20 agosto 2013

L'oscura memoria delle armi - Ramòn Diaz Eterovic

Recensione L'oscura memoria delle armi
Montegòn: I libri che stanno negli scaffali li ha davvero letti tutti oppure li ha messi lì per bellezza?
Heredia: Li ho letti quasi tutti insieme ad altri che mi hanno prestato.
Montegòn: Perche legge tanto?
Heredia: Per vivere, per sognare, per capire in che mondo mi trovo.

Vorrei cominciare da questo scorcio di dialogo tra Heredia e Montegòn, la recensione del romanzo L’oscura memoria delle armi di Ramòn Diaz Eterovic. Vorrei iniziare da qui perché un detective lettore di gialli non può che essere simpatico al lettore reale. 
Ma questa non è l’unica caratteristica che rende Heredia un investigatore particolare e diverso dallo stereotipo classico. Il detective cileno è un tipo abbastanza pigro, che non riesce comunque ad abbandonare il settore investigativo. Insieme ad Anselmo e al suo gatto Simenon (con il quale colloquia normalmente), Heredia gestisce lo studio Heredia & Associati.
L’ultimo caso su cui dovrà indagare riguarda Germàn Reyes, un’attivista dei diritti umani morto in un tragico agguato. Caso o premeditazione?
A volerlo sapere sarà soprattutto la sorella di Germàn: Virginia, la quale è fermamente convinta che si tratti di un omicidio a sfondo politico/militare.

Il caso Reyes si dimostrerà per Eterovic, un’ottima opportunità per parlare dei problemi passati del Cile che modificano inesorabilmente il presente del paese.
L’oscura memoria delle armi è la conferma che la letteratura thriller non è solo intrattenimento ma anche cultura. In questo romanzo il lettore potrà rivivere uno scorcio di storia che riguarda il paese sudamericano, più precisamente il periodo che va dagli anni 70 ai 90.
Intervallo storico per il Cile che vede nel 1973 il golpe con l’elezione come presidente di Salvator Allende, rimosso poi dal colpo di stato di Pinochet che impose al paese un regime militare.
L’ombra di questa “dittatura” si riflette anche sulle nuove generazioni e probabile vittime pare essere Reyes. Heredia insieme ad i suoi vecchi e nuovi colleghi dovrà setacciare gli ambienti ermetici degli ex-militari del regime Pinochet, i quali in passato hanno esibito il loro potere mediante torture nei confronti dei loro “nemici”.
L’oscura memoria delle armi si caratterizza dunque per essere un giallo investigativo. Heredia, amante dell’arte della letteratura, non è un violento e dunque agisce con discrezione e mai in maniera sensazionalistica.
L’indagine è intricata e tortuosa, fatta di nomi che rimandano ad altri nomi. Tutto ciò dimostra come le colpe, sebbene siano imputabili al mandante, siano un po’ di tutti i partecipanti ad un regime ingiusto e violento.

Un romanzo in sintesi da non perdere, soprattutto per chi ama i gialli a sfondo storico e che raccontano nuove realtà…

TRAMA ORIGINALE: Germán Reyes, un attivista dei diritti umani, sopravvissuto alla dittatura di Pinochet, è assassinato in circostanze misteriose. È la sorella maggiore della vittima, la professoressa Virginia Reyes, a chiedere al detective privato Heredia di occuparsi del caso. Malgrado le reticenze iniziali, un po' per indole, un po' per necessità, Heredia finisce per accettare il caso. Le indagini sull'omicidio di Reyes lo porteranno a rovistare nei bassifondi più cupi della storia cilena: le torture di Pinochet, la dolorosa transizione alla democrazia, l'impunità dei militari, il loro riciclo sotto nuove vesti nella società civile e con esso il sistematico tentativo - complice la connivenza di buona parte della società civile - di cancellare ogni traccia di memoria. A dare man forte a Heredia una fitta costellazione di personaggi secondari (il fido chioscaro Anselmo, l'amico commissario Bernales, avvocati e dimostranti delle funas antiregime, oltre che un "doppio" di Heredia stesso, il detective Montegón) che contribuiranno, più o meno consapevolmente, a dipanare l'intricata matassa e a consegnare a Virginia Reyes la soluzione della scomparsa del fratello.

AUTORE: Ramòn Diaz Eterovic
EDITORE: Atmosphere Libri
NAZIONE: Cile
ANNO: 2013
PAGINE: 263




2 commenti:

  1. Mi piace il titolo, mi piace la trama. Finito il nuovo di King, lo vado a cercare.

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    1. Io il nuovo King ce l'ho ma non credo sia il mio genere...Questo è davvero interessante e ci mostra un mondo nuovo ;)

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