20 luglio 2016

Frisk di Dennis Cooper

Frisk” (id.) è un romanzo di Dennis Cooper, edito in Italia nel 1997.
La storia di sviluppa nel ventennio ’69-’89. Il protagonista, Dennis, a 13 anni viene segnato dalla visione di immagini snuff. Anni dopo scopre che le immagini sono dei falsi, ma non importa: la sua volontà di “aprire” qualcuno è ormai radicata. Dennis è omossessuale, drogato e farmaco-dipendente. A 18 anni Julian, il suo ragazzo, lo lascia per andare a vivere in Francia. Dennis inizia allora una relazione col fratello 13enne di Julian, Kevin. Da lì in poi è un crescendo di sesso e violenza. Nell’89, Julian riceve una lettera da Dennis, che descrive meticolosamente la sua vita in Olanda. Di come stia uccidendo in maniera casuale chiunque gli si pari davanti. Julian, assieme a Kevin, si reca ad Amsterdam per scoprire la veridicità della lettera.

Frisk” è un metaromanzo. Il protagonista è Dennis Cooper, di professione scrittore. Un metaromanzo di questo genere porta a tutte le classiche – e divertenti – domande del caso: cosa sto leggendo? Un memoriale? Cosa è vero è cosa no? Come se non bastasse, all’interno del libro sono riportati i brandelli di un romanzo che il Dennis Personaggio ha cercato di scrivere.

Dennis parla in prima persona, ma descrive cose che, in teoria, non potrebbe sapere. Il modo in cui, sotto l’effetto di droghe, vedono gli altri personaggi. Quello che fanno in sua assenza. Una specie di delirio di onnipresenza. Per questo motivo ho trovato complesso seguire i primi due capitoli. Non riuscivo a capire chi stesse raccontando la storia. Addirittura, chi fosse il protagonista. Questa “confusione” ha senso perché tutti sono sempre o ubriachi, o drogati o sotto farmaci. E anche quando non lo sono, non stanno affatto bene. A pagina 8 – a pagina 8 dell’edizione che ho io – viene espresso a chiare lettere il punto del romanzo.

Henry – il ragazzo protagonista delle finte foto snuff – sta facendo sesso con Dennis. Intanto si prodiga in un fantasioso monologo, del quale riporto un frammento.

Certe volte mi piacerebbe poter morire temporaneamente, i tizi potrebbero portarmi in giro, qualsiasi cosa. Non avrei un nome, solo una superficie”.

E qui ho capito che Cooper, anche se ha scritto FRISK sotto psicofarmaci, sapeva perfettamente dove voleva arrivare. Henry vuole essere un oggetto. Le persone che abitano il mondo di Cooper si dividono in due categorie: quelli che vogliono essere oggetti e quelli che considerano le altre persone come oggetti. Non i banali “oggetti sessuali”, veri e propri oggetti che vengono analizzati da Dennis e Julian come verrebbe analizzato un palazzo di Jan Kaplicky o un giradischi di Dieter Rams. La cosa è evidente perché per ogni persona che incontra, Dennis elenca quali parti del corpo avrebbe voluto diverse. Il naso più piccolo, i capelli più lunghi. I ragazzi-oggetto sono tutti simili: anoressici, cinerei, drogati.

A lungo andare, per Dennis, mutilazione, sesso, decadenza iniziano a far parte della stessa cosa. La morte in sé non è né una punizione né un atto erotico. È solo un effetto collaterale di quello che vorrebbe fare Dennis: aprire gli oggetti per vedere come sono fatti dentro.
Nel capitolo 4, Dennis è in volo per recarsi da una marchetta - pornostar che vorrebbe uccidere. Per tutto il viaggio fantastica su un ragazzino seduto un paio di file più avanti a lui. Quando il volo aereo giunge al termine, Dennis si rende conto che il ragazzo dal quale era attratto ha, con tutta probabilità, il cancro. Tenete a mente questa cosa. Nel capitolo successivo viene descritto il rapporto tra Dennis e la marchetta. A seguire c’è una lunga ellissi sulla vita della pornostar che, alla fine, scopre di avere l’HIV.
Sia la marchetta sia il ragazzo dell’aereo sono malati. C’è dell’estetica nella morte e Dennis ne è irrimediabilmente attratto.
In “Stordito” viene riportata la lettera che Dennis invia a Julian. Credendolo simile a lui, lo invita a raggiungerlo in olanda per condividere le esperienze che sta vivendo. Uccidere e mutilare chiunque. Bambini, adulti, tutti – tranne le donne, che salvo una sola comparsa non esistono in questo libro. Questo è probabilmente il capitolo più violento e descrittivo di tutto il libro.

Julian e Kevin raggiungono Dennis in Olanda. Per curare Dennis, scattano delle altre finte foto snuff. C’è una sorta di ciclicità in quello che succede. Di equilibrio. Il primo e l’ultimo hanno lo stesso “titolo”, il simbolo dell’infinito e descrivono, appunto, le foto snuff. Nel primo sembrano vere, nel secondo viene posato l’accento su quanto il trucco risulti finto. All’inizio del libro viene introdotto il personaggio di Kevin e dei suoi problemi mentali. Alla fine del libro Kevin ritorna e Dennis si sente nuovamente attratto da lui. Forse perché nella sua follia, Kevin è l’unico personaggio “puro”. Vuole scappare dalla realtà che lo circonda e ci prova in tutti i modi: da ragazzino la sua stanza era vuota, così da “poterla cambiare nella sua testa”, mentre nel finale legge ossessivamente “Il signore degli anelli” ed è più concentrato sui suoi sogni ad occhi aperti che su quello che lo circonda.

Non saprei dire se Frisk sia un capolavoro. A volte sembra un collage di scarti di altri libri, a volte sembra che ci sia una linea di sviluppo ben precisa, a volte no. Se l’intento di Cooper era quello di colpire le persone, c’è riuscito in pieno.

Oscar Francioso

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