3 febbraio 2016

News: Il giorno in cui mi capitò di morire di Chiara Tangredi

Tutte le strade portano a Roma. Proprio come le vite di ogni essere vivente portano a un'unica e definitiva destinazione. Con un inevitabile arrivo, non rimane che percorrere la propria strada, e magari cercare di allungare il tragitto di qualche passo. 
Ma poi accade, a nove anni, di morire. Tutto sommato, però, i postumi della morte vengono subiti dai vivi. 
È la scomparsa di un bambino innocente il motore di un rimestamento morale ed etico di un paese qualunque dei nostri giorni. Un paese in cui di morale e di etica non si vive di certo e dove un ironico cinismo è il tratto distintivo di personaggi sanguigni, talmente realistici da poter diventare reali. L'illusione della permanenza, l'incessante trascorrere del tempo e l'evidente fatto che, in ogni caso, la vita va avanti fanno maturare nei protagonisti un atteggiamento di rassegnata tolleranza. 
Perché se è vero che la morte si subisce, allora forse tanto vale mettersi comodi. Un disincantato testo che rinnova e omaggia l'oscuro splendore del Teatro dell'Assurdo, per chi ancora non smette di esplorare l'inesorabile paradosso di non poter vivere senza morire. 

Chiara Tangredi è nata a Benevento nel 1989. Nel 2013 ha pubblicato la sua prima silloge lirica, Sono come il coccodrillo: piango sul latte versato. Ha partecipato a diverse antologie, tra le quali Il Federiciano 2014. Libro Verde, con la poesia Non mi lasciare prima dei 100 anni, e Nanoracconti a cura di Pietro Damiano (Homo Scrivens Edizioni). Collabora con la rivista InStoria e con il sito di divulgazione dell'informazione Italiagiusta. Il giorno in cui mi capitò di morire è il suo primo testo teatrale.

Pubblicazione: 19/01/2016 
ISBN: 978-88-99593-00-1 
Collana: #dietrolequinte 
Pagine: 90 
Dimensioni in cm: 12,7 x 19,7 
Formato: brossura con alette 
Prezzo: € 10,00  

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