9 febbraio 2015

News: La firma del puparo di Roberto Riccardi

L'11 febbraio torna in libreria per Edizioni E/O: Roberto Riccardi con La firma del puparo. L'autore è gia noto su questo blog per Undercover - Niente è come sembra (vincitore del premio Mariano Romiti 2013), primo romanzo della saga che si è evoluta poi con Venga pure la fine. La firma puparo continua la serie che vede come protagonisti il tenente Liguori e Nino Calabrò. 

TRAMA: Nino Calabrò, l’amico d’infanzia che il tenente Liguori ha arrestato per traffico di droga, dal carcere annuncia la decisione di collaborare con la legge. Il detenuto, dopo la nascita del figlio maschio, non vuole più sottostare alla sua vita di delitti e castighi. Nel frattempo le indagini sulla scomparsa di un cronista, forse ucciso dalla mafia, riportano Rocco Liguori dove anni prima si era fermato il suo cammino, quando da agente infiltrato divideva i pensieri fra la caccia ai narcos e i sogni su un possibile futuro con l’ispettore Vera Morandi. Ora deve svelare i misteri che circondano la sorte del giornalista scomparso, contrastare la guerra intestina accesa dalle cosche, decifrare i messaggi del boss che appare dietro le quinte: il pupàro che al riparo della sua dimora nel cuore della Sicilia, muove i fili di tutto. Se in Undercover il giovane investigatore si era misurato con il rischio e il disagio psicologico delle operazioni sotto copertura, e in Venga pure la fine con la durezza della guerra e gli intrighi della politica internazionale, in questo romanzo la sfida da affrontare è la gestione dei “pentiti”, con la difficoltà di garantire protezione a un intero nucleo familiare in trasferta sotto falsa identità, nell’era di Facebook e della comunicazione globale. Mentre farà la spola fra Palermo e New York, dove lo spinge la ricerca della soluzione al suo caso, nella località segreta del Nord Italia in cui i Calabrò hanno trovato rifugio la sicurezza di donne e bambini sarà minacciata dalla presenza dei sicari di Cosa Nostra e della ’ndrangheta. Una nuova avventura dal ritmo incalzante, dove il realismo delle situazioni non toglie spazio alla possibilità di un colpo di scena finale davvero imprevedibile.

Roberto Riccardi, colonnello dell’Arma e giornalista, è nato a Bari nel 1966 e vive a Livorno. Ha lavorato a Palermo negli anni delle stragi e poi in Calabria, a Roma, in Bosnia e Kosovo quale componente dei contingenti di stabilizzazione. Con il personaggio di Rocco Liguori ha già firmato per la collezione Sabot/age delle Edizioni E/O il noir imperniato sul ruolo degli agenti sotto copertura UndercoverNiente è come sembra (2012), che ha vinto i premi Biblioteche di Roma, Azzeccagarbugli e Mariano Romiti, e il romanzo sullo sfondo delle guerre balcaniche Venga pure la fine (2013), candidato al Premio Strega 2014, che ha ottenuto riconoscimenti ai Festival del noir di Serravalle e Suio Terme. Ha inoltre all’attivo due romanzi nel Giallo Mondadori, il primo dei quali, Legame di sangue, gli ha fruttato il premio Tedeschi nel 2009. Ha pubblicato tre libri sulla Shoah per l’editrice Giuntina: Sono stato un numero (2009), La foto sulla spiaggia (2012) e La farfalla impazzita (2013, scritto insieme a Giulia Spizzichino). Con Sono stato un numero, opera premiata da “Adei-Wizo”, l’Associazione Donne Ebree d’Italia, si è aggiudicato il premio Acqui Storia.

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