8 maggio 2014

Dolci colline di sangue - Mario Spezi, Douglas Preston

Voto 7,5. Dolci colline di sangue è il libro di Mario Spezi e Douglas Preston sul celebre caso de Il Mostro di Firenze. Un romanzo che si distingue da tutti gli altri scritti su questo terribile caso in quanto i suoi diritti sono stati acquistati dalla casa di produzione cinematografica di George Clooney, la sceneggiatura è stata affidata a Christopher McQuarrie, sceneggiatore de I soliti sospetti.
La bellezza di questo romanzo risiede proprio nel punto di vista personale e professionale del protagonista del racconto: Mario Spezi, giornalista de La Nazione ed uno dei maggiori esperti sulla storia del Mostro di Firenze, termine quest’ultimo coniato proprio da lui.
Questa storia è infarcita dunque dalle convinzioni del giornalista Spezi, tutte comunque ben documentate e comprovate da documenti ufficiali. Ne esce fuori una teoria degna, razionale, giustificata e plausibile che tuttavia si scontra con le considerazioni e conclusioni fatte dagli inquirenti nell’ultimo filone del caso. Mario Spezi come si può leggere online e anche nel romanzo, fu preso di mira e perquisito dagli organi inquisitori nell’ultima parte di questa storia.
Leggendo il romanzo, verrebbe da dire senza nessun dubbio: Io sto con Mario Spezi, la sua versione è quella corretta e più veritiera rispetto a quella seguita dai poliziotti.

Facciamo un passo indietro. Chi è Il Mostro di Firenze?
Credo che l’immaginario collettivo a questa domanda risponderebbe: Pietro Pacciani ed i suoi “Compagni di merenda”, o almeno io qualche giorno fa avrei risposto così. A quei tempi ero ancora un bambino e onestamente non ho approfondito più di tanto questa storia.
La mia risposta e forse quella di tanti altri, scaturisce proprio dall'ultima parte di questa lunga storia che va dal 1968 a data indefinita. Ultima parte che vede coinvolto Pacciani (assolto e morto) e una pista esoterica ed occulta mai totalmente chiarita, nonostante il coinvolgimento di numerosi nomi e cognomi.
La memoria attinge al materiale più fresco che stampa e tv ci hanno offerto, dimenticando tutta la prima parte invece fondamentale secondo la visione di Mario Spezi. E non solo per lui, in quanto molti membri di quelli che fu definita “la pista sarda” furono arrestati per poi essere rilasciati dopo alcuni anni.
A non lasciare mai questa pista invece è stato Spezi, in quanto notevole importanza assume l’arma del delitto: una Beretta calibro 22 con pallottole Winchester serie H. Se si segue il percorso dell’arma, sempre presente nelle scene del delitto si arriva al giusto colpevole.
Un identikit specifico comprovato anche dai criminologi americani: Assassino solitario, impotente, con problemi con una donna matura del passato, che evita il rapporto fisico con le vittime uccidendole appunto con pistola e usando un coltello per i vari feticci.
Una pista come si può notare lineare valida per tutti gli omicidi che partono dal 1974, quello del 1968 appare invece più contorto ed imputabile a più persone.

Ma queste sono solo alcune delle intuizioni avute da Mario Spezi in questo caso; per il resto vi consiglio di leggere il romanzo. Una storia poco romanzata e molto giornalistica a mio modo di vedere. Spezi e Preston si servono dell’espediente del racconto di una storia già avvenuta: Spezi infatti racconta alla regista Cinzia Th Torrini, la prima parte del caso del Mostro; con Preston invece si ritroveranno nell’ultima parte, quella relativa alla costruzione del libro ed alla loro conclusione del caso.


TRAMA: Sabato 9 settembre 1983. In una calda notte di fine estate, una coppia di turisti tedeschi viene massacrata sulle colline intorno a Firenze. È la quinta volta che il Mostro colpisce. Stesse modalità, stessa ferocia. Un solo problema: da tredici mesi, c'è un uomo rinchiuso in carcere, accusato di essere il mostro di Firenze... Uno dei capitoli più bui e sconvolgenti della cronaca giudiziaria italiana ricostruito in un "real thriller", nato dalla penna dello scrittore Douglas Preston e dalla testimonianza di Mario Spezi, giornalista considerato tra i massimi esperti del caso, cui ha dedicato il libro "Il Mostro di Firenze" (Sonzogno, 1983).

AUTORE: Mario Spezi, Douglas Preston
EDITORE: BUR (Biblioteca Univ. Rizzoli)
NAZIONE: Italia
ANNO: 2009
PAGINE: 345



7 commenti:

  1. Cavoli, adesso lo vogliooooooooooooooooooo!!!! *__*

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    1. Te lo consiglio, il genere true crime mi affascina molto. In questo caso considero la versione di Spezi molto valida...

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  2. Ricordo anch'io di quest'uomo che anche da bambina non era difficile coglierne il dolore e la disperazione. Pacciani, è un mostro, è lui o non o non è lui? A casa se ne parlava qualche volta, come quando si parla di tutte quelle storie sconvolgenti e italiane, dietro l'angolo insomma. Mi piacerebbe dedicarmi a una lettura simile.

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    1. Pacciani resta un mostro per quel che ha fatto sulla moglie e le figlie, ma in questo caso appare abbastanza sempliciotto per essere imputato come colpevole e maggiore indiziato. Onestamente l'ho sempre associato a questo caso, dopo questa lettura un po' meno...

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  3. Che strano binomio di scrittori...sembra davvero interessante! Soprattutto, tra l'altro, in considerazione degli ultimi fatti di cronaca in cui sembra che la zona di Scandicci sia un ricettacolo di criminali..

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    1. Già strana coincidenza. Giuro di averlo letto prima del nuovo caso di Firenze :D

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    2. Ci credo :)

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