31 luglio 2014

Radiomorte - Gianluca Morozzi

Recensione Radiomorte

Voto 7. Conoscete bene la vostra famiglia: Vostro padre, vostra madre, vostro fratello/sorella? Pensate abbiano qualche segreto impronunciabile? Se doveste sacrificare uno di essi chi scegliereste?
Sono domande a cui non vorremmo mai rispondere, eccetto la prima alla quale quasi sicuramente risponderemmo: SI.
Continuate a vivere la vostra vita in tutta tranquillità, quasi sicuramente non vi troverete mai in situazioni al limite e non dovrete mai rispondere all'ultima domanda tra quelle elencate ad inizio post.
Ma se siete un po' sadici e dovreste esserlo per leggere questo blog dedicato al mondo del thriller, procuratevi Radiomorte di Gianluca Morozzi.
Un vademecum spietato e cinico sui segreti che una famiglia può nascondere per anni.
La famiglia in questione è quella dei Colla, i quali rappresentano la classica famiglia da pubblicità del Mulino Bianco: padre scrittore in grado di donare serenità economica, madre affettuosa, figlio bello come un attore, figlia anch'essa bella ed intelligente.
I loro begli armadi oltre a contenere vestiti di tutte le marche, nascondono i classici scheletri che come fantasmi ritornano in un giorno di quotidiana tranquillità.
Invitati per un'intervista radiofonica riguardante l'ultima fatica dello scrittore papà Colla, i quattro personaggi si ritrovano in balia di una speaker incattivita. Quest'ultima li rinchiude nello studio radiofonico, costringendoli a scegliere una vittima da sacrificare per salvare la vita dei restanti tre.

Dopo il claustrofobico ascensore di Blackout, Gianluca Morozzi per il suo nuovo romanzo sceglie un altro luogo chiuso: una radio. Un luogo in cui si può fare solo una cosa: parlare.
Radiomorte proprio per via della sua ambientazione è un luogo in cui si parla molto, un confessionale moderno in cui ci si pente per gli errori del passato.
Il quadro della famiglia perfetta e sorridente durerà poco all'interno di questa radio, sovrastata da una famiglia tesa e oppressa dalla paura.
La semplicità e la schiettezza del luogo fa da contraltare alla complessità dei protagonisti, sapientemente costruiti da Morozzi. Ad intrigare non è tanto il loro aspetto iniziale, quanto le storie che si portano dietro.
Il mistero dapprima neanche sospettato dal lettore, con lo scorrere delle pagine attanaglia questo romanzo sino alla ciliegina sulla torta finale; anche in questo caso una domanda la rappresenta al meglio: Chi ha rinchiuso dentro la radio la famiglia Colla?

TRAMA: Vi presentiamo i Colla: l'incarnazione di un ideale. Padre di successo, madre affettuosa, figlio
maggiore bello e capace, figlia minore intelligente e sensibile. Cosa fanno di mestiere? Sono mercanti di felicità. Mostrano al mondo che diventare come loro si può, basta acquistare il bestseller di Fabio Colla "La famiglia felice al tempo della crisi". Milioni di lettori lo hanno già fatto e oggi i quattro sono invitati a parlare della loro ricetta infallibile in una sperduta radio di provincia. Ma una volta entrati in studio, senza cellulari per non disturbare la trasmissione, l'intervista prende una piega spiacevole. Le domande si fanno incalzanti. Poi le porte si chiudono. Infine Kristel, la giovane dj, comunica soavemente che uno dei quattro non uscirà vivo di lì. Chi? Lo decideranno loro. Non esiste un modo per salvarsi. Ma è possibile ritardare il gran finale comprando tempo in cambio di parole: raccontando i più terribili segreti. E dal passato dei Colla riemergono gli incubi rimossi della "famiglia perfetta". Sospinti dalla paura, i Colla mostrano il loro vero volto. E il mito dell'armonia familiare si dissolve in una trama sempre più nera... In questo romanzo dal ritmo serrato Gianluca Morozzi ritrova le atmosfere e la suspense di "Blackout", chiudendo tra le quattro mura di uno studio radiofonico un gioco di specchi, di verità, di orrori sepolti nell'idillio dell'Appennino bolognese.

