13 agosto 2011

L'enigmista

Voto 7. Conosco i tuoi pensieri. Ogni tuo battito di ciglia. So dove sei stato. So dove sarai.
Queste le parole messe in bocca (o meglio su un foglio) da John Verdon, al suo primo serial killer.
L’enigmista, infatti, è il romanzo d’esordio di Verdon, che in poco tempo ha conquistato la Spagna con la vendita di 250 mila copie. Come scritto sulle note dell’autore dal romanzo sarà tratto un film.


Ritornando alla frase iniziale, Verdon, per il suo thriller, investe su due personaggi principali: un serial killer ed un poliziotto in pensione.
Riguardo al primo personaggio, si tratta di un serial killer molto ben caratterizzato che incute molta curiosità per il suo modo di operare, ai lettori (naturalmente appassionati di giallo).
Il modus operandi è molto ben scandito soprattutto nella fase iniziale. Alcune lettere inviate alla vittima, con dei versi in prosa. In questi versi il killer dichiara di conoscere la vittima e sapere cos’ha fatto in passato.
La sua conoscenza con l’interlocutore è talmente approfondita che il killer sa persino a che numero potrebbe pensare la vittima. Pensa a un numero qualsiasi da uno a mille, il primo che ti viene in mente. Visualizzalo. Ora apri la busta piccola. Vedrai come conosco a fondo i tuoi segreti.
Dopo il gioco dei numeri, il killer si fa inviare un assegno ad una casella postale che però non è di sua proprietà. Ultima fase il killer irrompe nella casa della vittima e lo uccide con un colpa di pistola e bottiglia di whisky Four Roses, alla carotide.
Sulla scena del delitto lascia numerosi indizi, tra i quali una sedia da giardino e la bottiglia stessa, quasi a voler sfidare la polizia in un tremendo gioco.

Prima vittima sarà Mark Mellery, il quale spaventato delle lettere che ledono la sua intimità, informa il suo vecchio amico del college Dave Gurney, un abilissimo acchiappa-killer, ma ormai in pensione.
La sua passione per gli enigmi ( una volta in pensione si dedica a realizzare ritratti di serial killer) lo spinge ad accettare il caso, nonostante le riluttanze della moglie Madeleine.
Il personaggio costruito in questo caso da Verdon è abbastanza stereotipato e che sa di già visto. Gurney è il classico poliziotto in gamba, abilissimo nel portare a termine i propri compiti. Testardo che mette il lavoro prima della famiglia. Naturalmente nel gioco dell’enigmista si farà coinvolgere e sarà coinvolto sino alle battute finali del romanzo.
Altro elemento ridondante immesso nel personaggio di Gurney, è il passato triste alle sue spalle, che inevitabilmente ritorna nel suo presente.

L’enigmista, il cui titolo originale è Think of a Number (molto più accattivante), è un bel thriller. Trama ed epilogo molto interessanti, serial killer metodico e davvero ben realizzato.
L’enigmista ci mette un po’ a carburare però. Per circa metà libro Verdon, si occupa del primo caso, quello di Mellery, per descrivere dettagliatamente l’interazione fra quest’ultimo ed il killer, ed il coinvolgimento di Gurney.
Verdon molte volte si perde però anche nel rapporto tra Gurney e Madeleine, il che stoppa un po’ la scorrevolezza del romanzo.
Sbagliata infine, secondo me, l’intitolare i capitoli con delle frasi chiave del capitolo stesso. Tutto ciò rovina un po’ la sorpresa e anticipa appunto il punto più importante del capitolo che andremo a leggere.

TRAMA: "Pensa a un numero da uno a mille. Il primo che ti viene in mente. Ora apri l'altra busta. Vedrai come conosco bene i tuoi segreti." Mark Mellery è colto alla sprovvista da quel messaggio anonimo, vergato in inchiostro rosso con una grafia elegante, arrivatogli per posta. Ma la sua sorpresa è ancora più grande quando, aperto il secondo biglietto, vede scritto proprio il numero che ha appena pensato: 658. Dal canto suo, il mittente sconosciuto non ha intenzione di mollare la presa e continua per giorni a tenerlo sulla corda con nuovi enigmi, lettere criptiche e versi minacciosi, sempre composti con mano precisa e ordinata. Finché quel gioco si fa troppo inquietante e Mellery, che ormai rischia di impazzire, chiede aiuto a un vecchio compagno di studi: Dave Gurney, pluridecorato agente della polizia di New York. Benché Gurney sia già in pensione, quel caso è una tentazione troppo forte per il suo istinto di detective. E ben presto l'ex agente si ritrova a dare la caccia a un serial killer che firma le scene dei suoi crimini con la stessa cura con cui scrive i suoi messaggi: un unico colpo di pistola alla carotide, una sedia a sdraio da cui osservare l'agonia della vittima, una bottiglia di whisky rotta, sempre la stessa marca, con cui accanirsi infine sulla gola del cadavere. Mellery non sarà che la prima vittima. A Gurney il compito di fermare quel gioco mortale. Prima di entrare nella lista dei predestinati.



ORIGINALITA': ****
RITMO: ***
REALISMO: **
NOIA: *
SPETTACOLARITA': **
UMORISMO: 
STORIA: ***
PERSONAGGI: ****

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