10 ottobre 2014

Il cacciatore del buio - Donato Carrisi

Recensione Il cacciatore del buio

Voto 7,5. Donato Carrisi sin dal suo esordio con Il suggeritore ha saputo conquistare i lettori thriller. Per nostra fortuna la sua carriera da scrittore è stata abbastanza continua nel corso di questi anni, regalandoci il sequel de Il suggeritore: L'ipotesi del male ed una nuova serie con protagonisti il penitenziere Marcus e la fotorilevatrice Sandra. Dopo Il tribunale delle anime ecco spuntare nelle nostre librerie Il cacciatore del buio, sempre edito da Longanesi.
Il nuovo romanzo di Carrisi lo definirei un thriller completo con più sfumature in grado di toccare diverse corde: dal thriller psicologico a quello esoterico.
Lo scrittore pugliese continua il percorso cominciato tempo fa da Jean Christophe Grangé volto a esplorare il male in tutte le sue essenze. Il cacciatore del buio infatti potrebbe ricordare in alcuni punti le storie dello scrittore francese, su tutti Miserere.
Il male è la regola, il bene è l'eccezione ci dice Carrisi. Tutti noi veneriamo il bene e cerchiamo di guadagnarci un posto al sole anche se nella vita quotidiana siamo attratti da episodi di cronaca in cui il male è presente.

Se noi comuni mortali osserviamo il male da lontano, il protagonista del romanzo di Carrisi cerca di vederlo da vicino e se possibile affrontarlo. Marcus è un uomo senza passato, un penitenziere che non deve rivolgere domande e cercare anomalie che nascondono il male.
Marcus agisce con intuito, a naso come si suol dire. Simile ma in qualche modo diversa è Sandra che il male lo cerca nei dettagli fotografici. La donna è una fotorivelatrice per la polizia scientifica e cerca di cogliere segni nelle foto che scatta sulle scene del crimine.
I due non rappresentano quindi la classica coppia di poliziotti dei romanzi gialli, anche se in qualche modo la evocano.
I due agiscono in maniera separata. Marcus è un lupo solitario che agisce nell'ombra. Sandra è una comune mortale che predilige il lavoro in squadra con il resto del reparto investigativo.
Donato Carrisi mette i suoi protagonisti di fronte ad un caso complesso, tra l'altro molto realistico: Una giovane coppia viene uccisa in auto in un momento d'intimità. Il richiamo al Mostro di Firenze è forte e Carrisi non si nasconde dietro un dito, rinominando il suo killer: il Mostro di Roma.
Un assassino che uccide nel momento in cui due esseri umani si spogliano di vestiti e ogni forma di convenzione per donarsi amore. Ma si tratta di un amore sincero? Questa pare la domanda che il Mostro pone agli inquirenti.

La caccia al male per i protagonisti è dunque iniziata, così come quella di Donato Carrisi verso questo mondo oscuro che si nasconde dietro maschere di uomini normali. Il mostro pur avendo un'ombra imperiosa è una persona che possiamo ritrovarci accanto al bar, ad un ristorante, ad un club. Il male è insito nella storia dell'umanità, un esempio che ci mette sotto gli occhi lo scrittore è quello del Colosseo, dal nome Colis Eum, ovvero adori lui?, dove quel lui è appunto il diavolo.
Proprio l'aspetto esoterico relativo all'analisi dei luoghi e delle atmosfere è quello che più mi ha appassionato de Il cacciatore del buio. La storia thriller è altresì molto valida, ma nell'epilogo potrebbe ricordare diversi thriller psicologici.

TRAMA: "Se non sarà fermato, non si fermerà." Non esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l'inizio di un racconto. Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente - non ha identità, non ha memoria, non ha amore né odio - se non la propria rabbia... E un talento segreto. Perché Marcus è l'ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l'obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla. Questo è il romanzo di una follia omicida che risponde a un disegno, terribile eppure seducente. E ogni volta che Marcus e Sandra pensano di aver afferrato un lembo della verità, scoprono uno scenario ancora più inquietante e minaccioso. Questo è il romanzo che leggerete combattendo la stessa lotta di Marcus, scontrandovi con gli stessi enigmi che attanagliano Sandra, vivendo delle stesse speranze e delle stesse paure fino all'ultima riga.

AUTORE: Donato Carrisi
EDITORE: Longanesi
NAZIONE: Italia
ANNO: 2014
PAGINE: 406




9 commenti:

  1. Felice che ti sia piaciuto. Ho scoperto che, a dicembre, Donato sarà dalle mie parti, quindi devo organizzarmi con circolari e coincidenze varie e arrivare a quella benedetta libreria. Con tutti i suoi libri appresso, ovvio!

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    1. Io sono più fortunato, Donato Carrisi è pugliese come me quindi penso che qualche presentazione in più la farà da queste parti, anche se ormai credo viva stabilmente a Roma :)

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  2. Ottimo. Una domanda subdola: secondo te Carrisi è in crescita rispetto al primo romanzo o si abbassa ancora ad usare deus ex machina per risolvere i suoi casi? ;)

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    1. No questa volta nessun deus ex machina, anche se la soluzione del thriller è simile a quelli di altri thriller psicologici...

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  3. Non ho mai letto niente di Carrisi.Premettendo che non amo i sequel da dove mi consigli di cominciare per conoscere questo scrittore tanto celebrato?Grazie per la tua attenzione.

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    1. Ti consiglierei di cominciare con Il suggeritore e poi L'ipotesi del male.
      La seconda saga indipendente invece comincia con Il tribunale delle anime e continua con Il cacciatore del buio.
      A me piace tanto il suo modo di scrivere e le sue storie, spero non ti deludano come è accaduto con Dopo, questo è il rischio della soggettività dell'arte :)

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  4. Ti ringrazio tanto,seguirò i tuoi consigli.

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