27 dicembre 2012

Il mio nome era Dora Suarez - Derek Raymond

Voto 7,5. Il titolo di questo romanzo di Derek Raymond è abbastanza eloquente. Il fatto che rimanga poi fedele all'originale I was Dora Suarez, indica l'importanza del nome all'interno della storia. Un nome con un verbo al passato che anticipa ancor prima della lettura, la morte di Dora Suarez.
Un cadavere che in questo noir sarà più che mai vivo e centro di interesse. A dispetto di altri thriller/noir in cui i morti sono semplice "merce" d'intrattenimento e svago, in questo libro Dora Suarez avrà un'importanza cruciale. La scelta dello scrittore è infatti quello di puntare su un solo caso, non spargendo morti a destra e manca, concentrandosi su poche ma cruciali vittime.
Un cadavere che non parlerà come è accaduto in altre opere, quali Amabili resti o Lo spettro di Jo Nesbo; ma che si saprà far ascoltare.
L'escamotage utilizzato in questo caso da Raymond, è un diario in cui Dora segna le sue pene e penitenze quotidiane.
Altro aspetto che sottolinea l'importanza del morto più del vivo è la scelta del nome dei protagonisti. Le vittime Dora Suarez e la vecchia Betty sono raccontate appunto con nomi propri; gli altri protagonisti principali: il sergente e l'assassino sono invece presentati con il nome della loro "professione".

Singolare anche il modo in cui il romanzo è strutturato. Il libro si apre subito con la scena chiave della storia, il vivo dell'azione, ovvero l'uccisione di Dora Suarez e della sua affittuaria e amica Betty Carstairs.
L'omicidio viene descritto sin troppo scrupolosamente, non nascondendo nessuna violenza, disprezzo per la vita umana e crudeltà. Il mix di particolari scabrosi e osceni è volto al disgusto del lettore, che si ritrova di fronte uno scenario silenzioso e agghiacciante.
E adesso guarda che macello, merda! Non era il sangue schizzato ovunque o l'odore delle sue viscere nell'aria gelata a turbarlo tanto, quanto il casino che aveva combinato con il suo corpo. Metteva tristezza solo a pensarci, come una scopata interrotta a metà: tutte le sue frattaglie sparse a destra e manca gli aprirono un vuoto, facendogli desiderare di tornare indietro e di ripetere tutta la scena da capo.
Dopo questo violento e veloce primo capitolo si passa alle indagini condotte da un fantomatico sergente. Quest'ultimo narrerà in prima persona gli avvenimenti e non avrà nessun nome, quasi a volere rendere massima l'immedesimazione del lettore. Ad un'empatia maggiore corrisponderà un dispiacere ancor più grande per Dora e un'immensa voglia di catturare quel sadico e spietato assassino.
Oltre alla parte noir, fatta di assassini, sergenti e vittime; questo romanzo contiene una base fortemente drammatica. Dora Suarez infatti era un nome al passato già prima della morte, una tremenda malattia sembra infatti anticipare a questa ragazza la strada verso l'inferno.
Una volta ero Dora Suarez, ma ancora prima di morire, ho smesso di essere lei: sono diventata qualcosa di orribile. Guardandomi nuda allo specchio, mi rendo conto di avere perso il diritto a definirmi una persona; quello che rimane di me a stento si può chiamare umano.
In sintesi un romanzo duro, crudo, violento che esalta il marciume della società pronta ad abbandonare e infliggere sulla vita dei meno fortunati; un noir che nonostante tutto sa emozionare e far riflettere.

TRAMA ORIGINALE: Dora Suarez era perduta. Troppo bella per essere la donna di qualcuno, una puttana, un corpo malato e un'anima stanchissima: voleva morire; ma neppure lei si aspettava di finire dilaniata a colpi d'ascia, le sue membra sparpagliate e oltraggiate. E per il sergente che conduce l'indagine questo non può essere un caso come gli altri. Leggere il diario lasciato dalla donna, indagare fra le poche tracce della sua vita, significherà per il sergente confrontarsi con l'idea di un'innocenza violata, di una bellezza che non ha trovato protezione, di un equilibrio che non può essere ristabilito. Di un male radicale che irrompe ormai nel mondo, senza più argini.

AUTORE: Derek Raymond
EDITORE: Meridiano Zero (collana Sottozero)
NAZIONE: Inghilterra
ANNO: 1990 - 2000- 2006
PAGINE: 254

2 commenti:

  1. Pensa che sono sempre stata tentata di leggerlo..adoro lo stile di Raymond, anche se non tutti i suoi romanzi mi attraggono. Folgorata dalla sua autobiografia, "Stanze nascoste", delusa da "E morì a occhi aperti", cerco un terzo romanzo per proseguire :)

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    1. Questo potrebbe essere quello giusto;) Un romanzo originale, violento e macabro nella prima parte. La seconda è invece investigativa e con poca azione. Nel complesso permane una certa drammaticità data dalla vita di Dora Suarez.
      Questo è il primo libro che leggo di Raymond e sicuramente in futuro proverò con qualche altro:)

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