19 aprile 2013

Zero zero zero - Roberto Saviano

Difficile cominciare la recensione di questo romanzo. Difficile parlare di Zero zero zero di Roberto Saviano, sia per la tematica affrontata, sia per la mole di informazioni che lo scrittore ci fornisce. Mentre lo leggevo, segnavo note su note. Mi dicevo: questo è importante, questo va detto, questo va indicato nella recensione.

Più volte mi sono chiesto da che parte cominciare a parlare di questo romanzo, come avvicinare il lettore alla sua lettura. Alla fine ho deciso di raccontare semplicemente quello che mi ha più colpito, le storie che mi sono rimaste impresse, quello che ho imparato e che prima non sapevo.
La cosa certa è che Zero zero zero è un romanzo che si deve leggere, nonostante non sia esente da qualche difetto, che naturalmente indicherò. Leggere per conoscere, per informarsi, e per capire come il mondo da un pò di tempo sia mutato e giri intorno alla coca.

Voto 7,5. Una prima impressione che ho avuto è quella di uno sfogo da parte di Saviano, un peso da cui liberarsi. Metaforicamente si potrebbe definire Roberto un mulo della coca, con grammi e grammi di sostanza nel corpo da cui liberarsi. Sostanza intesa dunque come informazione, materiale illegale che spaccia Saviano, senza aver timore dei veri spacciatori della coca, quella bianca, quella che in molti acquistano forse anche più della cultura.
Il primo capitolo Coca #1 è un chiaro esempio in questo senso. Chiunque, anche il lettore che sta leggendo questa recensione potrebbe far uso di coca.
Si comincia dunque dal consumatore, il motivo scatenante che mette in moto l'immenso e imprevedibile movimento della coca. Se non ci fosse la domanda, naturalmente non ci sarebbe l'offerta e non ci sarebbe tutto il mondo che Saviano ci racconta.

Una delle immagini più sobrie dei Los Zetas. Cercando su
google immagini vi potrete imbattere in scene macabre, con
teste mozzate e corpi martoriati.
A soddisfare il vizioso consumatore, c'è una vera e propria catena produttiva. Un'azienda viva, l'unica che riesce a resistere a qualsiasi tipo di crisi. Un petrolio bianco di cui tutti vogliono impossessarsi, o almeno prendersi una bella fetta nel processo produttivo e distributivo.
Roberto Saviano da abile narratore ci racconta dei cartelli colombiani che nel tempo hanno ceduto il passo ai Messicani, più capaci nello sviluppare relazioni e allacciare rapporti.
Su questo punto già mi soffermerei, parlando ad esempio del cartello dei Los Zetas, che avevo sentito già nominare nei romanzi di Don Winslow.
Un'organizzazione criminale spietata che esibisce le torture degli infami, dei concorrenti, in diretta su YouTube.
Già perchè per rendere ancora più perfetta questa farina con tre zeri, ci vuole oltre ai classici ingredienti, l'ingrediente sangue.
Al racconto dei cartelli messicani, Saviano dedica ampio spazio nel suo romanzo. Una narrazione ricca di nomi e aneddoti, forse troppo. Lo scrittore infatti si perde e/o dilunga nell'indicazione dei numerosi nomi dei cartelli messicani e colombiani. Per imprimere nella mente del lettore questo o quel soggetto, Saviano racconta qualche espediente, qualche particolarità, qualche avvenimento curioso che possa essere ricordato.
Dato che sono ormai nel tema difetti di Zero zero zero apro una parentesi come più volte fa lo stesso Saviano. Un'altra piccola "lacuna" del romanzo sono infatti le numerose parentesi virtuali in cui si imbatte lo scrittore, che salta da un soggetto all'altro in maniera rapida. Ciò è dovuto alla innata voglia di raccontare di Saviano, che in alcuni punti si dilunga forse troppo e in maniera giornalistica, mettendo da parte le sue impressioni e considerazioni personali.

