26 marzo 2013

Intervista a Carla Vistarini

Oggi ho il piacere e l’onore di intervistare una grande autrice del panorama nazionale: Carla Vistarini, vincitrice di un David di Donatello e alcuni Telegatti ( non ricorda  più nemmeno lei quanti sono, in realtà, ma siamo sui 12/13...) ,  il Premio della Critica Discografica, due volte: con "La voglia di Sognare" per Ornella Vanoni, e "La Nevicata del '56" per Mia Martini; ecc.. Il suo curriculum parla da solo, per chi volesse approfondire la questione, su Wikipedia può trovare una pagina dettagliata di quanto finora ha fatto questa autrice.

Salve Carla e benvenuta sul mio blog.
1) Come detto in apertura, la tua carriera lavorativa è ricca ed importante. Da pochissimo è stato pubblicato il tuo primo romanzo: Città Sporca. Da cosa scaturisce la tua voglia di scrivere un romanzo?
C.V. Forse dal desiderio di lavorare  un po' da sola. Un romanzo è la voce univoca dello Scrittore. Si rende conto solo a se stessi.  Quando scrivo per il Cinema, la Televisione, e anche per la musica, le canzoni, devo sempre misurarmi con  tante altre voci, tanti altri gusti, che sono quelli che convergono attorno a un film, a un programma tv, alla realizzazione di un  disco: attori, produttori, musicisti, scenografi, ecc.. E' bellissimo e arricchisce molto, ma a questo punto della mia carriera volevo provare l'emozione della scrittura in solitario.

2) Perché hai scelto proprio il genere thriller/noir?
C.V. Perché è il mio preferito anche come lettore. Sono una lettrice accanita da sempre, addirittura ho imparato a leggere in età prescolare e non ho mai smesso di divorare libri. Dai grandi classici ai più popolari. Credo che in letteratura, come nella musica, non sono i generi che contano ma la bontà del romanzo in sé. E poi penso che la suspense, il thriller siano un elemento di coinvolgimento formidabile anche per veicolare temi "alti". Grandi autori si sono serviti degli stilemi del giallo nei loro capolavori. Penso a Borges, e, andando indietro, a Dante, Omero... sono tutti giallisti :) colpi di scena, suspense sull'esito del finale della storia, e via narrando.

3) Come nasce l’ispirazione?
C.V. Per me sempre dal lavoro stesso. Cioè il lavorare tanto, scrivere e leggere molto porta con sé l'intuizione giusta che significa l'inizio di una storia, di una scena, di un verso di una canzone. Non credo nell'ispirazione che scende dal cielo come una scintilla fantastica che ti illumina d'improvviso. Sono d'accordo con quanto un aneddoto racconta su Giuseppe Verdi. A un giornalista che intervistandolo gli chiedeva cosa fosse il Genio,  Verdi rispose: il genio è sgobbare.

4) Per Città Sporca, hai deciso di puntare su un romanzo corale e di stampo tarantiniano. Con quale personaggio ti sei divertita e sbizzarrita di più nella sua caratterizzazione?
C.V. Con tutti, perché i personaggi sono come figli. Lo scrittore li crea ma non li conosce fino in fondo. I personaggi hanno una vita propria e, finito il romanzo, se ne vanno per il mondo a viverla con gli altri: i lettori. Comunque quello che mi affascina di più è forse il Cattivo, il potente Boss che porta il soprannome di Sùricio. 

5) A proposito del personaggio del  Politico che sintetizza molti degli attuali politici italiani:  una domanda sull’attuale situazione dei nostri politici sarebbe come sparare sulla croce rossa? 
C.V. Purtroppo la situazione politica italiana, a mio parere, è grave perché i nostri politici, almeno i soliti, sono fuori dal mondo, vivono in una cittadella di privilegi che li estrania dalla realtà di noi cittadini e rappresentano tutti i vizi di cui ci dobbiamo liberare per diventare un paese compiutamente democratico. C'è anche da dire che noi italiani, purtroppo, non siamo tanto diversi da loro. Se non cominciamo a farci tutti un esame di coscienza e continuiamo a dare le colpe agli altri temo che il rilancio democratico, civile ed economico del paese sarà ancora lontano.

6) D’accordo con la tua casa editrice, la Gems, hai deciso di pubblicare Città Sporca in formato ebook a solo 1,99 euro. Cosa pensi di questa rivoluzione editoriale e come ti sei trovata con questa casa editrice?
C.V. Prima di pubblicare il mio romanzo ammetto che avevo un preconcetto per gli ebook. Ero fra quelli che dicono "E però come si legge sulla carta non si legge sullo schermo". E invece c'è voluta questa esperienza per capire la forza dirompente di questa tecnologia, sia dal punto di vista industriale, la diffusione è praticamente illimitata, che  dal punto di vista culturale. Ma ci pensi cosa significa disporre, per pochi euro, se non per pochi centesimi, di un'infinità di letture tra cui avere solo l'imbarazzo della scelta? penso che questa sia una rivoluzione culturale benedetta di cui si vedranno i risultati, spero e mi auguro straordinari, nel prossimo futuro. Di Gems, Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, penso un gran bene, hanno degli ottimi autori e soprattutto hanno inventato questo Torneo, "IoScrittore", che consente a molti autori di mettersi in gioco e, in caso di vittoria, di vedersi pubblicati i propri romanzi.

7) Se il tuo romanzo diventasse un film, a chi affideresti la regia e quali attori sceglieresti per interpretare i tuoi protagonisti? 
C.V. Naturalmente non potrei che dirti Tarantino o, in alternativa, i fratelli Coen.  Se fosse un italiano, invece, direi Sorrentino.

8) Classica domanda curiosa. Film e libri preferiti?
C.V. Come genere ribadisco i thriller, gialli, noir, ecc. sia per letture che per film, con aggiunta di commedie, preferibilmente irriverenti, e anche demenziali.  Per fare qualche titolo di film : il mio numero uno assoluto è un classico di Sidney Pollack "I tre giorni del Condor" a cui rendo omaggio citandolo anche nel mio libro, poi ci sono tutti i "Marlowe" dei vari decenni, a cominciare dal "Lungo Addio". Negli ultimi anni un film  giallo veramente ben congegnato è stato "Il Caso Thomas Crawford" con Ryan Gosling e Anthony Hopkins... potrei andare avanti per pagine e pagine, ma se vuoi dedicheremo un'intervista o un articolo solo al cinema. Per quanto riguarda i libri, fermo restando che è difficile fare classifiche quando si ama  visceralmente la lettura, posso dire che tra i giallisti, anche se anomali, amo molto Joe Lansdale, poi Robert Crais, Ilandur Indridarsson, islandese, i grandi giallisti del passato come Chandler, Hammett, ecc. ma come ti dicevo, per me anche Jorge Luis Borges è un giallista, oltre che un genio della scrittura. Poi Roberto Bolano, Patrick Manchette... insomma fermatemi altrimenti riempio mille pagine di nomi.

9) Progetti futuri? Altri romanzi nel cassetto?
C.V. Sto finendo il mio secondo romanzo, quasi completato, che naturalmente è un thriller.

Grazie Carla per la gentilezza e la collaborazione e un grande in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori.
C.V. Crepi il lupo e grazie a te Nico. 

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