2 marzo 2015

Made in Sweden. Un romanzo criminale a Stoccolma - Anders Roslund, Stefan Thunberg

Voto 7,5. Dopo I corruttori di Jorge Zepeda Patterson, la casa editrice Mondadori mette a segno un altro bel colpo puntando su Made in Sweden di Anders Roslund e Stefan Thunberg.
Ad accomunare le due opere c'è il perfetto mix tra realismo e finzione; forse la nuova frontiera su cui dovrebbe puntare il genere noir, anche perché quello che ci circonda a volte è più orrendo di storie inventate.
In questo caso siamo in presenza di una storie di rapine e rapinatori, viste molto da vicino da Stefan Thunberg, sceneggiatore nonché fratello di Carl, Johan Alin e Lennart Sumonja, tre criminali che misero in ginocchio banche e poliziotti svedesi negli anni 90.
Made in Sweden si ispira alla storia di questi ultimi, rinominati nel romanzo Leo, Felix e Vincent. Tre fratelli uniti certamente da un legame di sangue ma anche dalle disavventure del passato. Il padre Ivan gli ha insegnato l'unità, l'essere un clan inscindibile, ma ha introdotto all'interno della famiglia un clima violento in cui bisogna farsi rispettare in ogni mondo per salvaguardare l'onore.
Made in Sweden è un romanzo che si alterna tra il passato ed il presente, privilegiando soprattutto questo spazio temporale. Gli scorci del passato saranno però fondamentali per creare questi tre personaggi, per far emergere le loro motivazioni, per spingere Leo-Felix-Vincent a conquistare il mondo a modo loro.
Chi infonde terrore in questa maniera? Chi usa la paura in questo modo? Qualcuno che a sua volta ne è stato vittima. Qualcuno che sa come funziona, che sa che funziona.
Proprio per questa motivazione un plauso va fatto alla Mondadori che ha realizzato una copertina stupenda, in cui tre bambini riflettono la loro ombra in tre rapinatori armati. Completa questo ritratto una cittadina desolata e vuota.
Questa proiezione delle ombre è un accostamento fantastico e molto pertinente alla storia del romanzo. Se il passato dei tre ragazzi non fosse stato segnato dall'instabilità del padre Ivan, forse i tre avrebbero avuto un futuro diverso. O forse questa potrebbe essere la giustificazione buonista per tre "delinquenti" che il sangue criminale lo avevano appunto nel DNA, tramandato dal padre.

La fase adulta dei tre protagonisti è sicuramente quella che presenta una maggiore minuziosità nei particolari, vedi soprattutto l'organizzazione delle rapine molto ben riportare dagli scrittori.
Leo (Fratello Maggiore), Felix (secondogenito) e Vincent (appena diciotto anni) sono un clan collaudato in grado di organizzare tutto nel minimo dettaglio nonostante siano "vergini" al mondo criminale. A dargli una mano c'è Jasper, amico di sempre di Leo, amante delle armi anche per via del suo passato militare. Made in Sweden riesce anche nella colorazione e caratterizzazione dei personaggi secondari, vedi anche Anneli compagna di Leo.
Ad elevarsi sopra gli altri c'è sicuramente la figura di Leo, che dopo la cessazione dei rapporti passati con il padre, si erge al ruolo di capofamiglia. Leo si assume l'onere ma anche il diritto di trovare una strada per tutto il suo clan, sarà la via giusta?
A non pensarla in questa maniera ci sarà il detective Josh Bronks disposto a tutto pur di interrompere la loro carriera criminale. Josh legato ai tre fratelli da un destino a tratti simile, anzi forse anche più violento.
Made in Sweden è dunque una storia esplosiva con tutte le carte in regola per diventare un film hollywoodiano, i diritti sono infatti stati acquisiti dalla DreamWorks.

TRAMA: Tratto da un caso di cronaca che ha segnato la Svezia negli anni Novanta, il libro è la storia del destino di una famiglia, una storia che parla dell'amore che unisce tre fratelli, del rapporto complesso che esiste tra figli e padri. Tutto ha inizio in una sera d'inverno. Una sera normale, una casa tranquilla, la cena sul fuoco e tre bambini che aspettano solo di sentire la voce della loro madre che li chiama a tavola. Il piccolo Felix guarda i cartoni animati. Vincent sta ascoltando il walkman. E Leo, il maggiore, è al telefono. Con Ivan, il padre che non vive più con loro ma che improvvisamente gli annuncia "Leo, sto tornando a casa". In pochi minuti è alla porta, pronto a vendicarsi della donna che lo ha mandato via. Ma mentre la sua violenza si sta per abbattere su di lei succede l'inatteso. Leo si scaglia contro suo padre, lo ferma, lo guarda negli occhi. La voce dell'uomo si incrina: "È il tuo turno Leo, da oggi questa famiglia è sulle tue spalle". Sono passati dieci anni e Leo ha deciso di occuparsi dei fratelli a modo suo, seguendo l'esempio del padre che gli ha insegnato che il rispetto si guadagna solo con la violenza e la sopraffazione. Per questo, quando scopre un deposito d'armi militari in campagna, Leo non ha dubbi: lui e i suoi fratelli lo svaligeranno, per compiere le più audaci e spettacolari rapine che la Svezia ricordi. Insieme, come sempre. Uniti contro il mondo intero. Ma in ogni crimine si nasconde una debolezza, una crepa...

AUTORE: Anders Roslund, Stefan Thunberg
EDITORE: Mondadori
NAZIONE: Svezia
ANNO: 2015
PAGINE: 641



2 commenti:

  1. Anche questo, come I corruttori, sarà nel novero delle prossime letture.
    Lieto di sapere che vale.

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    1. Questo mi è piaciuto ancora di più e credo piacerà anche a te...

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