4 ottobre 2012

Il perfezionista - Hervè Le Corre

Romanzo thriller d'epoca incentrato sulla figura di un serial killer che si ispira ai Canti di Maldoror nel compiere i suoi omicidi. Pregi: la descrizione dettagliata di una Parigi del 1869. Difetti: eccessiva lunghezza e lentezza del racconto.

Voto 5,5. Uno dei fattori che spesso incide negativamente su un prodotto, è l’aspettativa. Esempio ne è appunto la trama de Il perfezionista, primo romanzo del francese Hervè Le Corre.

TRAMA: "Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; solo pochi potranno assaporare questo frutto amaro senza rischio." Così si aprono "I canti di Maldoror", opera maledetta del conte di Lautreamont, pubblicata nel 1869. Un poema in prosa intriso di male e di violenza, impastato di sangue e umori maligni. Poco dopo la pubblicazione, una serie di atroci delitti insanguina Parigi. Le vittime sono ragazzini biondi, giovanissimi, tutti morti per sventramento. L'assassino mette in pratica le gesta efferate di Maldoror, eroe malvagio dei "Canti", ma questo ancora nessuno lo sa: è una raffinatezza da investigatori che la polizia non ha, in una città incendiata da focolai di ribellione. Quando il giovane Etienne, in place Vendóme, si trova faccia a faccia con l'omicida che ha appena commesso un delitto, la faccenda si complica. Perché ora lui è l'unico testimone, e in più ha in mano - non si sa come - il taccuino dell'uomo. La sua vita è in pericolo. In una Parigi stretta tra fermenti di rivolta e il nemico prussiano alle porte, il gioco è nelle mani dell'assassino e chiunque gli si avvicini non ne esce indenne. Una discesa nei meandri di una Ville Lumière cupa, tra bettole fumose, case di piacere, conciliaboli di intellettuali in preda all'oppio e riunioni carbonare, con un protagonista perversamente moderno, serial killer ante litteram, un misto tra "Seven" e "Il silenzio degli innocenti".

Sarò un ingenuo o meglio un “pollo” come si suol dire, ma ogni volta che un libro o un film thriller, porti lo slogan pubblicitario: “somiglia a Seven, il nuovo Silenzio degli Innocenti”, finisco per leggerlo/vederlo.
Anche sapendo benissimo che è solo una buona forma di pubblicità, la mia curiosità mi spinge ad avvicinarmi a quel prodotto. Le aspettative di certo non sono altissime, ma quantomeno ci si “aspetta” di ritrovarsi un film/libro simile.
In molti casi ci sono delle somiglianze; nel caso de Il perfezionista nessuna con i film citati nel post e nella trama stessa.
Più che a Seven o Il silenzio degli innocenti, il thriller di Le Corre è assimilabile a Jack Lo Squartatore, Dracula di Bram Stoker e Profumo – Storia di un assassino.
Le atmosfere de Il perfezionista sono infatti quelle di una Parigi del 1869. Elementi di sfondo ed anche principali sono le case chiuse ricche di prostitute; la rivolta degli operai; una polizia arrogante e che indaga con metodi rurali.

All’interno di questi ambienti si muovono i protagonisti principali. Tra essi va per primo annoverato per ordine di apparizione: Etienne Marlot, un giovane emigrato a Parigi da suo cugino, in cerca di fortuna. Sfortunatamente il suo approccio con la capitale francese non è dei migliori. Etienne infatti si ritrova di fronte ad un cadavere ed un assassino. In maniera fortuita Etienne entra in possesso del taccuino del killer, perso poi anche dallo stesso giovane emigrante.
Ad indagare sulla questione sarà principalmente Francois Letamendia, uno degli unici poliziotti non corrotti e con un alto valore morale. Francois è un tipo astuto, che ha una visione investigativa moderna, che si deve però scontrare con le gerarchie e le tradizioni del settore. Una polizia troppo lenta e prevedibile per stare dietro al killer di Place Vendome.
Il mondo delle prostitute è lo sfondo principale, in cui si muovono le vicende dei protagonisti. In particolare viene affrontata la situazione di Sylvie, mamma che sopravvive con il mestiere più vecchio del mondo.
Questi tre soggetti, insieme a molti altri, si rapporteranno con Henry Pujols: l’assassino.
L’identità del serial killer, infatti, in questo thriller non è un mistero. Il nome di Henry viene collegato all’assassino di Place Vendome dopo pochi capitoli, raccontando poi i precedenti omicidi a giovani maschi dai capelli biondi.

Cover originale
Henry è un personaggio appunto contorto che riesce come il Dracula di Bram Stoker, a trasformarsi in continuazione. Come un camaleonte il killer riesce ad entrare a stretto contatto con polizia, con le prostitute senza essere riconosciuto.
Il suo spirito malvagio viene fuori dopo l’incontro con il suo amico Isidore Ducasse. Quest’ultimo sotto lo pseudonimo: Conte di Lautreamont, compone I canti di Maldoror.
La lettura di questi canti incanta Henry Pujols, talmente innamorato dell’opera da farla diventare realtà.

La base de Il perfezionista è dunque molto interessante, prendendo spunto da un’opera reale, e raccontandoci in maniera puntuale le atmosfere dell’epoca.
Tuttavia il romanzo manca in energia, azione, ritmo e velocità, risultando un tantino prolisso e noioso a tratti. Troppo lunghi i capitoli che si concentrano sui diversi personaggi, rendono il libro poco scorrevole.
Poco adatto infine il titolo italiano, in linea con quello degli altri thriller, ma che non rispecchia l’animo del romanzo.
Thriller assolutamente consigliato invece a chi ama i romanzi d’epoca con serial killer classico in stile Jack Lo Squartatore…

AUTORE: Herve Le Corre
EDITORE: Piemme
NAZIONE: Francia
ANNO: 2011
PAGINE: 472

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