3 marzo 2015

Intervista a Fabio Chiesa

Oggi vi posto l'intervista fatta a Fabio Chiesa, autore del romanzo Sangue Cattivo, già recensito su questo blog.

1) Com’è nata la voglia di raccontare questa storia?

F. C. Era da parecchio tempo che cullavo l'idea di scrivere un romanzo. Negli ultimi anni ho realizzato che la strada da percorrere poteva essere quella di raccontare una vicenda a tinte forti ambientata nei luoghi dove sono nato e cresciuto. Da una parte c'era la volontà di proporre un certo tipo di narrativa che da lettore amo particolarmente, dall'altra la voglia di raccontare un territorio al quale sono molto legato.

2) Sangue cattivo affronta il difficile problema della convivenza tra cattolici e musulmani in Italia. Perché hai scelto per il tuo primo romanzo questo tema delicato?

F. C.  E' un problema che, quando ho scritto il romanzo, era forse un po' meno sentito. Certo, quanto successo negli ultimi mesi ha sicuramente riportato in primissimo piano la questione. Ciò che a me interessava era raccontare alcuni meccanismi della provincia e questo tema me ne dava l'opportunità. Un volta, nel nord, certi atteggiamenti non propriamente accoglienti erano riservati a chi veniva dal sud Italia. E non parlo certo di un secolo fa. Poi, col tempo, c'è stato un processo di integrazione, velocizzato soprattutto dall'arrivo di extracomunitari, prima dall'Africa, poi in massa dall'Est Europa. La sensibilità di molte persone è cambiata, ma la tensione su queste tematiche rimane forte. La provincia è per sua natura restia e lenta ad assimilare i cambiamenti. La componente religiosa è stata furbescamente utilizzata da alcune forze politiche per accrescere il proprio consenso, alimentando spesso sentimenti di odio ed intolleranza che possono diventare pericolosi.

3) Il protagonista è un giornalista pronto a battersi per la verità. Quanto ti assomiglia Damiano Morin?

F. C.  E' una domanda che mi è stata rivolta spesso. Sicuramente in Damiano c'è qualcosa di me, ma non so quantificare. Lui è di certo più sarcastico ed idealista. E' spericolato e non ci pensa due volte a cacciarsi nei guai a differenza di me, che sono più tranquillo e riflessivo. Ma abbiamo diversi punti in comune, uno su tutti non arrendersi.

4) Nel romanzo sposi il principio del realismo ambientando la storia a Mossano e privilegiando un racconto ad
incastri piuttosto che l’azione. Quanto è stato difficile rendere credibile la tua storia e i tuoi personaggi?

F. C.  Per quanto riguarda la storia ho dovuto documentarmi su diversi aspetti. Ci sono tante tematiche che hanno necessitato un approfondimento. Dalla descrizione della componente islamica al traffico internazionale di rifiuti tossici. Dal dilagare della 'Ndrangheta nel nord Italia alle procedure della forze di polizia. Per i personaggi è stato relativamente più semplice. Alla fine puoi attingere più facilmente alla tua esperienza. E' certamente più rapido.

5) Data la situazione italiana attuale è impossibile non farsi del Sangue Cattivo. Quanto ti fa incazzare il nostro paese?

F. C.  Siamo il paese che sta cambiando la costituzione in piena notte. Quello dei privilegi che dovrebbero sparire ma che rimangono sempre lì, magari sotto altra forma. Quello dove il malaffare, nonostante tutto, continua a farla da padrone. Il nostro paese non mi fa incazzare, mi fa imbestialire. Un motivo in più per cercare di cambiarlo.

6) Scrivi per il sito Sugarpulp, quali sono i tuoi scrittori di riferimento e quali romanzi consiglieresti?

F. C. Sono un lettore onnivoro e la lista potrebbe essere infinita, perciò mi limito a qualche nome imprescindibile legato ai generi in cui mi sono cimentato con "Sangue cattivo": Elmore Leonard, Joe Lansdale, Victor Gischler, Massimo Carlotto, Tim Willocks, Don Winslow, James Ellroy, James Lee Burke, Raymond Chandler. Tra i romanzi letti negli ultimi tempi ho trovato davvero notevole la Trilogia del Male di Roberto Costantini.

7) Progetti futuri?

F. C. Sono tanti. Forse troppi. Mi piacerebbe continuare su questo filone ma anche sperimentare, in futuro, percorsi totalmente diversi e legati ad altri tipi di narrativa. Al momento sto lavorando ad un nuovo romanzo ambientato nel Roero. Non è una continuazione di "Sangue cattivo" ma certi personaggi ritornano brevemente. Quello che ti posso dire è che il lato pulp prende prepotentemente il sopravvento. Sangue, violenza e situazioni grottesche a volontà. Insomma, sto spingendo sull'acceleratore. 

Grazie di tutto, è stato un vero piacere alla prossima.

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