8 agosto 2013

Transit

Rapinatori da quattro soldi.

Voto 4,5. Non tutte le rapine cinematografiche riescono perfettamente. Non tutti i rapinatori sono infallibili.
Un buon esempio di scarsa“professionalità” la mostrano quattro ladruncoli ombrosi che decidono di assalire un furgone carico di banconote. Una banda semplice che si compone del capo (James Frain), la sua donna (Diora Baird), il nero cattivo (Harold Perrineau) e l’autista.
Se il colpo riesce senza tante difficoltà, il problema principale per loro si rivela il post rapina. La notizia dell’assalto al furgone con due morti si sparge velocemente, di conseguenza posti di blocco a volontà.
Per non farsi trovare con il bottino in grembo, i quattro decidono di caricare il borsone con i soldi sull’auto di una famiglia in villeggiatura.
Una volta superati i posti di blocco, impossessarsi del proprio bottino dovrebbe essere per i quattro rapinatori un gioco da ragazzi.
Niente di più sbagliato. Come dicevo i rapinatori di Transit non sono delle macchine perfette ed il recupero si dimostrerà davvero ostico e pieno di imprevisti.

Con una trama abbastanza intrigante si presenta questo poliziesco/thriller del 2011 di Antonio Negret. Una pellicola che nei primi minuti dimostra una professionalità pari a quella dei rapinatori, dunque confusionaria. Un film che verrebbe voglia di abbandonare dopo quindici minuti, per problemi di natura tecnica. Regia poco interessante con molti dettagli e primissimi piani; scene action riprese in maniera troppo movimentata; doppiaggio di basso livello. Altro grosso elemento negativo sono le riprese in auto, che ricordano molto quelle degli anni cinquanta, con dei veri e propri fotomontaggi relativi allo sfondo.
Tuttavia abbandonare un film dopo poche riprese non è nella mia indole, dunque ho deciso di continuare questo viaggio frastagliato insieme ai protagonisti di Transit.
Con il passare dei minuti la pellicola migliora sicuramente, puntando tutto sull’azione rapida, condita da qualche colpo di scena.
Elemento cardine di Transit diventa la caccia dei predatori alla preda. I predatori sono appunto i rapinatori affamati del loro denaro, la povera preda è la famigliola.
Le due squadre nettamente contraddistinte hanno anche dei problemi interni. Screzi tra il nero ed il capo; scontro tra padre famiglia  (James Caviezel) e primogenito.
Ad alimentare questa caccia isolata con pochi interventi esterni, sarà un’ambientazione desertica in cui spicca una vegetazione selvatica.

Una buona idea di base dunque per questo Transit, accompagnata da una parte tecnica deficitaria che fa cadere questa pellicola nel dimenticatoio….

5 commenti:

  1. film ORRIBILE, girato,montato, fotografato e recitato da CANI, dopo 10 min avevo voglia di spegnere, se penso che è pieno di film interessanti non ancora usciti in italia e poi fanno uscire robe come questa mi sale la pressione dal nervoso .

    Troppo buono col voto, per me è da voto 2

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    1. Si anche io stavo per abbandonarlo, la trama non è malissimo ma la parte tecnica è troppo "grossolana"... ma è passato anche in sala? Io non me lo ricordo proprio :)

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  2. non sembra esattamente transitcendentale...

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    1. no no, anzi è un film che transita nella mente piuttosto velocemente ;)

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  3. Non l'ho visto, ma non voglio nemmeno vederlo, a questo punto :/

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