22 novembre 2012

Battuta di caccia - Jussi Adler Olsen

Voto 7. Uno degli stereotipi classici del genere thriller è il poliziotto buono, il cui compito è quello di indagare sui nuovi casi di omicidio nel più breve tempo possibile.
I casi vecchi e insoluti sono ormai acqua passata e sulle loro cartelline non resta che aspettare l'arrivo della polvere.
Questa affermazione poteva essere considerata vera almeno fino al 2011, periodo in cui venne alla ribalta la Sezione Q danese, gestita da Carl Morck.
Il commissario danese insieme al suo fidato Assad, da un paio di anni si occupa di mettere un pò di luce a quei vecchi casi, che sebbene abbandonati dagli altri poliziotti, presentano dei punti insoluti.
Grazie alla sua tenacia e alla sua bravura nel costruire puzzle vecchi e ormai desueti, Carl Morck riuscì a venire a capo del caso de La donna in gabbia, che vedeva coinvolta una celebre parlamentare ormai scomparsa da tempo.
Vista la buona prova sul campo dei protagonisti, e l'ottimo esordio letterario dello scrittore danese Jussi Adler Olsen, la sezione Q ha potuto continuare ad esistere.
Per tutti coloro che avessero quindi un caso insoluto, non bisogna disperare: Carl Morck e Assad potrebbero cominciare presto ad indagare.
Sicuramente il duo avrebbe molto lavoro nel nostro paese, data l'elevata sofisticatezza di ogni caso, in cui molto spesso non si ha l'assoluta certezza sulla colpevolezza dell'assassino.

In Battuta di caccia, sulla loro scrivania finisce un caso spinoso, che risale al 1986. In una località nei pressi di un college, due giovani studenti fratelli furono rinvenuti morti. Tuttavia il colpevole dopo poco tempo, fu assicurato alla giustizia.
Chi vuole che il caso venga riaperto? Il colpevole individuato dalla giustizia è veramente l'assassino dei giovani studenti?
Scavando più a fondo, Carl e Assad cominciano a scoprire un mondo pieno di violenza. A comporlo sono dei giovani rampolli che fanno di Arancia Meccanica il loro film di culto e in un certo senso il loro hobby.
La difficoltà nell'affrontare questo caso dipende dalla posizione sociale che nel presente questi giovani ricoprono. Ditlev Pram un leader della chirurgia plastica; Torsten Florin un famosissimo stilista; e Ulrich Dybbol Jensen un manager di borsa, sono dei tipi a cui difficilmente si può puntare il dito contro.
A cercare di localizzare questi tre tizi c'è anche Kimmie, una presunta barbona che pare abbia un passato condiviso con gli stessi.

Battuta di caccia è un thriller a cui manca il vero colpo di scena, in quanto già dai primi capitoli, il lettore capirà che i tizi sopra nominati sono i responsabili degli episodi di violenza del passato.
Il romanzo si suddividerà in una parte investigativa in cui i protagonisti saranno Carl e Assad, i quali rappresentano una sorte di Sherlock Holmes e Watson in versione moderna. Attraverso le loro indagini, i due cercheranno di risalire alla verità, indagando su tutti i probabili colpevoli.
Ad alternarsi a questa parte, sarà quella del gruppo, sempre pronto ad organizzare violente battute di caccia; e quella di Kimmie che a suo modo cerca una sua vendetta personale e sociale.
Rispetto a Una donna in gabbia, non ci sono due piani temporali, anche se attraverso Kimmie il lettore sarà coinvolto in continui flashback, volti a ricostruire il passato nel quale tutto ebbe inizio.

Così come per La donna in gabbia, resta ancora un punto insoluto, ovvero il caso di Hardy e della sparatoria; quindi molto presumibilmente sentiremo ancora parlare di Carl Morck e della sezione Q...

TRAMA ORIGINALE: Un gruppo di persone influenti, la cui maggiore aspirazione è vivere al limite. Gente esperta, che ha lasciato un'impronta sul paese e pensa più in grande degli individui comuni. Un collegio esclusivo li ha uniti in gioventù, hanno fatto di Arancia meccanica il loro film culto, e dopo vent'anni la passione per la caccia li tiene ancora insieme. Sono potenti e sono ricchi, divorati dall'eccitante inquietudine della sfida, ma nonostante le carriere impeccabili, sui loro anni di scuola circolano storie sconvolgenti, sospetti di violenze mai denunciate, perfino del tragico omicidio di due studenti, fratello e sorella, i cui corpi martoriati furono ritrovati in una casa di vacanza non lontano dal collegio. Quando l'incartamento del caso ormai archiviato finisce misteriosamente sulla sua scrivania alla Sezione Q, Cari Morck si rende conto che tra quelle pagine c'è qualcosa di molto sbagliato e, con l'aiuto del suo assistente siriano Assad, decide di riaprire le indagini. Le tracce portano ai vertici della società, ad agenti di borsa e chirurghi estetici che regnano sulla debolezza della gente. Ma puntano anche al mondo opposto, quello degli emarginati e dei disperati, dove una senza tetto granitica ha deciso che chi ha abusato di lei, mortificandola, pagherà per le proprie azioni. Un'indagine che attraversa l'intera gerarchia sociale, e che rivela che troppo spesso il male nasce da diffidenza e assenza di empatia, e che freddezza e mancanza d'amore possono avere esiti mostruosi.

AUTORE: Jussi Adler Olsen
EDITORE: Marsilio (collana Farfalle)
NAZIONE: Danimarca
ANNO: 2012
PAGINE: 495

2 commenti:

  1. Bellissimo libro, come del resto il primo, "La donna in gabbia". Condivido la recensione. Ciao.

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  2. Li ho trovati più o meno allo stesso livello. Trame interessanti, scrittura coinvolgente e mai noiosa:)

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