24 novembre 2016

Segreto di famiglia di Mikaela Bley

“Vedevo la mia immagine sfumata e poco nitida riflessa nel vetro nero. Proprio come mi sentivo io.”
- Fabio Volo

La piccola Lycke di soli otto anni scompare all’improvviso e per la rete televisiva nazionale svedese TV4 rappresenta una miniera d’oro di sharing. Per l’inviata Ellen Tamm, specializzata in cronaca nera, occuparsi del servizio non sarà affatto semplice. La polizia e i suoi stessi colleghi sembrano voler ostacolare la sua personale crociata per la verità, la stessa che nascondono molto bene e tra le righe i genitori della piccola Lycke. E in questo frangente che la storia si dirama, presentando quattro punti di vista diversi di donne che hanno avuto a che fare con la piccola scomparsa. Helena, madre di Lycke ed ex moglie di Harald, una donna depressa dal suo matrimonio fallito; Chloè, la nuova moglie di Harald e matrigna perfida della piccola e Mona, la tata, l’unica a cui sembra essere sempre importato della bambina ed Ellen, la reporter alla quale indagare non fa paura e che pur di scoprire cosa ci celi dietro è disposta a tutto.
La storia viene narrata da punti di vista diversi per insinuare la pulce nell’orecchio e sospettare di chiunque e comunque, ma una cosa è chiara: Ellen tenta di rimediare al passato occupandosi di casi di cronaca nera, quasi come se volesse salvare tutte le vittime perché non è riuscita a salvare sua sorella gemella. Questo la rende vulnerabile agli occhi di tutti, è facile quindi ferirla anche con una sola parola. Nonostante i punti di vista cambino è il personaggio di Ellen a prevalere, la sua storia fatta di ricordi dolorosi e sogni futuri non è un eco di fondo, lo diventa invece il caso di Lycke. La povera bambina è stata travolta da uno tsunami di una famiglia indifferente ed allargata, dove ogni membro pensava più al proprio di tornaconto piuttosto che al benessere della piccola. Per questo le avrei dato maggiore rilevanza.  Sullo stile della Bley niente da dire, si esprime in maniera impeccabile e fluida. È facile dunque restare incollati alle pagine senza accorgersi del tempo che scorre. Sui contenuti, invece, spero che il prossimo capitolo dedicato alla Tamm colmi quei vuoti mancanti in “Segreto di famiglia”.


COPERTINA: 6
STORIA: 7
COINVOLGIMENTO: 8
STILE: 7
______________________________________
VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

TRAMA:
A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano…


AUTORE: Mikaela Bley
EDITORE: Newton Compton Editori
NAZIONE: Italia
ANNO: 2016
PAGINE: 352

Anaelle Halley

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