Ritorniamo al mio discorso, o meglio a quello di Saviano circa l'organizzazione dei produttori. Messicani/colombiani che sono un pò il fulcro iniziale del cammino della coca. Coca che viene trasportata in maniere diverse, ma che predilige i viaggi via mare. Ma a me, sono rimasti impressi i viaggi in aereo. I viaggi attraverso i muli, uomini con in bocca grammi e grammi di cocaina. Una storia è ad esempio quella di Mamadu, un ragazzo africano che ci racconta il suo primo viaggio da mulo verso Lisbona.
Coca che una volta giunta a destinazione, può fermarsi per essere spacciata o intraprendere altri percorsi. Il polso della situazione viene controllato dai broker, esempi ne sono: Pasquale Locatelli uomo del Nord, e Bebè del Sud. Uomini che hanno capito in che senso gira il mondo, nonostante abbiano frequentato differenti carceri.
Uomini che ci conducono in Italia, dove nel settore Coca il leader è la 'ndrangheta. Molto interessante la storia di Bruno Fuduli, per quanto riguarda questa parte. Un imprenditore indebitato che finisce per diventare un emissario della 'ndrangheta. Uomo di fiducia non sono dell'organizzazione italiana, ma anche della controparte colombiana.
Organizzazioni molto potenti, cresciute come alberi con radici troppo radicate in ogni parte del mondo, che si servono degli appoggi di politici, banche, poliziotti. Impossibile da sconfiggere da infiltrati come Kiki o raccontatori coraggiosi come Christian Poveda, e scalfite appena da organizzazioni come la Dea.
L'unico rimedio è forse quello che Saviano ci propone nel capitolo conclusivo, ma per saperlo non vi resta che leggere Zero zero zero...

TRAMA ORIGINALE: "Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra - incredibile, ma vera - prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?" (Roberto Saviano)

AUTORE: Roberto Saviano
EDITORE: Feltrinelli (collana I narratori)
NAZIONE: Italia
ANNO: 2013
PAGINE: 448

12 commenti:

  1. ho AMATO Gomorra (sia il libro che il film) quindi credo che non mi farò scappare questo Zero Zero zero, soprattutto dopo la tua ottima rece ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gomorra è davvero molto bello (sia film che libro) grazie per i complimenti:) zero zero zero va letto per informarsi sul mondo della coca, ma se già hai letto di questo altrove non so quanto ti possa piacere. Molte sono infatti le parti in cui Saviano fa una crono-storia dei cartelli colombiani e messicani, quindi se queste cose già le conosci le troverai ripetitive; se invece come me le hai sentite di sfuggita ti interesseranno molto. La parte migliore sono sicuramente le storie singole, in cui Saviano si dimostra un maestro nel saperle raccontare:)

      Elimina
  2. Bon..attendevo qualche parere prima di leggerlo.Il primo, il tuo, è positivo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si sostanzialmente si, ci sono alcuni difetti come ho detto nella recensione e nel commento sopra, ma secondo me va letto:)

      Elimina
  3. Io non so cosa pensare di Saviano. Il film Gomorra mi è piaciucchiato, ma non troppo ma Il libro non l'ho letto. Dite che dovrei dargli più credito?

    RispondiElimina
  4. si eddy secondo me si, Saviano è una persona che ho sempre ammirato, ha coraggio da vendere e questo suo coraggio lo ha costretto a vivere come un recluso, sempre sotto scorta, una vitaccia, sebbene quella FECCIA umana di Emilio Fede ha più volte ribadito che Saviano vuol fare la vittima... no comment.

    Gomorra film a me piace, il libro è ancora meglio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ha già risposto myers82:P ci sono alcune parti in cui c'è un vero sfogo di Saviano, il quale non ha più una vita "normale" e non riesce a godersi mare, sole e soprattutto la sua terra..

      Elimina
  5. Ne ho sentito parlare da Fazio, e già da lì ero interessata, se ne parli così lo leggo sicuro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il modo in cui parla Saviano è davvero affascinante, e sicuramente un gran narratore...come detto sopra il libro presenta qualche difetto, ma se non hai letto nulla sul tema coca lo troverai molto utile ed interessantissimo:)

      Elimina
  6. Mi hai dato un motivo in più per desiderare di leggerlo! :)

    RispondiElimina
  7. a me è piaciuto molto nonostante sia un pò difficile come linguaggio:) io lo uso come argomento d'esame... comunque è vero: se non sai molto dell'argomento tene innamori subito e in un attimo divori tutto il libro;)

    RispondiElimina

Causa eccessivo spam i commenti Anonimi sono momentaneamente sospesi. Potete continuare a commentare con i profili consentiti o nell'apposito box facebook...

Generi cinematografici

Notizie archiviate

Google+