15 settembre 2014

Intervista a Wulf Dorn

Sono davvero lieto di farvi leggere la mia intervista telefonica fatta allo scrittore tedesco Wulf Dorn che ringrazio per la disponibilità, così come ringrazio Francesca (interprete) e Valentina dello staff Corbaccio.

Salve Wulf Dorn sono davvero lieto ed onorato ad ospitarti sul mio blog per questa chiacchierata.
Inutile dire che Sono un tuo fan, ho letto tutti i tuoi romanzi amando alla follia La Psichiatra. Il tema dell’intervista naturalmente sarà quello della “Phobia” e della paura.

Phobia esce in edicola l'11 settembre. Una data forse non casuale per un libro che parla di paura. Quanto terrore c'è dopo gli attentati in Usa e Inghilterra?

Wulf Dorn: Grazie infinite per questa intervista e per avere tanto apprezzato i miei libri, grazie anche perché come blogger svolgi un lavoro molto importante per tutti noi autori perché non è soltanto una forma di pubblicità ma ci date anche la possibilità di avere un riscontro immediato delle nostre storie.
Phobia è un romanzo che effettivamente si volge molto alle paure insite nella nostra società e le paure che sono nate con l’11 settembre. Perché in quella data qualcosa ha incrinato le nostre certezze, pensavamo di vivere in un mondo sicuro anche qui in Europa ed invece non era vero. Perché può sempre accadere che qualcosa si insinua nella tua vita e minaccia di distruggerla e non soltanto al livello più generale ma proprio la tua vita di persona e la tua vita famigliare.

Quante “vite” può togliere la paura oppure può essere uno strumento per sopravvivere?

Wulf Dorn: Io tenderei a dirle che la paura è sostanzialmente qualcosa di neutrale. Credo che infatti abbia dei lati positivi nei momenti in cui ti impedisce di gettarti inutilmente nel pericolo, quindi ha in sé una componente di sopravvivenza, senza questa paura finiresti nel metterti in pericolo di vita. Diventa negativa invece quando la paura ti controlla, ti manipola. E’ importante chiedersi sempre da dove nasce la paura che sto provando ed avere noi il controllo della paura e non il contrario.

Quanto è difficile scrivere di paura e creare suspense in una storia?

Wulf Dorn: Non definirei questa cosa difficile perché nella nostra società ci sono tanti spunti di paura e diventa quindi facile tematizzarla in una storia. Scrivere invece è un’altra questione. Significa portare il lettore ad aver voglia di leggere tutta la storia, arrivare fino alla fine. Per raggiungere questo obiettivo io devo prima di tutto scrivere per me stesso; nel momento in cui la storia che sto scrivendo mi affascina e sento il brivido della tensione allora solo in quel momento posso sperare che faccio lo stesso effetto al lettore.

Quale processo nella fase di realizzazione della tua storia e della creazione del tuo libro ti spaventa di più?

Wulf Dorn: Direi che una delle più grandi paure di uno scrittore resta quella della pagina bianca, del mettersi li e non sapere che cosa scrivere infatti tendiamo a chiamarlo il blocco di scrittura. A me aiuta molto in queste fasi di stasi provare a ripercorrere tutta la mia fase di scrittura e chiedermi perché c’è il blocco. Ci sarà un buco? Mancherà qualcosa? Perché non riesco a trovare la concentrazione? Perché non riesco a trovare la voglia di concentrarmi? Tutto ciò è molto sensato farlo perché devo pensare a qualcosa che mi consenta di ritrovare il fascino per ciò che sto scrivendo.

La protagonista del tuo romanzo, Sarah, ha la paura di fallire. Quindi ti chiedo: Quanta paura hai di fallire, di deludere i tuoi lettori?

Wulf Dorn: Direi che non ho mai paura di fallire perché penso sempre di dare il meglio di me, non devi temere il fallimento; anche se un mio libro non dovesse piacere, non dovesse risultare un successo, io sarei sicuro di aver dato il meglio che potevo. Al contrario è il successo che mi fa paura, soprattutto quando è qualcosa di rapido che ti cade addosso, dall’oggi al domani e se da un lato è una cosa fantastica, dall’altra è una cosa che devi imparare a gestire e devi comunque mantenere il controllo della tua vita. E’ un po’ quello che mi è capitato con La Psichiatra, romanzo che è stato un successo rapidissimo che ha costituito l’autentica sfida per me. Ho avuto la fortuna di avere accanto delle persone che mi hanno aiutato a gestire questo successo, parlo della mia agente ma soprattutto di mia moglie perché il successo è proprio quella cosa che speri sempre di avere ma ti capita rare volte di affrontare.

