25 luglio 2016

Intervista a L.K. Brass

E’ davvero un onore poter ospitare sul mio blog L.K. Brass, autore de I mercanti dell’Apocalisse edito da Giunti Originals.
Grazie mille L.K. Brass per essere sul mio blog e complimenti per il tuo romanzo.


1. Sei un consulente di sistemi informatici finanziari. Come mai hai deciso di cimentarti nella letteratura?  


LKB: Forse la passione c'è sempre stata. Ho scritto il mio primo racconto in prima elementare. “Il gattino” era stato pubblicato in tutta la scuola. Al liceo avevo preso l'abitudine di svolgere i temi scrivendo un racconto che si riallacciasse all'argomento. Non sempre apprezzata, forse è stata accettata per il risultato. In seguito la passione si è sfogata solo con la lettura. Gli impegni lavorativi erano tanti e la convinzione che scrivere un romanzo fosse un'impresa difficile mi ha tenuto lontano da sperimentazioni. Quando il bisogno è diventato impellente, ho dedicato quattro mesi alla scrittura del primo romanzo e sono rimasto sorpreso. Le parole fluivano senza fatica …



2. I mercanti dell’Apocalisse rispecchia il mondo del tuo lavoro. Quanto c’è di reale in questa storia?


LKB: Di reale spero niente, di possibile temo tutto. Forse proprio l’esistenza di manipolatori su scala di miliardi potrebbe essere difficile da accettare. I lettori potrebbero chiedersi: Perché dovrebbe esser plausibile che i lupi girino intorno ai programmi di sostegno economico della BCE? Come possono osare tanto?
Per gli scettici, rigiro la domanda: perché i programmi della BCE non dovrebbero essere stati attaccati?
Nel passato recente c'è chi ha messo in ginocchio la Banca d'Italia e ha costretto la Banca d'Inghilterra a gettare la spugna, attaccando anche a faccia scoperta. In quello recentissimo è successa la stessa cosa ai danni della Banca centrale Svizzera.
Quando ci sono possibilità di guadagno per miliardi, uno scenario del genere non è solo plausibile, ma quasi ovvio. L'ingordigia e l'inventiva non hanno limiti. I mercanti sono là, con la loro logica perversa, pronti a cogliere le occasioni al volo quando sentono l'odore del sangue.


3. Quanto ti somiglia Daniel?

LKB: Parlo solo metà delle sue lingue, dispongo di poche case sicure, non ho più di due identità, quindi direi che non abbiamo niente in comune. La considero una fortuna perché non ho reso la vita facile ai miei personaggi. Forse c’è una sola analogia: sono una persona mite e tranquilla, poco adatto alle avventure, incline alla vita familiare. Forse anch'io, se messo alle strette, saprei trovare il coraggio necessario e affrontare i mercanti dell'Apocalisse. Mi piace crederlo. In fondo, scrivere è un po' come sognare a occhi aperti.


4. E’ stato faticoso dover rendere semplici argomenti molto sofisticati quali quelli dell’alta finanza, per rendere il libro appetibile a un pubblico più vasto?

LKB: La maggior parte del mio lavoro consiste proprio nello spiegare cose complicate con parole semplici. La mia esperienza nel settore della finanza e della tecnologia informativa mi ha permesso di spiegare i meccanismi molto complessi con cui avvengono le manipolazioni. Conoscendoli bene, non è difficile. Usarli è un altro discorso, ma i principi del loro funzionamento sono semplici. Perché non usare quest’esperienza per illuminare un angolo oscuro, dove i miliardi in gioco e i personaggi reali si prestano molto bene a ispirare dei thriller?


5. Il tuo romanzo è ambientato in molte città europee. Per quanto riguarda le ambientazioni parli di luoghi che hai visitato davvero o lavori anche con l’immaginazione?

LKB: Da ragazzo, Emilio Salgari era uno dei miei autori preferiti e non mi è sfuggita nessuna delle sue opere. Mi piace pensare che non ha mai visitato i luoghi che ha descritto con tanta passione.Non ho osato fare lo stesso. Per il primo romanzo, temendo gli errori di un esordiente, ho trattato solo argomenti che conoscevo bene. Vale anche per le ambientazioni, così ho scelto quasi tutti luoghi che avevo visto di persona, percorso nel Kamppi incluso. La precauzione si è rivelata inutile, perché molti lettori mi hanno parlato bene proprio di scene svolte nei pochi ambienti completamente inventati.


