8 agosto 2011

Benvenuti al sud

Voto 6,5. Se non fosse per Che Bella Giornata di Checco Zalone, Benvenuti al Sud, sarebbe il film italiano con maggiore incasso nel box office 2010/2011. Poco conta comunque se l'incasso totale si aggira intorno ai 30 milioni di euro, con il sequel già in programmazione per il 2012.
Luca Miniero, regista del film, sarà allora più che soddisfatto, considerando anche, che non si è dovuto neanche sforzare più di tanto, per mettere su una storia già edita e raccontata da Giù al Nord, del francese Dany Boon.
Il prodotto finale, così come giustificano gli incassi di un pubblico italiano sempre molto attento alle commedie, è comunque ottimo.
Miniero è bravo nel cambiare ma non stravolgere quanto fatto da Boon. La storia resta pressochè identica, anche nei minimi dettagli.


Alberto è un direttore delle poste che vorrebbe lavorare a Milano, nonostante lavori già in Brianza. Per raggiungere questo obiettivo, importante anche per sua moglie, Alberto si finge un disabile. Il colloquio con un membro della direzione va abbastanza bene, prima che Alberto si alzi dalla sua carrozina per stringere la mano all'Ispettore.
Risultato? Alberto viene trasferito al Sud, a Castellamare paese situato in Campania.

Da qui comincia la storia e cominciano come si suol dire le risate. Miniero è abile a sfruttare tutti gli stereotipi ed i pregiudizi comuni che la gente del Nord, nutre nei confronti dei cosiddetti Terrun.
Paese di cammoristi (perciò Alberto indossa un giubbotto antiproiettile), temperature africane (creme di protezione a volontà), questi alcuni degli ingredienti che Alberto metterà nella sua valigia prima di partire, insieme a tanta tristezza.
Oltre che sui pregiudizi, Miniero lavora molto anche sulle caratteristiche dei meridionali. Ragazzi mammoni che amano stare sotto l'ala protettrice della mamma, lavoro quasi secondario al divertimento, continue pause caffè.

Molto positiva anche la caratterizzazione scenografica che rispecchia i sentimenti di Alberto. Clima torrenziale allorchè arriva a Castellamare, il suo arrivo sembra simile a quello di Jonathan Harker nel castello di Dracula.
Allorchè il direttore delle poste comincia ad ambientarsi nel Sud, al suo ritorno al Nord troverà tanta nebbia.

Il film di Miniero, riesce laddove il film di Boon delude (almeno per i miei gusti). Facile ridere, immedesimarsi e sorridere dei nostri difetti italiani, piuttosto che di quelli sconosciuti francesi. Facile capire la differenza tra un milanese e un napoletano, ed i loro dialetti. Facile capire le differenze alimentari e di clima dei due popoli italiani.
Ottima anche la scelta del cast, con un Bisio strepitoso, ed un Alberto Siani in palla.

ORIGINALITA': *
RITMO: ****
REALISMO: ****
NOIA: 
SPETTACOLARITA': 
UMORISMO: ***
STORIA: ****
PERSONAGGI: ****

USCITA CINEMA: 01/10/2010
REGIA:
Luca Miniero
SCENEGGIATURA: Massimo Gaudioso
ATTORI: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini

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