16 giugno 2016

JT Leroy: Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, La fine di Harold

Prima che il mondo scoprisse la vera identità di JT Leroy, venne dato alle stampe “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” (The Heart Is Deceitful Above All Things, 2000). A livello di trama è sicuramente il più complesso. Ripercorre la vita di Jeremiah dai tre anni fino ai quattordici. Da quando viene “ripreso” dalla madre fino al suo definitivo abbandono. I viaggi in macchina, l’alcol, la prostituzione, la droga e così via. Non è un libro adatto a tutti. I contenuti sono molto espliciti, anche se non scadono mai nel disgustoso - come spesso e volentieri accade nei romanzi di Dennis Cooper, fonte d’ispirazione per la Albert.
La trama propone un’accurata evoluzione psicologica del piccolo protagonista. Un primo momento di odio verso la “nuova” mamma, la successiva completa identificazione con lei e l’inevitabile masochismo finale.

Di storie sul sado-masochismo se ne sono scritte e se ne scriveranno ancora, purtroppo. Scrivo “purtroppo” perché l’argomento raramente viene trattato nel modo giusto. Sì, prenderò ad esempio “50 sfumature di Grigio”. Sia il film (Fifty Shades of Grey, di Sam Taylor-Johnson, 2015) sia il libro. È uguale, i problemi sono gli stessi. In “50 sfumature” il rapporto “schiavo-padrone” sembra una cosa divertente. Non credo che le cose stiano così. Suppongo sia il frutto di una vita non esattamente facile, in cui il solo modo per provare o dare amore è soffrire o dare sofferenza. È questo che prodotti tipo “50 sfumature” dimenticano di dire. Ecco perché nel finale del libro il masochismo di Jeremiah è inevitabile. Tutti quelli che avrebbero dovuto amarlo lo hanno sempre o violentato o ammazzato di botte.
Nel 2004 Asia Argento dirige l’adattamento del libro. La storia ripercorre tutte le tappe fondamentali del libro, “alleggerendolo” delle parti che sarebbe stato illegale realizzare. Resta comunque uno dei film più violenti che abbia mai visto. È più quello che non viene mostrato a fare paura. Esempio: la prima volta che Jeremiah viene violentato, la sequenza si gioca tutta su primi piani. Non si vede nulla ma si capisce tutto. La regia è molto sperimentale. Ricorda quel cinema “indie-sessuale” degli anni ’90 portato avanti da Larry Clarke e Gregg Araki. Interessante anche l’uso dello stop-motion. Per tutto il film è presente un corvo rosso che divora il piccolo Jeremiah, metafora della violenza che subisce e, per estensione, dei danni mentali che ne derivano. “Ingannevole è il cuore” vanta un cast notevole. Peter Fonda, Marilyn Manson, Ornella Muti, Michael Pitt, Winona Ryder. Qui Asia Argento interpreta Sarah. La sua recitazione non è male: l’andamento delle frasi stentato, le parole biascicate suggeriscono che la protagonista sia sempre sotto droghe pesanti. Geniale l’idea di ingaggiare Dylan e Cole Sprouse per interpretare Geremia quando cresce. I due erano appena usciti da quell’abominio di “Zack e Cody al Grand Hotel”. Personalmente ci ho letto una velata critica al mondo rose & fiori con cui la Disney tenta di intrattenere i giovanissimi.

L’ultimo libro pubblicato sotto lo pseudonimo di “J.T. Leroy” è “La Fine di Harold”. Si tratta di un romanzo breve ed è probabilmente il meno bello tra i tre libri dell’autrice. L’ambientazione si sposta nella periferia di una città. È la prima volta che succede. Ne primo libro si stava nelle stazioni di servizio e nelle tavole calde. Nel secondo si variava, saltando da un posto all'altro. Qui, invece, l’ambientazione è stabile nella periferia. Se proprio volessimo dare un ordine cronologico alle opere, potremmo dire che “La Fine di Harold” si ambienta prima del capitolo finale di “Ingannevole è il cuore”. Ma non si può fare perché i Jeremiah dei tre libri sono leggermente diversi l’uno dall’altro. Non solo lo stesso personaggio. Il primo è ingenuo, il secondo è disperato, il terzo è indifferente.
La storia è questa: Jeremiah è una prostituta. Sembra che Larry, un ricco signore, voglia prendersi cura di lui. Invece vuole qualcos’altro. Non quello che pensate.

La trama è un po’ scontata. Nei libri precedenti non sapevi mai cosa sarebbe successo al giovane protagonista. Quale persona malata avrebbe incontrato, quale cosa orrenda gli sarebbe successa. Qui, invece, non appena arriva Larry, tutto è già chiaro. La Albert riesce comunque a sorprendere rendendo Larry ridicolo nella sua perversione. Potremmo immaginare chissà quale personaggio violento. Invece vuole solamente “stare sotto” mentre il ragazzino evacua un clistere da due litri.

Il finale è, come sempre, drammatico. Jeremiah ha paura di aver perso il proprio animaletto da compagnia, una piccola lumaca regalatagli da Larry. Circondato dalla spazzatura, il ragazzino se ne sta immobile a fissare la lumaca. Niente potrà mai cambiare perché il suo mondo è quello. Dico “il suo mondo” perché non si tratta di “tutto il mondo”. Nei romanzi precedenti, tutti sono “strani” – almeno, per noi lettori. Chiunque voglia un assurdo favore sessuale lo ottiene senza troppi giri di parole e senza destare troppa sorpresa. In “la fine di Harold”, il protagonista si vergogna a chiedere quello che vuole. Quindi si esce dal discorso che rendeva “grandi” i libri precedenti, dato che il protagonista condivide le nostre stesse regole morali. L’effetto scioccante è inferiore. Inoltre, questa versione di Jeremiah è meno “innocente” rispetto alle precedenti e non colpisce particolarmente. Quella di Leroy è stata un’“avventura” che la Albert è riuscita a sfruttare solo per due romanzi.



Chiunque ami un libro scandalistico ben scritto, non gratuito e che regga psicologicamente parlando, deve assolutamente leggere i primi due libri della Albert e vedere il film della Argento. Se invece volete qualcosa di gratuito e nauseante, date un occhio a “Frisk” di Dennis Cooper. Di roba forte ne ho letta, ma nulla mi ha disgustato quanto “Frisk”.

Oscar Francioso

1 commento:

  1. quando lessi il libro mi disgustò invece... debbo ammetterlo
    ma ero parecchio giovane, e mi lasciavo scandalizzare da meno rispetto ad ora
    il film non l'ho visto proprio, non sono una fan di Daria Argento, però creò non poco scalpore al momento dell'uscita

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