17 luglio 2013

Io vi vedo - Simonetta Santamaria

Recensione Io vi vedo

Non sono più il bravo poliziotto ma un assassino. L’altro me quello che credevo non mi somigliasse affatto e che ormai vedo sempre più chiaramente riflesso nella mia ombra, sono io.

Comincerei con questa citazione la recensione di Io vi vedo, nuovo romanzo di Simonetta Santamaria, edito da Tre60. Non si tratta di uno spoiler a mio avviso, ma di una frase eloquente che sintetizza l’essenza del romanzo.
Io vi vedo è un poliziesco che ci parla di trasformazione, di superamento del confine tra bene e male del protagonista principale. Questi è Maurizio Campobasso, capo del reparto anticrimine della squadra mobile di Napoli. Uomo ligio al dovere e alla famiglia, composta da sua moglie Elena e sua figlia Margherita.
Un quadretto familiare che sembrerebbe idilliaco e in grado di donare serenità lavorativa a Maurizio. Invece no, un’ombra offusca la vita di Campobasso: la morte di sua figlia Lucia. Un caso irrisolto che brucia l’anima del protagonista, pronto a scendere a patti col diavolo pur di trovare l’assassino della sua piccola creatura.
Una trasformazione dunque già in atto, a cui manca la scintilla utile per il completamento del percorso. Scintilla che arriva durante un’operazione semplice, che in realtà si trasforma in un imboscata, in cui muoiono quattro poliziotti e numerosi albanesi. Uno di questi ammazzato brutalmente dallo stesso Campobasso, unico superstite di questa tragica retata.
Il commissario ci rimette un’occhio (diventando un guercio) e il suo incarico lavorativo; ma soprattutto perde una parte della sua anima che sprofonda in abissi neri. 
Simonetta Santamaria “gioca” molto su questo aspetto e sul simbolismo dell’occhio perso. Da questo momento inizia uno sdoppiamento di Maurizio Campobasso che si osserva dal di fuori con l’occhio perso e racconta le sue impressioni e sensazioni in un registratore audio.
L’occhio perso non diventa solo una mancanza, ma anche una forza che consente al protagonista di vedere “cose” non consentite agli altri. 
La scrittrice è brava nel mixare diversi sottogeneri del giallo: dal poliziesco classico al paranormale, passando per l’horror splatter. Per questa sua caratteristica in alcuni passi Io vi vedo mi ha ricordato Continuum – Il soffio del male di Gianfranco Nerozzi, edito anch’esso da Tre60.

Io vi vedo è dunque un poliziesco atipico, incentrato molto sul protagonista principale. Come detto, un romanzo che parla di trasformazione prendendosi tutto il tempo e le pagine che ci vogliono per farlo. Nei primi capitoli infatti l’elemento action è abbastanza assente, e lascia il passo ad un’analisi introspettiva di Maurizio.
Atipico anche perché molto spesso il protagonista e l’antagonista si identificano nello stesso personaggio, costretto a diventare un vero diavolo per affrontare altri demoni.

Dimenticatevi dunque i bravi poliziotti con l’animo lindo e casto, e per questa caccia affidatevi a Maurizio Campobasso, un Uomo che non ha più nulla da perdere.

TRAMA ORIGINALE: Napoli, novembre 2011. Sul ciglio di una strada di periferia viene trovato il cadavere della giovane Lucia Campobasso. È stata uccisa in modo brutale: per gli inquirenti, si tratta di un'esecuzione. Ma i responsabili rimangono ombre inafferrabili, ombre che tormentano il padre della vittima, un poliziotto. Febbraio 2012. Maurizio Campobasso, capo del reparto investigativo anticrimine di Napoli, ha ricevuto una soffiata "sicura": in una cascina abbandonata sono rinchiusi dei clandestini, in attesa di essere mandati per le strade a rubare o a prostituirsi. Dopo aver circondato l'edificio, però, la squadra viene assalita alle spalle da un commando armato. Nell'agguato muoiono quattro agenti e Campobasso perde un occhio. Era una trappola. Maggio 2012, Menomato nel fisico e stravolto dal dolore e dal rimorso per la perdita della figlia e dei colleghi, Campobasso si dimette dalla polizia. Le indagini non hanno portato a nulla e lui ha perso ogni fiducia nelle istituzioni. Ma il suo animo è tormentato dalla sensazione che tutte quelle morti siano collegate e che sia proprio lui, Maurizio Campobasso, la chiave di un piano criminale più vasto e sanguinario di quanto si possa immaginare. È ora di mettere da parte la Legge e di agire, nell'ombra, come un giustiziere solitario guidato da oscure intuizioni, tanto misteriose quanto infallibili. È ora di scatenare una spietata caccia all'uomo - o agli uomini - che non risparmierà niente e nessuno.

AUTORE: Simonetta Santamaria
EDITORE: Tre60
NAZIONE: Italia
ANNO: 2013
PAGINE: 363



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