AUTORE: Gianluca Morozzi
EDITORE: Guanda
NAZIONE: Italia
ANNO: 2014
PAGINE: 211


12 commenti:

  1. Di Morozzi avevo letto Blackout e L'era del porco, così l'altro giorno, approfittando di un'offertONa, questo l'ho acquistato senza nemmeno pensarci! :)

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    1. Io ho già tra le mani Blackout. Non avevo letto nulla di Morozzi e ora sto cercando di recuperare, anche perché mi piace molto il suo stile e le sue ambientazioni claustrofobiche :)

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  2. Anch'io di Morozzi, come poison, ho letto Blackout e mi è piaciuto tanto, tanto. Gran bel colpo di scena finale. C'è anche un film, che col libro c'entra poco, ma vabbé. Resta carino.

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    1. Devo leggerlo al più presto questo Blackout dalla trama molto particolare...

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  3. Anch'io come poison ho preso questo libro in ebook il giorno in cui era in offerta... era dal giorno dell'uscita che lo tenevo d'occhio e mi sono fiondata a comprarlo XD
    Mi piacciono i libri con ambientazioni claustrofobiche e anche quelli che parlano di famiglie piene di segreti inconfessabili; non vedo l'ora di cominciarlo! :)

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    1. Date le tue preferenze, apprezzerai molto Radiomorte ;)

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  4. Perdonami Nico se sarò fuori tema ma vorrei dire la mia sull'altra opera di Morozzi "Blackout" in attesa che Amazon mi consegni Radiomorte. Blackout appunto è davvero un buon libro, il primo che leggo di questo autore italiano. La scrittura è fluida ed accattivante abbastanza grottesco e blackhumor, la storia è molto tarantiniana e l'autore non lo nasconde e ci sta bene. Mi aspettavo un pò più di splatter ma va bene cosi, semplice e lineare. Il finale è all'altezza. Te lo consiglio e attendo una tua recensione che ormai da tempo sei l'ago della bilancia delle mie letture thriller! Un saluto

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    1. Ciao Leon D, il tuo commento non è fuori tema, anzi anticipa la recensione di domani che sarà appunto Blackout, letto dopo Radiomorte. Ho trovato superiore quest'ultimo che pur mantenendo lo stile di Blackout ha una storia più completa. Blackout mi è piaciuto più nella presentazione dei protagonisti che nello svolgimento ed epilogo, come voto direi 6 :) Aggiornami su Radiomorte poi...

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  5. Eccomi Nico come ti avevo detto in un giorno ho divorato Radiomorte! avevi ragione, è molto più bello di Blackout, i personaggi se non altro sono approfonditi meglio, ogni storia a senso nel grande disegno della trama. devo dirti però che un po sono rimasto deluso dal colpo di scena finale, non perché poco di impatto ma perché lo tira fuori dal cappello a 30 pagine della fine. ma è proprio per cercare il pelo nell'uovo ad un romanzo italiano molto ben fatto.
    Nico, avresti altri titoli da consigliarmi sul genere? i vari Fitzek e Grange li ho già letti e li ho adorati, vorrei qualcosa di nuovo e di diverso...
    ps grazie ancora per le tue recensioni

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    1. In effetti il personaggio finale spunta fuori nelle battute conclusive, però ci può stare :)
      Quanto a nuovi titoli da consigliare, ti potrei dire: Maxime Chattam e la sua trilogia; Sangue misto di Roger Smith ma questi sono titoli che trovi anche nella mia classifica dei migliori libri thriller.
      Se dovessi dirti dei titoli di romanzi sfiziosi ma non del tutto perfetti citerei: Al buio di Peter James; L'esca; la saga danese che comincia con La donna in gabbia; Non ti addormentare di S.J. Watson; Bed time di Alberto Marini; Lo specchio del male di Mazzoni; Foresta nera di Frank Thilliez; Obbedienza di Lavander; Frammenti di buio di Mosby; Lavoro a mano armata di lemaitre.
      Questi sono alcuni titoli interessanti che credo non siano finiti in nessuna mia classifica, direi una votazione sul 7-7,5. Fammi sapere cosa ne pensi ;)

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    2. sei gentilissimo Nico, mi opero per reperire le trame e ti faccio sapere! Da parte mia vorrei consigliarti, ma sicuramente li hai già "passati", due libri che ho letto la settimana scorsa: The Ring di Suzuki, completamente diverso dal film e molto appassionante. A seguire la trilogia del Silo, per ora sono solo al primo ma diavolo, mi ha preso molto anche se non è scritto benissimo. Hai avuto modo di leggerli?

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    3. Ho visto i film e il primo The Ring mi piacque molto. Quanto alla lettura non amo tantissimo i romanzi horror al contrario dei film horror, infatti non riesco a leggere neanche Stephen King...

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