credere che la figlia sia un'assassina. A mano a mano che si addentra nei fatti di quella notte, intuisce che la vicenda è qualcosa di più che una lite tra adolescenti finita in tragedia. Ha a che fare con una rivalità che avvelena il sangue, che divide due cittadine attraversate dallo stesso fiume. Perché ciò che porta ricchezza e benessere a una, condanna l'altra a disperazione e morte.

AUTORE: Brian Freeman
EDITORE: Piemme
NAZIONE: Usa
ANNO: 2013
PAGINE: 432



11 commenti:

  1. Titolo interessante: me lo segno! Dell'autore, ne ho letto uno anni e anni fa: Immoral. Niente male: piuttosto spinto, veloce. Sto leggendo - finalmente - L'amore bugiardo: i protagonisti li odio e li adoro, ahahahhaha. :)

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    1. Invece per me questo è il primo di Freeman, dovrò recuperare gli altri :) L'amore bugiardo molto particolare, non vedo l'ora esca il film di Fincher :)

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    2. Brian Freeman sottovalutato..Uno dei più grandi autori di thriller degli ultimi anni..il mio preferito..Leggete i primi 5 della serie di Jonathan Stride:) Era da un pezzo che aspettavo un tuo cmmento ad un suo libro:)!!

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    3. Beh mi fa molto piacere che aspettassi un mio commento ad un libro di Freeman :)) Devo dire che sono rimasto molto soddisfatto, dunque leggerai in futuro altri commenti sui libri di Freeman ;)

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    4. Certo perchè il tuo sito è motlo ben curato e non mi perdo una tua recensione. Sai valutare bene e cose ed esprimi i concetti giusti..infatti mi sono chiesto perchè non avessi mai recensito Freeman...i primi 5 sono super, "il veleno del sangue" è buono ma a mio aprere da 6.5 in conronto alla bellissima serie di Stride!! Aspetto con piacere di leggere le tue idee!!

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    5. Sono davvero lieto del tuo commento :) Purtroppo i libri da leggere sono tanti e aumentano sempre di più anziché diminuire quindi può capitare che qualche autore venga letto in ritardo nonostante la sua importanza.
      grazie mille per i complimenti, alle prossime recensioni allora :)

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  2. Lo voglio, me lo segno! Di questo autore non ho mai letto nulla.
    Ho letto invece In difesa di Jacob a cui accenni all'inizio e mi è piaciuto!

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    1. Anche a me è piaciuto molto In difesa di Jacob. Sicuramente ti piacerà anche questo :)

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  3. Piuttosto interessante caro Nico, libro e film compreso..
    Un abbraccio della sera!

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