6. Come son nati invece i tuoi personaggi?

LKB: Mi piacciono molto personaggi come Jack Reacher, Hieronymus Bosch, su cui sono state costruite vere e proprie serie. Come lettore li ho sempre ritrovati con molto piacere in un romanzo successivo. Proprio da serie del genere è nata la voglia di creare un personaggio di cui accompagnare le avventure su più romanzi.
Per Daniel Martin non mi sono ispirato né a persone reali né ad altri personaggi. Ricordo bene che all’inizio volevo creare solo un cavaliere solitario diverso dal solito, più fragile e più umano. Daniel Martin è nato così, ma ha preso rapidamente il controllo della mia scrittura e non ha voluto combattere da solo. Posso capirlo, l’ho inserito in una storia complessa e pericolosa, che non può concludersi in un solo romanzo.
Per il coraggio, la caparbietà, l’intuitività e l’intelligenza di Anna, ho avuto una fonte d’ispirazione, ma questo rimarrà un segreto di L K. Brass.
Per i manipolatori – i cattivi della storia – ho pensato proprio a qualcuno di ben definito. I mercanti dell’Apocalisse non accennano nemmeno a una figura precisa e apparirà più chiaramente solo nei romanzi successivi. Mi ha stupito come molti abbiano pensato a lui fin da subito.


7. Vista la Brexit, il tuo romanzo è davvero attualissimo. Il tuo pensiero su Ue ed Euro.

LKB: Ritengo che gli effetti della Brexit saranno riassorbiti senza troppi danni, anche perché tutti hanno l’interesse di continuare a cooperare e commerciare liberamente, anche se sotto un’altra etichetta. Ci sono altri esempi di nazioni europee che funzionano bene senza essere membri dell’UE.
L’euro invece racchiude così tante tensioni da sembrare quasi la moneta ideale per i mercanti dell’Apocalisse. Sono convinto che non sia sfuggita alla loro attenzione, ma dobbiamo ancora capire dove i profitti dei mercanti si sono trasformati in costi per tutti noi.
Mi preoccupa anche pensare che i governi di quasi tutti i paesi e in tutti i periodi storici hanno sempre mostrato una grande predisposizione all’indebitamento. Neanche a farlo apposta, hanno utilizzato tutti lo stesso metodo per risanare le loro finanze: distruggere il valore della loro moneta, cioè annichilire quanto i cittadini avevano prestato loro. Ora stiamo facendo tutto su scala globale con un’efficienza mai raggiunta. Stiamo riscaldando il mondo e gli stati si stanno indebitando su scala finora ineguagliata. Basta guardare l’evoluzione del vero potere d’acquisto - non quello delle statistiche ufficiali - di una moneta giovane come l’euro.
Comunque posso rassicurarti, nel terzo romanzo non sarà l’euro, ma un’altra moneta a trovarsi al centro delle sgradite attenzioni dei mercanti dell’Apocalisse.


8. Cosa dovremo aspettarci nel prossimo romanzo?

LKB: Il futuro prossimo è già pronto. Anche se non l’ho mai reclamizzato, il secondo episodio “Fine dell’oblio” è già pubblicato e molti lettori l’hanno scoperto da soli.
Anche il terzo episodio è già nel cassetto. Come per i fuochi d’artificio, corona la trilogia dei mercanti dell’Apocalisse con un crescendo finale al cardiopalmo.
Ho quasi pronto un quarto thriller, ambientato in uno dei luoghi in cui vivo. La storia è molto diversa: ha radici lontane nel tempo e si dipana ai giorni nostri in modo violento e drammatico nell’arco di un mese. Non potrà avere nessun sequel e i protagonisti non hanno niente in comune con Anna e Daniel.

Credo che il mio interesse e quello dei fan si sia esaurito. Grazie davvero per il tempo concessomi, con la speranza di leggerti presto un’altra volta.

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