4 febbraio 2014

I morsi del buio - Giebel Karine

Voto 7. Uno dei temi più trattati dal genere thriller è quello del rapimento, della segregazione. Un argomento classico, trattato in diverse salse ma che ha un rischio di fallimento basso, perchè mette immediatamente di fronte i protagonisti del racconto: carnefice e vittima.
Molto spesso la vittima di un rapimento ha le sembianze di una donna, mentre il carnefice veste meglio i panni di un uomo. Alcune volte questa regola viene stravolta, ribaltando nettamente le due parti. E' il caso ad esempio di Misery, dove la carceriera era una terribile donna ed il prigioniero un povero uomo.
Sulla stessa linea si muove il romanzo di Giebel Karine del 2010: I morsi del buio. Una storia che sembra un mix perfetto tra Misery appunto e Buried - sepolto con sottofondo la canzone Bambolina e Barracuda di Luciano Ligabue.
Una storia che riguarda Benoit Lorand, un poliziotto sposato e con prole, che non disdegna le avventure con altre donne. Il suo ultimo approccio, quello con Lydia, è finito molto male. Ad attenderlo non c'è un comodo letto, ma una scomoda prigione in uno scantinato che costringe il poliziotto alla mercè della sua aguzzina.
A Lorand non restano che i numerosi interrogativi: Cosa vuole quella donna? Perchè lo ha rapito? Le ha fatto qualcosa in passato? Lo libererà o lo ammazzerà? Quanto durerà questa terribile agonia?

I morsi del buio di Giebel Karine è un romanzo che non si perde in preamboli e comincia dal vivo della storia. Viene infatti completamente saltata la parte in cui i due protagonisti fanno conoscenza, per ritrovarsi all'interno del luogo in cui è tenuto prigioniero Benoit Lorand.
Insieme ad esso il lettore dovrà cercare di ricostruire gli ultimi avvenimenti che l'hanno condotto in quel luogo e soprattutto le motivazioni per cui è rinchiuso. Un punto quest'ultimo oscuro, difficilmente risolvibile.
La storia si dipana principalmente su questo binario, ovvero il rapporto tra Lydia e Benoit. Un rapporto naturalmente sbilanciato in favore della donna che sevizia e tortura il suo prigioniero, in maniera folle e apparentemente senza alcuna motivazione. Con lo scorrere delle pagine verranno rilevati i motivi di questa segregazione, ben architettati dalla scrittrice.
Buono spazio dedicato anche alle ricerche di Benoit, da parte dei colleghi poliziotti. Un'indagine complessa che riguarderà soprattutto la vita privata del collega Lorand.
I morsi del buio è in sintesi un romanzo rapido, a tratti desolante, cinico e con un finale cattivo.

TRAMA: Besançon. Lorand apre gli occhi e si trova in un luogo sconosciuto, una cella ricavata in un garage. Non ricorda affatto come ci è arrivato. È stato rapito da Lydia, la giovane donna che ha incontrato per strada il giorno prima. Aveva l'auto in panne e lui, da poliziotto coscienzioso, l'ha accompagnata a casa sperando, nella sua cronica infedeltà alla moglie, in un'avventura galante. La donna, che lo ha drogato e rinchiuso, adesso si prepara a torturarlo lentamente. Il movente: il desiderio di vendicare un trauma subito nell'infanzia. La sola persona informata dell'assurdo progetto è la psicologa di Lydia, a cui la donna racconta quanto si appresta a compiere, come se si trattasse di un sogno. Intanto si scatena una disperata corsa contro il tempo per ritrovare Lorand ancora in vita. Ma le lancette della follia di Lydia corrono più veloci delle indagini.

AUTORE: Giebel Karine
EDITORE: BUR (Biblioteca nazionale Rizzoli)
NAZIONE: Francia
ANNO: 2010
PAGINE: 263



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