15 aprile 2015

La morte per gioco - Nicola Ceccoli, Gabriele Cancellieri

La morte per gioco è il primo romanzo scritto a quattro mani da Nicola Ceccoli e Gabriele Cancellieri, edito da Prospettiva Editrice.
Un thriller interessante e molto meticoloso nei particolari, tanto da contare 450 pagine circa. Nonostante sia il primo lavoro, Ceccoli e Cancellieri (che definirei la Doppia C del Thriller) mettono su carta una storia molto ben congegnata, con all'interno tutte le caratteristiche che un thriller richiede.
Si comincia da un prologo enigmatico, per poi passare alla presentazione dei protagonisti principali. Tra tutti spicca sicuramente Stefano Duranti, realizzatore di fumetti nonché scrittore del saggio Tutti i colori della morte. Molto interessante sarà proprio questo saggio che racchiude al suo interno i grandi film thriller degli anni '70. Un'espediente che sarà molto gradito agli amanti del genere che potranno trovare diversi spunti di visione dei grandi classici thriller realizzati da registi italiani.
Il saggio sarà comunque un ottimo strumento per la storia del romanzo, in quanto il killer sembra ispirarsi negli omicidi proprio alle pellicole nominate nel libro del protagonista Stefano.
Accanto a Stefano vanno citati Alice, sua ex ragazza che diverrà la spalla nella risoluzione del mistero; ma anche l'equipe di polizia che indagherà sugli omicidi del cosiddetto Cineasta. 

Ceccoli e Cancellieri decidono di puntare su un cast ricco, realistico e variegato di personaggi. La vastità di protagonisti rende sicuramente verosimile la storia, in quanto in un caso di cronaca sono molti i soggetti che intervengono: dal giornalista al criminologo, passando per tutti gli organi inquirenti. Tuttavia diventa veramente complicato rendere vivi tutti gli interpreti dell'opera, ed in effetti molti personaggi restano soltanto dei nomi e cognomi carenti di personalità. 
Gli scrittori provano a caratterizzare i vari protagonisti con espedienti del passato, ciò influisce sulla corposità del testo e alle volte non eleva del tutto il personaggio in questione rispetto alla massa. Era necessario quindi lo studio di un particolare in grado di arricchire le varie figure, rendendole delle entità più concrete e meno anonime. Fra tutti quello più memorizzabile sarà appunto Stefano, sicuramente più strutturato rispetto agli altri.

Molto positivo invece lo studio che c'è dietro la realizzazione de La morte per gioco. Gli autori infatti hanno raccontato molto bene il modo di procedere della polizia italiana, fatta di sopralluoghi, analisi di scene del crimine, coinvolgimento di criminologi e quant'altro.
Anche la struttura narrativa è molto buona, con la distribuzione dei vari omicidi nei punti giusti del romanzo. Ciò influisce sostanzialmente nella creazione di un buon ritmo ed una buona tensione, che di fatto tengono il lettore attivo nella lettura dei vari capitoli.
Un esordio dunque interessante; sicuramente sentiremo ancora parlare di Nicola Ceccoli e Gabriele Cancellieri, la doppia C del mondo thriller....

TRAMA: Il brutale omicidio di Valentina Boschi turba profondamente Stefano Duranti, giovane sceneggiatore di fumetti bolognese, e non solo perché Valentina è stata il suo primo amore. Come mai l'assassino si è ispirato ad un vecchio film su cui Stefano ha appena pubblicato e presentato un saggio? Soltanto una macabra coincidenza? Non sembra pensarla così la Polizia, che concentra immediatamente le indagini su di lui.
Ma mentre gli omicidi si susseguono, Stefano, affiancato dalla bellissima Alice, si rende conto di non essere un semplice spettatore di quella spirale di sangue. Il modus operandi dei crimini è infatti un messaggio rivolto proprio a lui, bersaglio di un odio che affonda le radici in un oscuro episodio del passato per cui nessuno, a parere dell'omicida, ha ancora pagato il giusto prezzo.


AUTORI: 

Nicola Ceccoli
Nace nel 1981 a Sassocorvaro, dove ha anche frequentato il liceo scientifico. Dopo la laurea in Giurisprudenza all'Università di Urbino, si trasferisce da Macerata Feltria a San Marino.
Da sempre amante della lettura, ha iniziato con fumetti come Topolino, Braccio di Ferro, Diabolik e Dylan Dog prima di cimentarsi con la narrativa, specialmente di genere thriller/poliziesco con particolare predilezione per gli autori italiani, senza disdegnare qualche saggio storico.
Gli stessi gusti li ha anche in ambito cinematografico, e nel corso degli anni è riuscito a mettere insieme una discreta collezione di pellicole, in cui quelle italiane degli anni ’60 e ’70 occupano un vero e proprio posto d’onore.
Gabriele Cancellieri
Nasce a Sassocorvaro nel 1986 e ha sempre vissuto a Macerata Feltria, in provincia di Pesaro e Urbino. Dopo il liceo e un po' di esperienza universitaria a Bologna, grazie a cui ha imparato a conoscere questa città, si accasa all'Università di Urbino, dove si laurea in Scienze Ambientali. Si avvicina alla lettura soprattutto grazie ai fumetti. Dal 1994, per sette anni non perde un'uscita di Topomistery, un mensile della Disney in cui Topolino collabora con il commissario Basettoni nella risoluzione dei casi più strani (dalle rapine di Gambadilegno ai rapimenti ad opera di Macchia Nera). Il passaggio al romanzo è stato graduale, anche se non ha abbandonato i fumetti, in particolare manga e alcune miniserie italiane più recenti.
Legge un po' di tutto, ma la sua predilezione va sicuramente al fanta-thriller, genere che unisce all'azione e all'intreccio una buona dose di (fanta)scienza.
Nel 2008, dopo anni di ripensamenti e progetti vaghi, ha iniziato a scrivere. Il risultato di questa prima fatica è stato v-120, il suo primo romanzo autopubblicato, uscito nel 2010.
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I due si conoscono ormai da una vita, e la loro comune passione per la lettura non era mai stata altro che uno spunto di conversazione. Dopo l'uscita di v-120, a fine 2010, hanno cominciato a parlare seriamente. Dopo pochi mesi, hanno iniziato a scrivere.
“La morte per gioco” è il primo romanzo nato dalla loro collaborazione.
www.ceccolicancellieri.altervista.org

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