L’antagonista di Phobia finge di essere un’altra persona. Se incontrassi un fanatico che dicesse di essere Wulf Dorn, cosa penseresti, come ti comporteresti?

Wulf Dorn: Gli delegherei tutte le faccende spiacevoli a cui sono soggetto, gli farei fare la dichiarazione delle tasse e altre cose così e terrei per me invece tutto quanto di positivo c’è nella mia vita.

Al contrario. Se ad essere sostituita forse una tua persona cara, come agiresti?

Wulf Dorn: Se conoscessi bene la persona per la quale quest’altra persona si spaccia gli direi: Ma perché vuoi essere questa persona qui? Sei davvero insoddisfatto della tua vita da voler diventare un altro? perché in effetti tutti noi in qualche misura desideriamo essere nei panni di un altro. Però quando proviamo questo desiderio dobbiamo chiederci cosa non va nella nostra vita, cosa non va in noi stessi per essere tentati dalla vita di un altro. A questo punto cosa devo cambiare nella mia vita per essere soddisfatto.

Concluderei questa intervista con una domanda abbastanza semplice e scontata: Quali sono le tue fobie più grandi?

Wulf Dorn: Si certo che ho delle fobie. La più grande che non ho mai vinto e quella nei confronti dei serpenti. Un paio di anni fa ero in Indonesia e dei bambini mi son venuti incontro con un lunghissimo boa, un vecchio esemplare che non mi avrebbe fatto niente ma che mi ha instillato un terrore paralizzante. Loro lo portavano a farlo vedere ai turisti affinché se lo mettessero al collo per fare delle fotografie ma io ero talmente stravolto dalla paura che mia moglie si è intromessa, allontanando questi. Io non so perché succeda questa cosa con i serpenti però vedo che mi mettono addosso una paura mortale.


La nostra “intervista” termina qui. Ti ringrazio di cuore Wulf Dorn e quando vuoi passa a trovarci. Noi ti aspettiamo come al solito in libreria per leggere le tue storie di paura…

14 commenti:

  1. Che interessante intervista! Wulf Dorn e' uno dei miei autori preferiti!! Non vedo l'ora di leggere il suo ultimo libro. Complimenti Nico, il blog diventa sempre piu' importante...

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    1. Grazie mille :) ti consiglio di leggere quest'ultimo romanzo davvero bello...

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  2. Bellissima intervista!!! Io come ti dicevo nutro qualche riserva su La psichiatra nonostante mi sia molto pisciuto. Leggerò qualche altro suo libro per vedere se saprà spazzare via i miei dubbi!

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    1. Grazie mille :) Per me La psichiatra resta ancora al top tra i libri di Dorn, questo lo metterei al secondo, spero ti piaccia :)

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  3. Bella intervista,complimenti!Interessante la paura del blocco.Capita credo in tutti i lavori creativi. Per me come per molti musicisti e' il vuoto di memoria il vero incubo.
    Ti auguro di intervistare presto qualche altro scrittore,Carrisi o Carofiglio?

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    1. Immagino cosa possa essere dimenticarsi il testo di una canzone, peggio anche del blocco dello scrittore perché c'è un pubblico che ti reclama... Mah mi "accontenterei" di Carrisi :D

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  4. Complimenti per l'intervista, molto interessante!

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  5. Bella Nico! Complimenti, belle domande :) Anch'io mi sono divertita molto a intervistarlo, è un autore di calibro. E il suo ultimo romanzo è davvero bello.

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    1. Grazie Cecilia, ho letto anch'io la tua intervista e dunque ricambio i complimenti anche perchè alcune domande hanno soddisfatto lo stesso Dorn ;) Quanto al romanzo piaciuto anche a me lo metterei subito dopo La psichiatra...

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  6. Complimenti, bella intervista! Dorn si riconferma uno scrittore davvero interessante anche sul piano umano ;) a presto Maria

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    1. Ciao Maria, grazie e scusami se non ti ha pubblicato subito il commento, ma ho messo una moderazione per i post più vecchi per eliminare un po' di commenti spam...

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