6 febbraio 2013

The Words. Le parole di questa recensione non sono mie...

The Words, film d'esordio degli sceneggiatori Brian Klugman e Lee Sternthal, è un dramma intrigante intorno al tema della narrazione, una riflessione sull'arte di raccontare storie, o più propriamente sul bisogno di farlo. Al punto di rubare un manoscritto per farsi scorrere tra le dita il piacere delle parole o di ripudiare la propria consorte per averle perdute. Storia dentro un'altra storia che diventa Storia, The Words è affollato di personaggi col vizio della scrittura: chi lo fa per mestiere, chi ha un romanzo nel cassetto, chi ha perduto il libro della vita insieme alla propria vita. Tutti registrano un'urgenza di comunicare, di esplorare e di esplorarsi, di dare uno sfogo alla tristezza e una forma alla vita, di ritrovare quello che si è sprecato, di scoprire quello che non si è mai avuto. La cornice del film è un reading letterario, letteralmente narrante, dove non è nemmeno sempre chiaro cosa è vero e cosa no, chi è chi, chi ha scritto cosa, chi ha inventato chi. Klugman e Sternthal confondono impercettibilmente i piani del reale e della finzione, dove i sogni e i desideri hanno la stessa nitidezza del momento presente. Alla maniera di una scatola cinese, Clay Hammond racconta Rory Jansen che plagia un vecchio uomo che romanza un amore conosciuto e poi smarrito come le pagine del suo libro. 
Voto 5,5. Ok, le parole di questa recensione non sono mie, ma di Marzia Gandolfi del celebre sito cinematografico Mymovies
Oltre al copia e incolla della recensione non modificata neanche di una virgola, ma tagliata per esigenze di copione, a dire il vero non so neanche se questa idea sia del tutto originale o già attuata da altri.
Il perchè di tutta questa operazione è semplice e va riscontrato nella pellicola The Words. Si tratta di un film che ha il suo fulcro nel falso d'autore, nell'arte del copiare per emergere.
Rory Jansen (Bradley Cooper) è uno scrittore emergente o meglio un'aspirante scrittore. Come tutti gli esordienti si trova a camminare su un campo minato, un terreno instabile in cui le porte più che aprirsi si chiudono.
Il sogno dello scrittore lascia il tempo che trova cedendo il passo prima ad un breve vagabondaggio e poi ad un lavoro di routine semplice. Ma si sa l'occasione fa l'uomo ladro e Rory non se la lascia scappare.
Durante il suo viaggio di nozze con l'amata Dora (Zoe Saldana), ritrova in una valigetta 24 ore, un romanzo dattiloscritto. Le parole vere, sincere ed emozionanti vengono riportate fedelmente da Rory sul suo moderno pc.
Dora nota la storia e spinge Rory a rivolgersi nuovamente ad un editore. Questa volta il romanzo merita e diventa un vero successo editoriale.
L'unica nota stonata di questo periodo per Rory, sarà il vero autore dell'opera che si presenterà dal nulla. Si tratta di un vecchio (Jeremy Irons) che attraverso le sue parole ha raccontato tutta la sua vita, violata per motivi narcisistici e di successo da Rory.
Il bello di tutta questa storia di scrittori e falsi scrittori è che si tratta di una vicenda narrata e verosimile.

The Words di Brian Klugman e Lee Sternthal, è un film fatto di più strati che contengono al loro interno una storia narrata dai diversi protagonisti.
La storia di Rory, contenuta all'interno del libro The Words, ad esempio ci viene raccontata da Clay Hammond (Dennis Quaid).
Il libro di Rory racconta la storia del vecchio, il quale la narrerà e la mostrerà con immagini sbiadite allo spettatore. Si tratterà della sua vita da ragazzo fatta di sogni e grossi rimpianti. Ad interpretare Jeremy Irons da giovane sarà Ben Barnes.

In sintesi, The Words è un film il cui raffinato intarsio narrativo - in cui si intrecciano, seguendo un intricato gioco di parallelismi e corrispondenze, il presente con il passato, la fiction con la realtà - rappresenta il cardine su cui ruota l'architettura filmica di The Words, costituendo paradossalmente il principale pregio del film, ma anche il suo insormontabile limite. Perché Klugman e Sternthal elaborano una struttura talmente ricercata e complessa da risultare eccessivamente cerebrale e lambiccata, lasciando così venir meno l'empatia per i personaggi e la partecipazione nei confronti degli eventi raccontati.
Oops, I did it again, questa volta da Roberto Castrogiovanni di Movieplayer...

USCITA CINEMA: 
GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA: Brian KlugmanLee Sternthal
SCENEGGIATURA: Brian KlugmanLee Sternthal
ATTORI: Bradley CooperZoe SaldanaOlivia WildeDennis QuaidJeremy IronsJ.K. SimmonsBen BarnesJohn HannahMichael McKeanZeljko IvanekRon RifkinNora ArnezederLiz Stauber

12 commenti:

  1. ahaha, bella idea, lo scopiazzamento.
    perché non è venuta in mente a me? :)

    comunque anche per me è un film da 5,5 giusto per copiarti :)

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    1. Ho avuto il timore che già l'avessi fatta tu, infatti:) Dopo anni a leggere le tue recensioni si finisce per scopiazzare il tuo stile :D

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  2. Non l'ho trovato troppo malvagio ma nemmeno chissa chè. E ormai l'ho capito: odio profondamente Bradley Cooper e la sua faccia da americano medio.

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    1. Sono sulla tua stessa linea, come dire nè carne, nè pesce. Buon inizio, ma poi si sviluppa troppo banalmente senza nessun vero colpo di scena che possa innalzare la tensione, in sintesi abbastanza piatto...

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  3. io ancora lo devo vedere, ma ne sono attirata, spero di non sbagliare... Cooper è un gran gnocco ed un buon attore. Incrocio gli occhi!

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    1. Nel complesso si può guardare, nulla di eccezionale; se ti piace Cooper sicuramente guadagnerà qualche punto in più:)

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  4. A me è piaciuto tantissimo :) Bradley Cooper non mi piace, ma sia in questo film che in "Il lato positivo" è straordinario.

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    1. L'idea è senza dubbio buona, poi molto interessante per gli amanti dei libri come te;) manca forse il colpo di scena. Cooper l'ho trovato bravo anche nella saga Una notte da leoni...

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  5. ce l'ho lì pronto, a prendere polvere..chissà che mi fai venire l'ispirazione...

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    1. Se non hai meglio da vedere può andare, non ti aspettare moltissimo, un pò piatto...

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  6. questo film mi intriga parecchio, a breve lo guarderò anche io :)

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