L'abito da sposo - Pierre Lemaitre

Recensione L'abito da sposo

Pubblicato in Italia nel 2012, L'abito da sposo di Pierre Lemaitre è in realtà un romanzo del 2009, intitolato in patria Robe de marié. Strana l'ascesa in Italia di questo scrittore francese che ha visto i suoi libri pubblicati non nell'ordine cronologico originale. Il primo ad apparire nelle nostre librerie è stato Alex nel 2011, stesso anno dell'uscita francese. Nel 2012 è appunto il momento di L'abito da sposo; mentre quest'anno abbiamo avuto in Italia la fortuna di leggere Lavoro a mano armata, pubblicato in Francia nel 2010.

Voto 7,5. In una recente intervista su Affaritaliani.it, Lemaitre ha dichiarato che L'abito da sposo è sicuramente il suo thriller più adatto per una trasposizione cinematografica di Alfred Hitchcock. O meglio, il romanzo che ha scritto pensando a lui.
Una storia che farà sicuramente venire alla memoria alcuni film thriller, quali ad esempio Memento e Bed time (quest'ultimo anche romanzo del 2012).
L'abito da sposo come consuetudine di Pierre Lemaitre si dividerà in tre parti, naturalmente per non incorrere in spoiler vi parlerò solo la prima di queste tre.
Prima parte intitolata Sophie, che molto ricorda il film Memento di Nolan. Sophie vista dall'esterno con gli occhi di Lemaitre, ci appare come una donna sperduta, sempre in bilico. Il suo maggior problema è quello di non ricordare le cose che fa. Crede di aver messo un oggetto in un posto e qualche attimo dopo non lo ritrova più. Questo accade spesso, i suoi vuoti di memoria sono lacune insormontabili, a cui pare non esserci una spiegazione logica.
Tutto ciò la spinge in un grande stato d'ansia ed a crisi violente che si ripercuotono sul suo lavoro da babysitter. Nonostante presenti un'ottima istruzione e capacità comunicativa, Sophie negli ultimi tempi si riduce a fare la bambinaia al piccolo Leo. Una mattina si risveglia e trova Leo morto, strangolato da un laccio delle sue scarpe di montagne. Sophie non ricorda nulla, ma è certa che l'unica a poter compiere tale gesto sia proprio lei. Sophie nonostante lotti contro se stessa, cercherà di sopravvivere fuggendo dalla sua vita quotidiana.
L'abito da sposo comincia come un racconto "confuso". Nonostante la narrazione in terza persona, il lettore si ritroverà in un vortice di eventi in cui mancano dei pezzi fondamentali, in cui manca appunto la congiunzione. Ogni volta che Sophie riapre gli occhi, siamo costretti a ritrovarci di fronte a nuove situazioni, come appunto quella della morte del piccolo Leo.
Molte sono le domande che per molto tempo resteranno insolute: Perchè Sophie ha questi vuoti di memoria? Perchè ammazza? Qual'è il suo passato? Come sono morti suo marito Vincent e sua suocera?
Alla fine del primo maxi-capitolo, il verdetto sarà unanime: Sophie è colpevole.

L'impossibilità di parlare della seconda parte, si scontra con la necessità di elogiare il fine lavoro di Lemaitre. Lo scrittore francese si rivela un abile tessitore di tele e puzzle ad incastri, in cui ogni situazione potrà essere stravolta nel corso degli eventi. Ogni nuovo punto di vista sarà vitale ai fini di una storia mai banale e imprevedibile, che affascinerà tutti gli amanti del thriller. Di questo secondo capitolo si può accennare lo stile completamente diverso, un diario: metodico, breve, veloce, dettagliato ma in prima persona. 
Se al termine del primo spezzone, L'abito da sposo vi potrà sembrare una storia già vista e sentita, nei successivi sviluppi vi ricrederete e imparerete a guardare il mondo di Sophie da un nuovo punto di vista.
Sophie sarà ancora colpevole?

TRAMA ORIGINALE: Chi è veramente Sophie? Sappiamo che ha trentanni ed è la babysitter di Leo, il figlio di una coppia di ricchi parigini. La giovane donna sembra non avere una vita privata, si dedica totalmente al bambino, il resto è un mistero. Ma sappiamo che è ossessionata da una doppia identità, dimentica cosa ha fatto poche ore prima e vive in un costante stato di oblio. Una sera la mamma di Leo rientra tardi e trova Sophie addormentata davanti alla tv, le propone di restare a dormire e lei accetta. Il mattino dopo la ragazza si risveglia sola in casa e fa una terribile scoperta: Leo è stato strangolato nel sonno, proprio accanto a lei. Lo sconcerto è profondo e la soluzione che le si prospetta è una sola: una fuga senza meta, via da Parigi, lontano da tutto, per provare a ricostruirsi una vita. Perché Sophie deve salvare se stessa e agirà ignara di essere in trappola da sempre, costretta a una corsa folle come un animale in gabbia. Di chi sia la mano che tiene la vita di Sophie in pugno e perché sia intenzionata a distruggerle l'esistenza è la storia di questo romanzo: una discesa negli inferi della mente, una partita a scacchi dove due protagonisti si sfidano con strategie impeccabili e dove anche la psicosi più efferata riesce a trovare una spiegazione, una forma di compassione.

AUTORE: Pierre Lemaitre
EDITORE: Fazi
NAZIONE: Francia
ANNO: 2012
PAGINE: 335



Commenti

  1. Ecco..non ne avevo già abbastanza in coda?? Se con Lavoro a mano armata mi ero incuriosita, la tua recensione su questo romanzo toglie ogni dubbio residuo...:)

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    1. Purtroppo le code son lunghe per tutti, tra nuove e vecchie uscite ci vorrebbe almeno un anno di lettura 24 ore su 24 :) 7,5 è il voto che ho dato a tutti i romanzi di Lemaitre, forse L'abito da sposo è quello che mi è piaciuto di più

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