17 febbraio 2015

The Killing (Terza stagione)

Voto 7,5. Se le prime due stagioni di The Killing erano collegate e formavano un tutt'uno, con la terza stagione si cambia format. In questa terza stagione infatti si sceglie una storia thriller che si conclude in dodici puntate, nonostante il finale sembra lasciare qualche strascico sulla vita dei protagonisti.
Conclusosi il caso Rosie Larsen, le strade dei detective Stephen Holder (Joel Kinnaman) e Sarah Linden (Mireille Enos) si dividono. Stephen cresciuto soprattutto nel look: cappotto, abito e cravatta continua il suo lavoro nella omicidi; Sarah preferisce svolgere un lavoro normale che le consente di vivere una vita più tranquilla.
Ma questa divisione, come è prevedibile, durerà poco: omicidi di diverse ragazzine attireranno le attenzioni di Sarah. Il modus operandi dell'assassino appare identico a quello di un vecchio caso risolto dalla detective dai capelli rossi; il colpevole sta per essere punito con la pena di morte.

Ancora una volta la serie poggia su una base thriller piuttosto semplice e neanche tanto originale: l'assassino che replica il modus operandi di un altro accusato di aver brutalmente ammazzato la moglie.
Fare una cosa semplice non vuol dire fare una cosa brutta e The Killing è un chiaro esempio di ciò. Gli sceneggiatori sono infatti abili ancora una volta ad imbastire un thriller di difficile risoluzione, in cui spiccano falsi indiziati, piste sporche, numerosi presunti colpevoli. C'è da dire che la serie gioca pulito, nel senso che il killer si nasconde nei numerosi personaggi che appaiono durante tutta la stagione, anche se individuarlo sarà estremamente difficile.
Se il clima di insicurezza ed imprevedibilità non muta, identica è anche la struttura base del format. Tre sono di nuovo i macro-mondi che vengono utilizzati.
Il mondo dei poliziotti, delle indagini. In questo ecosistema si muoveranno Holden e Linden, ormai in perfetta sintonia sul lavoro ma con problemi del passato non completamente risolti; i due verranno accompagnati anche altri colleghi e dirigenti, tra cui Ed Skinner interpretato da Elias Koteas.
Il secondo macro-mondo è quello del carcere in cui spiccherà la figura di Tom Seward (Peter Sarsgaard), condannato a morte per aver ucciso la moglie. Colpevole o innocente accusato ingiustamente? Con lui vivremo le ultime giornate di avvicinamento alla morte.
Il terzo spazio è dedicato alle giovani ragazze disadattate che non hanno una famiglia su cui contare e vivono per strada o in luoghi occasionali. Le protagonisti di questo spazio saranno le vittime ideali per questo killer che se la prende con le più deboli.
Proprio questo mondo sembra essere il più interessante perché si contrappone in maniera netta con il caldo e protettivo ambiente famigliare della prima stagione. Il messaggio implicito è che la sicurezza non è di questo mondo...

3 commenti:

  1. Grande stagione, questa. Per me la migliore di The Killing.

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    1. Molto bello, però vedendo la quarta ho riflettuto sul dettaglio dell'anello che visto a freddo rende meno perfetta questa serie.... Dare un anello così importante in modo così semplice è un po' banale...

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  2. Pure per me la stagione migliore della serie, in cui c'è anche l'episodio monumentale (six minutes) da incorniciare.

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