8 ottobre 2012

L'addestratore - Jeffery Deaver


Un romanzo sicuramente originale che farà felici gli appassionati di strategia dei classici giochi da tavola. Un thriller che si perderà troppo nel racconto delle regole, risultando abbastanza prolisso e poco coinvolgente, nonostante il buono spunto iniziale.

Voto 5,5. Leggendo un po’ in giro le recensioni su gli ultimi romanzi di Jeffery Deaver, si evince che uno dei migliori scrittori thriller del mondo è in leggero calo.
Sconsigliati i suoi ultimi lavori, che ne escono abbastanza ridimensionati, soprattutto se confrontati con i suoi precedenti romanzi.
Ammetto (vergognandomi abbastanza) di aver letto finora pochissimo di questo autore, limitandomi al libro: I corpi lasciati indietro, che mi piacque abbastanza. Rinnovando la promessa che nel corso del tempo recupererò i suoi romanzi cult; ho letto uno dei suoi lavori più attuali: L’addestratore del 2011.
Rispetto alle recensioni ed i commentatori di cui parlavo in precedenza, ho potuto leggere questo romanzo quasi senza nessuna misura di parametro.
Il risultato della mia esperienza non è stato però ottimale.
L’addestratore è sicuramente un romanzo molto originale, in cui il capitolo successivo riesce a capovolgere quello precedente. Un abile gioco dello scrittore che si diverte a confondere il lettore, tenendo alta la tensione psicologica.
Proprio la caratteristica gioco, attrarrà i fans dei più famosi giochi da tavola, più volte citati e a cui il protagonista principale si ispira.
Esempio ne è il dilemma del prigioniero:
Il dilemma può essere descritto come segue. Due criminali vengono accusati di aver commesso un reato. Gli investigatori li arrestano entrambi e li chiudono in due celle diverse, impedendo loro di comunicare. Ad ognuno di loro vengono date due scelte: confessare l'accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:
  1. se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l'altro viene però condannato a 7 anni di carcere.
  2. se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.
  3. se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno, perché comunque già colpevoli di porto abusivo di armi. Wikipedia


Appassionato di giochi di intelligenza, è Corte, il protagonista principale de L’addestratore, che ci racconterà il romanzo in prima persona.
Altra particolarità che rende il romanzo molto originale è il lavoro di quest’ultimo. Corte è un poliziotto il cui compito è quello di proteggere dei soggetti da alcuni cacciatori di informazioni.
I cacciatori di informazione sono i cattivi della situazione, il cui compito è quello di estorcere informazioni ad alcuni soggetti, dietro contatto di una fonte.
Come si evince l’originalità dei protagonisti, si scontra un attimino con la semplicità.
Molti sono i punti in cui, Jeffery Deaver si dedica alla spiegazione dei ruoli e delle specifiche funzioni dei personaggi.
Nello specifico Corte dovrà difendere il poliziotto Ryan Kessler e la sua famiglia, conducendoli in un luogo sicuro, in attesa di scoprire la fonte che li minaccia.
L’enigma da scoprire sarà dunque quello del perché la famiglia Kessler sia ricercata e preziosa per la fantomatica fonte.
Fonte che si affida ad uno dei migliori cacciatori della “zona”: Henry Loving.

Con quest’ultimo Corte ha un conto in sospeso. Il cacciatore infatti in una precedente operazione ammazzò brutalmente il suo addestratore: Abe.
Tra i due si viene a creare una sorta di sfida, una caccia ambivalente in cui l’uno cerca l’altro. Una caccia del gatto con il topo, in cui i ruoli non sono stati assegnati prima dell’entrata in scena.
Chi catturerà chi?

Le premesse per L’addestratore erano abbastanza buone. Lo spunto iniziale è davvero notevole ed intrigante, purtroppo Deaver finisce per ingabbiarsi nelle trappole da lui create. Troppi intrighi e cambi di rotta, che rendono quasi fantascientifica la situazione, anche per via dei numerosi strumenti tecnologici a disposizione dei protagonisti.
Se fosse un film sarebbe a mio parere in stile Mission Impossible, in cui l’azione e la sfida dei protagonisti principali regnerebbe sovrana.

TRAMA ORIGINALE: Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa "Fonte". Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.

AUTORE: Jeffery Deaver
EDITORE: Rizzoli
NAZIONE: Usa
ANNO: 2011
PAGINE: 607

2 commenti:

  1. Non posso che darti ragione, anche se a malincuore. Ho iniziato ad adorare questo scrittore parecchi anni fa, grazie a quel gioiellino che è Profondo Blu, ma riconosco la banalità degli ultimi lavori. E La Consulente è ancora peggio...

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    1. Io invece devo ancora recuperare il meglio della sua produzione, I corpi lasciati indietro tuttavia non mi dispiacque. In questo ho trovato un buono spunto, ma troppo inverosimile e complicato, e anche abbastanza lungo...

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