6 marzo 2015

Cruel - Salvo Sottile

Recensione Cruel

Voto 5. C'è da ammetterlo, noi lettori abbiamo la puzza sotto il naso! Un esempio? All'uscita del thriller di Enzo Ghinazzi (alias Pupo) nessuno si è preso la briga di leggerlo per vedere se il cantante toscano avesse scritto qualcosa di degno. Stessa sorte per i cantanti Giuliano Sangiorgi ed Enrico Ruggeri, anch'essi si sono cimentati nella scrittura di un romanzo thriller.
Questo per dire che alle volte il nome ed il cognome arrivano prima della storia ed anziché motivi di interesse divengono motivo di disinteresse, rendendo forse più efficace l'utilizzo di uno pseudonimo.
Parlo sicuramente della mia esperienza ma credo che corrisponda a quella di molti, anche perché in giro ho trovato poche recensioni di siti specializzati sui suddetti autori.
L'unico che riuscì a districarsi da questo conflitto fu il tanto rimpianto Giorgio Faletti, il quale riuscì ad imporsi non solo alle masse ma anche ai lettori "specializzati".
L'uscita del romanzo Cruel di Salvo Sottile ha fatto ritornare forte questo dubbio amletico: opera degna o personaggio televisivo popolare?
Data la provenienza giornalistica del noto ex-conduttore di Quarto Grado, ho sconfitto tutti i pregiudizi e ho deciso di leggere Cruel, cercando anche di non pensare a chi lo avesse scritto.

Cruel è un romanzo che usa il genere thriller per parlare del giornalismo investigativo che ammicca l'occhio all'audience o alla vendita. Potrebbe ricordare lontanamente il film Lo sciacallo con Gyllenhaal, il quale aveva il merito di forzare la mano, facendo diventare un'anti-eroe il protagonista.
In Cruel invece la questione rimane più superficiale anche perché superficiale è il protagonista Mauro Colesani, presentatoci nelle prime scene come un quarantenne ancora ragazzino con problemi di motorino e la mente non pronta per gestire una famiglia. Un ritratto "crudele" e veritiero di noi giovani d'oggi alla ricerca del nostro posto nel mondo, meglio se in vetta a qualche classifica di popolarità.
Mauro sarà il nostro Cicerone all'interno della redazione Cruel, una testata giornalistica specializzata nei casi di cronaca che cerca di arrivare prima degli altri e presentare lo scoop migliore.
Personaggi e movimenti all'interno di questa redazione saranno, a mio modo di vedere, l'aspetto principale del romanzo.
Tutto ciò rende Cruel un thriller debole negli elementi più amati dal lettore del genere. I punti deboli sono infatti nascosti nel racconto degli omicidi che appaiono poco approfonditi e abbastanza superficiali; ma anche nella creazione delle figure dei vari serial killer. Non ho ad esempio apprezzato l'invenzione di un vecchio caso in cui il serial killer veniva rinominato macchia d'inchiostro e uccideva per motivi futilissimi. Un maggior studio su questi particolari era lecito.
Così come era lecito un maggior approfondimento del funzionamento di una redazione giornalistica ben conosciuta dal giornalista Sottile. In questo caso ci vengono raccontate vicende abbastanza standard e che restano in superficie, utili solo per far muovere i protagonisti che tuttavia non si elevano molto tra di loro.
L'impressione che ho avuto di Cruel è abbastanza in linea con i miei preconcetti, ovvero un thriller molto elementare adatto per un pubblico che non conosce appieno i meccanismi di questo genere; poco consigliabile invece a chi di romanzi thriller ne ha letti molti.
La speranza è che Salvo Sottile possa comunque avvicinare nuovi lettori al genere thriller, magari attratti dal nome famoso e poi risucchiati nel vortice di questo mondo "crudele".

TRAMA: Roma si sveglia con la notizia di un omicidio atroce. Marta Luci, studentessa universitaria, è stata trovata morta dentro un ex ospedale psichiatrico abbandonato. L'assassino le ha squarciato la gola, ha messo il corpo a testa in giù e lo ha svuotato di tutto il sangue. I capelli sono intrisi di una sorta di balsamo. Sul ventre e sul petto alcuni tagli disegnano una croce rovesciata. Delle indagini viene incaricato un commissario specializzato in omicidi rituali. Ma sulle tracce dell'assassino si mette anche un giornalista, Mauro Colesani, inviato del settimanale "Cruel", crime magazine di grande successo diretto da uno psichiatra famoso e carismatico. Mauro gira su un motorino scassato, ha modi poco ortodossi, ma anche un grande talento. E un motivo speciale per scoprire la verità. Con questo libro Salvo Sottile trasforma in un thriller la sua conoscenza del mondo della cronaca nera, maturata anni di esperienza giornalistica. Ed è una redazione, descritta con assoluto realismo, a diventare il campo gravitazionale del male. Nessuno è al riparo dal sospetto, tutti credono di avere la verità in tasca. Qualcuno ha anche la presunzione di riconoscere il male, di poterlo sconfiggere. Ma come accade nei casi reali non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide, tutte spendibili e tutte solide agli occhi della logica. Solide fino a che non arriva una verità più forte, si posa sull'ultima e fa crollare tutte le altre, come in un domino.

AUTORE: Salvo Sottile
EDITORE: Mondadori
NAZIONE: Italia
ANNO: 2015
PAGINE: 221

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