18 ottobre 2017

News: Senza far rumore di Riccardo Castiglioni

“Senza far rumore” è un libro che, se inteso come giallo “deduttivo”, si legge d’un fiato, piacevolmente immersi nel dipanarsi di un mistero che c’è, ma non si vede o che inquieta come un brivido lungo la schiena, per il troppo silenzio tutt’intorno. 
Ma se si rallenta la lettura, resistendo alla tentazione di scorrere avidamente le pagine fino alle righe risolutive, si può scoprire un libro diverso. Meno giallo. Un po’ più nero.
In “Senza far rumore” c'è, infatti, uno spaccato della vita di provincia che si insinua fra i protagonisti, ritagliandosi un ruolo ben più importante della necessaria cornice topografica di un racconto. 
Se letto sotto questa luce, “Senza far rumore” si rivela un delicato “noir” che tratteggia con precisione il lato oscuro del sonnecchiante hinterland milanese e il bisogno di riscatto, rivincita e giustizia che spesso tormenta gli animi miti o sconfitti, tra rimpianti e fantasticherie di rivalsa.
E così, in punta di piedi, con sincera nonchalance (senza far rumore, appunto), questo "poliziesco" sui generis nasconde, dietro un ritmo avvincente e scorrevole, un piccolo tesoro d’inchiostro: un garbato omaggio alle sommesse gioie che rendono sopportabili le nostre vite. 
Gli amici "di sempre", quelli che scegliamo per affetto più che per affinità. 
Gli irrinunciabili riti che scandiscono le nostre giornate, puntellando gli argini della solitudine. 
Gli incontri che imprevedibilmente sconvolgono anche la più radicata delle abitudini, riportando il cuore e la mente a una giovinezza che soltanto il fiato e le gambe non riconoscono più.
“Senza far rumore”, insomma, racconta un po’ la storia di tutti noi. Perché dentro a ogni Professore in pensione, c'è sempre un indomito ragazzino del Liceo, che guardandosi allo specchio, si domanda cosa diavolo possa essere successo.


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