4 gennaio 2013

L'istinto del sangue - Jean Christophe Grangè

Per Freud, la storia dell’umanità è incominciata con l’uccisione del padre. Gli uomini del clan hanno ucciso il padre e l’hanno mangiato. Tutto è male quel che finisce male.

Voto 7,5. Questa citazione è tratta da L’istinto del sangue, l'ottavo romanzo in ordine cronologico di Jean Christophe Grangè.
Come al solito lo scrittore francese confeziona un thriller impeccabile, in cui sono presenti alcuni elementi caratteristici dei suoi libri. Si tratta di un racconto violento, a tratti horror, in cui si parla di antropologia, trasformazione e mutamento dell’umanità.
Il tema del cambiamento sembra forse quello principale ne L’istinto del sangue. Mutamento generale dell’umanità a cui fa da contraltare la trasformazione della protagonista del romanzo.

Julianne Moore, più volte citata come
sosia di Jeanne.
Personaggio principale è infatti Jeanne Korowa, giudice istruttore presso il TGI di Nanterre. Alla rapida ascesa lavorativa si contrappone l’altrettanto discesa sociale. Trentacinque anni, zitella, senza figli e senza una relazione stabile; soldi spesi prima dell’arrivo del successivo stipendio.
Simile fisicamente all’attrice Julianne Moore, cerca di salvare una relazione con un certo Thomas, dal quale attende un invito a cena.
Spazientita di questa carenza di attenzioni del suo presunto partner decide di sfruttare un’indagine su cui lavora, per carpire i suoi segreti. In particolare mette sotto intercettazione lo studio di uno psicologo che tiene in cura Thomas.
Sotto l’abito moderno e la vita mondana, Jeanne nasconde un passato oscuro e segreto. La sua anima è infatti rabbuiata dalla morte di sua sorella Marie.
A risvegliare questo orribile ricordo, è la strana morte di un’infermiera brutalmente ammazzata da un assassino assetato di sangue: un cannibale. Casualmente Jeanne si ritroverà coinvolta nel caso, assistendo ad un sopralluogo del suo collega Taine, responsabile della vicenda.
Naturalmente una volta invischiata in questo caso, Jeanne non lo abbandonerà fino alla sua conclusione. Si tratterà di una vicenda che coinvolgerà ancestralmente il giudice, che dimenticherà i suoi problemi iniziali.
Avremo quindi una completa trasformazione della protagonista che da donna di classe e con piccoli problemi sociali diverrà eroina coraggiosa disposta a camminare nel fango e nelle foreste paludose pur di venire a capo della situazione.

Immagine classica dell'evoluzione dell'uomo.
Accanto alla trasformazione psicologica e comportamentale della protagonista, uno dei temi sarà quello antropologico, del mutamento fisico degli uomini. Quindi, il modo in cui l’uomo si è evoluto fisicamente e intellettualmente, sino ad avere una postura eretta e un’intelligenza elevata.
L’approccio antropologico è dovuto alle vittime di questo famelico assassino. Si tratta di tre donne simili per caratteristiche fisiche e soprattutto per posizione lavorativa. Anche se svolgevano professioni diverse, la base dei loro mestieri sembra avere un qualche rapporto con la preistoria. Marion era un’infermiera presso un istituto artistico; Nelly operava in un studio di genetica molecolare; Francesca lavorava in un laboratorio in cui si fabbricavano uomini preistorici.
Come sono legate le tre vittime? Perché l’assassino ha scelto proprio loro? Genetica, uomini primitivi e autismo cosa hanno in comune?

Un terzo tipo di trasformazione si ha nella struttura del romanzo. Il primo capitolo intitolato Prede, si basa sulla situazione classica del thriller. Un assassino brutale che uccide le sue vittime come bestie. Due giudici che indagano sul caso, scoprendo piccoli indizi che ancora non fanno giungere alla soluzione.
La seconda parte Il bambino, è invece un’abile thriller psicologico, in cui si comincia ad indagare sulla personalità del killer.
Si finisce con un vero e proprio viaggio culturale nel capitolo intitolato Il popolo. Assieme ai protagonisti infatti saremo scaraventati prima in Nicaragua ed infine in Argentina, viaggio conclusivo e rivelatore.

Dipinto di Egon Schiele,
artista nominato nel romanzo.
L’istinto del sangue è un romanzo davvero interessante; un thriller con nozioni di antropologia e di geografia. Grangè riesce a donare ai suoi romanzi un marchio di fabbrica, in cui oltre all’esaltazione del male, c’è alla base un forte lavoro sulla psicologia contorta di alcuni protagonisti.
Altri elementi essenziali sono appunto il viaggio e la metamorfosi, ritrovabili oltre che in questo libro anche in Amnesia, L’impero dei lupi, Il volo delle cicogne, La linea nera (romanzi che ho finora letto di Grangè).
Chi come me ha imparato a conoscere le modalità di narrazione e di scrittura di Grangè, non avrà moltissime difficoltà a trovare l’assassino in questo romanzo. Un cannibale comunque perfetto che come tutto il romanzo seguirà la linea della trasformazione….


TRAMA ORIGINALE: Parigi. Nel parcheggio sotterraneo di una casa di cura, le fioche luci al neon illuminano il corpo orribilmente dilaniato di Marion Cantelau, un'infermiera. Intorno al cadavere fatto a pezzi, impronte di mani e piedi nudi. Sulle pareti, vergati con sangue misto a polvere d'ocra, disegni simili a graffiti preistorici. Jeanne Korowa, giovane giudice istruttore di Nanterre, non dovrebbe nemmeno trovarsi lì, vi è capitata per caso, solo per aiutare un suo collega. Eppure la scena del delitto le è tristemente familiare e risveglia un dolore sconvolgente: la morte della sorella, uccisa nello stesso modo. E quella di molte altre donne, assassinate come lei. Un macabro rituale, perpetrato più e più volte nel corso degli anni. Per questo non può fare a meno di gettarsi a capofitto in un'indagine parallela. Un'indagine illegale e molto pericolosa, visto che il numero delle vittime continua a salire. Tutte donne, tutte collegate in qualche modo allo studio di uno psicoanalista, Antoine Féraud, e a un suo giovane e psicotico paziente. Jeanne è più che mai determinata a seguire fino in fondo questa pista, un sentiero accidentato di sangue e paura che la conduce fino in Nicaragua, in Guatemala, nelle paludi argentine e infine a Campo Alegre, nella terrificante Foresta delle Anime. Un luogo dove i misteri di un'antica civiltà gettano un'ombra crudele e inquietante su tutti coloro che vi si avventurano.

AUTORE: Jean Christophe Grangè
EDITORE: Garzanti libri
NAZIONE: Francia
ANNO: 2010
PAGINE: 510

Acquistalo su Ibs
Acquistalo su LaFeltrinelli

2 commenti:

  1. Sento parlare talmente bene di questo grangè che dovrò cominciare a darci una letta. Mi hanno consigliato il giuramento, cosa dici?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grangè è in assoluto uno dei miei scrittori preferiti. Quanto a Il Giuramento hanno fatto benissimo a consigliartelo. Lo sto leggendo in questi giorni e mi sta prendendo moltissimo. Quindi ti consiglio di aspettare un altro paio di giorni (tempo di finire le ultime pagine e di pubblicare la recensione) e poi di correre a comprarlo;)

      Elimina

Generi cinematografici

Notizie archiviate