3 maggio 2016

Blogtour La strategia di Bosch di Michael Connelly

50/50 Thriller ha il piacere di ospitare la terza tappa del blogtour, ideato da Piemme e dedicato a Michael Connelly. Il 10 maggio potrete infatti trovare in edicola La strategia di Bosch, ennesimo romanzo con protagonista Harry Bosch.
Al blogtour partecipano anche Thriller Magazine, Il giallista, Thrillerpages, Gli archivi di Uruk e Contorni di Noir.
Su questo blog potete trovare un estratto del nuovo romanzo:

Uno dei video recava la data del ferimento. Era stato registrato a una festa di compleanno a EchoPark, dove Los Reyes de Jalisco avevano suonato prima di tornare in MariachiPlaza a cercare un nuovo ingaggio. Bosch aveva guardato gli altri video accelerando spesso per andare più in fretta, ma quello lo guardò a velocità normale, sperando di trovare una traccia che riconducesse a ciò che era successo dopo. Naturalmente sapeva che chi si era occupato del casodoveva aver fatto la stessa cosa, ma Bosch si fidava quasi solo di se stesso, convinto di riuscire a notare cose che agli altri sfuggivano. Sapeva di essere un egocentrico, ma un sano ego era importante per quel lavoro. Dovevi credere di essere più intelligente, più duro, più coraggioso e più resistente dello sconosciuto che stavi cercando. E, lavorando ai casi irrisolti, dovevi credere la stessa cosa riguardo ai detective che ti avevano preceduto. In caso contrario, eri finito. Era quel senso di missione che Bosch sperava di riuscire a trasmettere a Soto e che lo faceva andare più in fretta in quel suo ultimo anno di carriera.
   Il video di Echo Park mostrava una famiglia felice che festeggiava i quindici anni della figlia, la cosiddetta quinceañera. C’erano amici e parenti, tavoli da picnic coperti di doni e cibi tradizionali. La ragazza al centro dell’attenzione indossava un vestito bianco e un diadema con sopra il numero quindici. Le damigelle d’onore erano sei. Si ballava e i mariachi suonavano pezzi che Bosch immaginava facessero parte del repertorio classico per quel tipo di festa. A un certo punto la madre regalò alla figlia “l’ultima bambola”, mentre il padre le tolse i sandali e le mise ai piedi delle scarpe con il tacco alto, simboleggiando l’inizio della sua vita da donna.
   Il video era toccante. Bosch si ritrovò a pensare a sua figlia, cosa che ogni volta riaccendeva in lui il senso di colpa. Era un genitore single, ma soprattutto un genitore assente, a causa dell’impegno che il suo lavoro richiedeva. Sua figlia ora aveva diciassette anni e non aveva festeggiato nemmeno i sedici. I compleanni li avevano sempre celebrati loro due da soli. Guardando quel video gli venne un nodo alla gola, al pensiero delle proprie carenze come padre.

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