5 ottobre 2013

Il respiro della cenere - Jean Christophe Grangé

Recensione Il respiro della cenere

Voto 5,5. A un anno e mezzo dall'uscita di Amnesia, torna in libreria uno dei migliori giallisti in circolazione: Jean Christophe Grangé. Dal 26 settembre è infatti acquistabile Il respiro della cenere, edito da Garzanti.
Ancora una volta bisogna soffermarsi sulla stranezza editoriale tutta italiana che traduce il titolo originale più pertinente: Kaiken, termine giapponese che si riferisce ad un antico pugnale. Domanda: se in Francia l'autore intitola un suo romanzo con un nome giapponese, perchè in Italia c'è questa trasposizione tra l'altro neanche attinente?
Respiro della cenere sicuramente più adatto alla prima parte ma che non riassume l'anima "giapponese" del romanzo. Strano e poco Grangé questo nuovo thriller, che si rivelerà abbastanza prevedibile e sottotono rispetto alla precedente produzione.
Per chi avesse letto qualche recensione sul mio blog, saprà che Jean Christophe Grangé è uno dei miei scrittori preferiti, abile nel lasciarmi sempre di stucco e ad appassionarmi con le sue storie che si rivelano dei veri e propri viaggi.
Mi duole dunque affermare che Il respiro della cenere si sia rivelato una mezza delusione. Le motivazioni riguardano gli elementi essenziali del romanzo: personaggi e sviluppo storia.

Protagonista del romanzo è Olivier Passan, personaggio abbastanza stereotipato. Molte delle sue caratteristiche (Commissario spietato, risoluto e senza scrupoli) sono ritrovabili in numerosi altri detective dei romanzi thriller.
Olivier ci viene presentato mentre dà la caccia ad uno spietato serial killer, rinominato l'Ostetrico. Codesto tizio ammazza infiammando giovani madre in gravidanza. Tutte le tracce portano a Patrick Guillard, un ermafrodito proprietario di diverse concessionarie automobilistiche.
La prima scena è quella dell'inseguimento del poliziotto al killer, lasciando ai successivi capitoli il compito di spiegare le cause che hanno portato a questa conseguenza.
L'unica novità introdotta in Olivier è la sua passione per il Giappone. Per il "vecchio Giappone" quello dei samurai, quello dell'ordine e disciplina e non il "nuovo Giappone" troppo tecnologico.
Il suo amore per il Giappone ha portato Olivier a sposare Naoko, una donna giapponese. Quest'ultima sarà anch'essa protagonista del romanzo, alternandosi a Olivier.
I due ci racconteranno del loro momento difficile, ad un passo dalla separazione e intenti a cercare il giusto compromesso per i due figli.
Il respiro della cenere si concentrerà per molte pagine sul rapporto tra i due protagonisti, non tralasciando comunque le indagini sull'Ostetrico.

Il romanzo dunque si trascina per lungo tempo senza nessun cambio di rotta, e stagnandosi su questi argomenti principali. Il cambio di passo si avrà alla morte di Patrick Guillard, già anticipata dalla trama (chissà se anche questo non sia stato un errore). Da quel momento in poi una nuova indagine  con epicentro in Giappone avrà inizio.
Ancora una volta sarà presente il viaggio in un romanzo di Grangé. L'esplorazione del mondo orientale e della cultura giapponese saranno sicuramente gli unici elementi validi del romanzo, il quale si concluderà con un finale anch'esso poco sorprendente.

Maschera NO, citata nel romanzo.
TRAMA ORIGINALE: Parigi. Nel buio di un garage viene ritrovato il corpo di una donna brutalmente assassinata. Nei paraggi, un paio di guanti da chirurgo ancora intrisi di sangue. L'ennesimo spietato delitto del serial killer che da mesi spaventa la città. La sola persona in grado di occuparsi di un'indagine così complessa è il solitario ispettore Olivier Passan. L'uomo sta attraversando il periodo più difficile della sua vita: la separazione dalla moglie giapponese Naoko, la madre dei suoi due figli. Eppure non può permettersi distrazioni, perché il modus operandi dell'assassino fa pensare a una mente malata e pericolosa. Tutto porta verso un unico sospettato: Patrick Guillard, un ermafrodito abbandonato dalla madre alla nascita. Passan è convinto che il colpevole sia lui. Ma ha tra le mani pochi indizi, non c'è nessuna prova schiacciante. Proprio quando sta per incastrarlo, Guillard si dà fuoco, portando a termine il suo piano folle. Un piano che si ispira alla leggenda mitologica dell'Araba Fenice: l'uccello che una volta morto rinasce dalle proprie ceneri. Tutto sembra perduto. In realtà per Passan è solo l'inizio. Il caso non è affatto concluso e una minaccia incombe su ciò che ha di più caro: i suoi figli. L'ispettore ha bisogno di risposte. Risposte che solo Naoko, fuggita in Giappone, può dargli. Risposte che affondano le radici in quella tradizione millenaria che li univa: l'arte dei samurai. Una verità inquietante lo aspetta.

AUTORE: Jean Christophe Grangè
EDITORE: Garzanti
NAZIONE: Francia
ANNO: 2013
PAGINE: 437



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