20 maggio 2015

Camille - Pierre Lemaitre

Recensione Camille (contiene spoiler sul romanzo Irène)

Voto 6+. Il 2015 è stato finora un anno molto prolifico per Pierre Lemaitre, almeno in Italia. Due infatti sono stati i romanzi dello scrittore francese pubblicati quest'anno da Mondadori nel belpaese: Irène e Camille.
In realtà Travail soigné (Irène) era un romanzo del 2006, propostoci quest'anno in quanto "propedeutico" per leggere Camille, nuovo lavoro di Lemaitre. I due romanzi infatti sono strettamente collegati e chiudono la trilogia del commissario Camille Verhoeven, completata da Alex secondo romanzo sella serie, tuttavia meno attinente agli altri.
Leggendo consecutivamente Irène e Camille, non potremo che provare una certa "compassione" per il commissario Verhoeven, uno dei più sfigati presenti sulla piazza del thriller/noir. I suoi 145 cm non aiutano certo in fatto di donne e quando ne riesce a conquistare qualcuna qualche disgrazia è dietro l'angolo.
Irène, la prima moglie, è stata brutalmente ammazzata. Camille ci ha messo anni per riprendersi, ad aiutarlo è stato senza dubbio l'incontro casuale con Anne, divenuta in breve tempo la sua nuova compagna.
Ma un bel giorno, Anne si imbatte in alcuni rapinatori di gioiellerie. L'incontro è meno romantico di quello con Camille ma sicuramente più brutale. Anne si ritrova in ospedale completamente sfigurata e distrutta. A proposito di questo episodio, magistrale è la descrizione fatta da Pierre Lemaitre, che conquista subito con un ottimo attacco.
Una volta ipnotizzato il lettore, il colpo di grazie da parte di Lemaitre dovrebbe essere semplice: basterebbe qualche colpo di scena, cambio di rotta, effetto cliffhanger-turn page ed il gioco è fatto. Invece, ahimè, lo scrittore in questo caso ristagna per troppo tempo sulla stessa situazione, ovvero Anne in ospedale e Camille che cerca di cavarne qualcosa da tutta la situazione della rapina, magari riuscendo a scoprire il colpevole.
La mono-ambientazione ed il tema unico rallentano tantissimo il romanzo nella parte centrale, che ristagna sugli stessi argomenti.
Il talento di Lemaitre esce fuori nelle battute conclusive, quando deve sferrare i tanto attesi colpi di scena, davvero ben congegnati ed ancora una volta collegati al romanzo Irène. Purtroppo la parte centrale rende il nuovo romanzo di Lemaitre un gradino sotto rispetto alle altre sue opere, che definirei thriller geniali e magistrali...

TRAMA: Un evento è considerato decisivo quando sconvolge completamente la nostra vita. Per esempio, tre scariche di fucile a pompa contro la donna che ami. Anne Forestier sta entrando in una gioielleria in pieno centro a Parigi, quando improvvisamente fanno irruzione dei rapinatori che la picchiano selvaggiamente e la sfigurano. La donna riesce miracolosamente a sfuggire alla follia assassina e viene trasportata d'urgenza in ospedale. È l'unica testimone e ha visto in faccia il suo aggressore. Anne Forestier non è una donna qualunque: è l'amante di Camille Verhoeven. Sconvolto, il commissario si getta anima e corpo in questa nuova indagine che è per lui a tutti gli effetti una questione personale. La caccia al colpevole si fa sempre più drammatica soprattutto perché Anne è in pericolo: il rapinatore, uomo di rara ferocia, è deciso a trovarla e a ucciderla per non essere arrestato. Verhoeven capisce subito di chi si tratta, conosce bene le sue abitudini e le sue malefatte, ma di Anne ignora molte cose... Ciò che segue è un faccia a faccia drammatico tra i due, e Anne è la posta in gioco. Toccato profondamente nel suo intimo, Verhoeven diventa un uomo violento e implacabile, fino a sacrificare tutti i suoi principi. Ma in realtà in questa storia chi è il cacciatore e chi la preda?

AUTORE: Pierre Lemaitre
EDITORE: Mondadori
NAZIONE: Francia
ANNO: 2015 
PAGINE: 300

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