5 ottobre 2012

ACAB - All CopsAre Bastards. Da che parte sta la giustizia?

In sintesi definirei A.C.A.B. un film reale, che mostra scenari di violenza della nostra società, cercando di non schierarsi con nessuna delle fazioni; ma dimostrando che con la prepotenza si vince la prima battaglia, ma si perde la guerra finale.

Voto 7. A.C.A.B. di Stefano Sollima, è un film che fa aprire senza ombra di dubbio dei dibattiti.
Il tema portante credo che sia quello della giustizia o ingiustizia, che in teoria nella nostra società dovrebbe essere garantita per le strade dai poliziotti.
In questo caso si tratta dei celerini, impegnati a garantire ordine pubblico nelle manifestazioni più imponenti che vedono coinvolta tanta gente, vedi gli stadi.
Come qualsiasi altro lavoro, anche questo però è fatto da persone che hanno il loro carattere, ed i loro problemi quotidiani.
Quattro sono i protagonisti principali che vengono approfonditi:

Cobra, interpretato da Pierfrancesco Favino, è un uomo dedito alla causa del suo lavoro. La sua vita privata non ci viene pressoché mostrata, o meglio coincide perfettamente con quella lavorativa. Sicuramente uno dei leader nel suo gruppo dei fratelli, affronta una causa in tribunale per pestaggio ad un ragazzo allo stadio.
Attraverso questo primo personaggio, regista e sceneggiatori danno vita al primo dibattito. Lo spettatore infatti non conosce bene la questione e si trova già dentro la causa processuale. Non ha visto se ha iniziato il celerino a picchiare, o se è stato istigato dal giovane tifoso. In questo processo si riversano anni di violenza negli stadi, di accoltellamenti.
Non c’è da sorprendersi che il film A.C.A.B., racconti degli episodi più tragici avvenuti realmente in Italia, che hanno visto lo scontro tra poliziotti e tifosi. Esempi ne sono la morte dell’ispettore Raciti, o quella del tifoso Gabriele Sandri.
Come nel processo di Cobra lo spettatore, si trova già dentro la notizia abbastanza confusa e distorta e difficilmente saprà chi ha causato tra le due fazioni l’avvenimento.
Ad esserne certi saranno i fantomatici tifosi che si schiereranno con il tifoso sventurato; o i poliziotti che faranno di tutto per “giustiziare” il loro “fratello”.

Adriano, interpretato da Domenico Diele, è una nuova recluta che entra nel team dei celerini. Anche questo personaggio è una chiave per il racconto di Sollima. Lo spettatore infatti comincia con lui il viaggio negli “inferi” della violenza. Attraverso Adriano impariamo a conoscere questo mondo e a capire cosa c’è di realmente distorto. Cose non comunicate, giustizie private, ma anche solidarietà, fraternità tra colleghi. Spirito di squadra esaltato nella partita a football.
Essendo vergini a questo mondo, però sarà difficile abituarsi del tutto, e riuscire a comprendere la distorsione di una giustizia inesistente, e creata ad hoc dagli uomini.

Mazinga, interpretato da Marco Giallini, è il capo della squadra dei celerini. Attraverso il suo personaggio, lo spettatore può meglio comprendere il pericolo del loro lavoro. Bastardi devono essere per difendersi da altri bastardi; ma alle volte la "bastardaggine" diventa una malattia cronica dal quale è difficile guarire. Mazinga infatti viene ferito ad una gamba durante una manifestazione, e da allora resterà zoppo.
Lo scontro tra polizia e violenti, per Mazinga non finisce sul lavoro ma continua anche in casa. Suo figlio infatti sposa la causa dei naziskin, rifiutando la prepotenza dei cosiddetti servi.

Negro, interpretato da Filippo Negri, è un membro attivo del gruppo. Sposa appieno la causa dei fratelli, sposando meno la sua famiglia. Dimentica ovunque la povera figlia, tanto da costringere sua moglie cubana a divorziare.
Il suo personaggio dovrà quindi lottare anche in famiglia, e contro le istituzioni che gli negano la sua paternità. A nulla vale il suo distintivo e il lavoro protettivo nei confronti dei politici che con una semplice legge gli vietano i suoi diritti più intimi.
Carletto, interpretato da Andrea Sartoretti, si può dire che è il celerino più furbo. Nonostante odi gli extra-comunitari, ha deciso di abbandonare il lavoro su strada, dedicandosi ad una mansione più tranquilla, che pone fine al percorso di violenza.

A.C.A.B. è come detto un film imparziale e reale che ci mostra la stupidità della violenza, a volte mossa da nessuna causa specifica e intelligente. Un film documentario direi, in cui l’elemento narrativo è semplice ma efficace, ed in cui i fatti parlano più delle parole. Storie di uomini che combattono una guerra futile, evitabile ma purtroppo reale come mostrano le immagini dei telegiornali.

USCITA CINEMA: 27/01/2012
REGIA: Stefano Sollima
SCENEGGIATURA: Daniele CesaranoBarbara PetronioLeonardo Valenti
ATTORI: Pierfrancesco FavinoMarco GialliniFilippo NigroDomenico DieleAndrea SartorettiRoberta SpagnuoloEugenio MastrandreaEradis Josende Oberto

6 commenti:

  1. è vero, non è una semplice apologia del celerino.E' un film dignitosissimo che dimostra che noi in Italia il cinema lo sappiamo fare...ancora...

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    1. Mi ero fermato al film La peggior settimana della mia vita con i film italiani, quindi Acab per me è stat una bella scossa;)

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  2. ACAB non è un brutto film. Tuttavia, ho come l'impressione che resti un pò in superficie e si esprima molto per stereotipi.Comunque, ce ne fossero di pellicole così in Italia.

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    1. Le storie in effetti non sono molto approfondite, prediligendo secondo me il dibattito sulla giustizia e sulla difficoltà di torvare una vera giustizia...

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  3. Devo assolutamente vedere questo film...perché il cast attoriale credo rientri nei nomi più validi italiani e perché il tema della giustizia soprattutto in Italia ha bisogno di essere affrontato, anche senza schieramenti, anche solo puntando al dibattito. Spero di vederlo presto, poi Ho un gran debole per Pierfrancesco...;-)

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    1. Te lo consiglio, infatti è un film che fa aprire sicuramente un dibattito, anche se non si schiera apertamente...

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