17 giugno 2016

Intervista a Wulf Dorn

Con grande piacere ritorna su questo blog Wulf Dorn con un’intervista dedicata al suo nuovo romanzo: Incubo.
1) Domanda scontata: Qual è il tuo incubo più grande? Sia reale che quello che ti perseguita nel mondo dei sogni.

W.D.: Il peggior incubo che io abbia mai fatto è quello per cui a un certo punto mi sveglio e scopro di essere rimasto l’unico uomo sulla faccia della terra. Credo sia correlato con la mia maggior paura che è quella della perdita


2) Nella mia recensione, ho sottolineato i diversi punti di contatto tra Incubo ed Il mio cuore cattivo. Come mai hai deciso di puntare nuovamente su un protagonista adolescente?

W.D: La scelta di un ragazzo adolescente è determinata dal fatto che a 15 anni non conosci ancora l’esperienza della perdita. Non pensi alla morte anzi hai tutto il futuro davanti. Questo conferisce maggior profondità e maggior pregnanza alla storia.


3) Il thriller psicologico ti dà la possibilità di raccontare di protagonisti complessi e appunto molto curati dal punto di vista mentale. Come nasce Simon?

W.D: La mia storia può risultare particolarmente efficace per la presenza di questo personaggio ancora molto giovane, senza tante esperienze della vita e impreparato ad affrontare le esperienze negative della vita che all’improvviso si ritrova a dover gestire. Essendo questa storia incentrata intorno al tema della perdita delle persone care mi sembrava interessante che la figura principale fosse un ragazzo ancora all’inizio della vita proiettato verso il futuro e che non avesse ancora conosciuto la morte.


4) La figura del lupo è molto ricorrente in questo romanzo. Cosa rappresenta per te?

W.D: Il lupo delle favole rappresenta qualcosa di pericoloso e minaccioso. Per la psicanalisi secondo Jung e Freud rappresenta il lato bestiale e incontrollabile che si cela in ognuno di noi. Io ho tentato di combinare i due aspetti per rappresentare la minaccia che grava su Simeon.


5) In alcuni tratti Incubo sembra una storia più horror che thriller. Come nasce la costruzione di questo mondo sempre in bilico tra realtà e fantasia?

W.D: L’horror è sempre stato il genere che mi ha interessato di più. Tento di creare un horror realistico. Tutto ruota intorno alla paura e per renderla comprensibile è importante darle un volto. Non bastano le parole serve un’immagine. E’ così che mantengo fluido questo continuo passare dalla realtà alla fantasia.


6) Uno dei temi forti del romanzo è quello dello scorrere del tempo e dell’immodificabilità del passato. Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa nella tua vita?

W.D: Non cambierei niente. Lascerei tutto come è perché i fatti del passato hanno fatto di me ciò che sono oggi e questo vale sia per i fatti positivi sia per i quelli negativi


7) Modificheresti qualche tuo romanzo?

W.D: Se leggessi oggi i miei vecchi romanzi penso troverei qualcosa da cambiare. D’altra parte penso anche che delle correzioni tardive non migliorerebbero necessariamente la storia.


8) Proiettandoci per il futuro: Prossimi lavori in cantiere?

W.D: Sull’aereo in viaggio per Milano ho finito il 23° capitolo del mio nuovo romanzo.


9) Hai mai pensato che un tuo romanzo potesse diventare un film o una serie televisiva?

W.D: Se ne parla con alcuni produttori interessati. Finora però non ci sono stati contratti. E’ una cosa che mi interesserebbe ma mi interessa di più che il risultato sia conforme alle aspettative del lettore


Grazie mille per il tempo concessomi, è stato un grande piacere.

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