10 settembre 2012

Tarantola - Thierry Jonquet

Breve ma molto conciso il romanzo Tarantola di Thierry Jonquet, pubblicato per la prima volta nel 1984. Un thriller spiazzante che approfondisce in maniera formidabile il rapporto tra vittima e carnefice, da sempre protagonisti della letteratura di genere.

Voto 8. Fosse stato più lungo e più approfondito, credo che Tarantola di Thierry Jonquet sarebbe stato un thriller perfetto. Una storia ad incastri, con protagonisti ben delineati, che si muovono su vicende shakespeariane.
Uno dei limiti, che al contempo si può rivelare un pregio per gli amanti dei racconti brevi, è la scarsa lunghezza. Solo 146 pagine, che finiscono per svelare immediatamente i colpi di scena, che se nascosti a dovere potevano essere un vero pugno nello stomaco per il lettore.
Il lettore più avveduto, quindi a poche pagine dall'inizio, potrà subito intuire l'andamento delle storie; giungendo ad un finale tutto sommato imprevedibile.
I segreti saranno ancora meno nascosti, se si leggerà prima del romanzo la trama del film di Pedro Almodovar: La pelle che abito. Questo film è infatti tratto dal romanzo di Jonquet,  e nella sua sinossi ufficiale anticipa un pò gli ultimi passi del romanzo Tarantola.
Il vero obiettivo dell'autore, sta forse non tanto nella storia, ma quanto nel rapporto tra vittima e carnefice, tra preda e predatore. Davvero inusuale e originale, il modo in cui viene affrontato questo tema. Un rapporto viscerale, di odio, di ripugnanza che al termine del racconto, renderà il lettore un soggetto imparziale che difficilmente riuscirà a schierarsi con una delle due fazioni.

Immagine tratta dal film La pelle che abito,
di Pedro Almodovar
Tarantola si compone di tre piani narrativi principali. Il primo, quello che apre il libro, narra gli eventi del dottor Richard Lafàrgue, un noto ed esperto chirurgo plastico. Le sue vicende sono legate strettamente a quelle di Eve, una donna con cui convive. Il loro rapporto non è proprio idilliaco e alla pari degli altri esseri umani. Eve sembra più che altro, un animale addomesticato alla mercè del chirurgo. Quest'ultimo infatti la costringe a prostituirsi ed a obbedirlo incondizionatamente. Perchè Eve non si ribella? Chi è Eve per Richard?
La seconda storia è quella di Alex, un bandito in fuga dopo la sua ultima rapina, che ha visto l'uccisione di un poliziotto e il recupero di un buon bottino. Alex è un uomo solo a cui manca il fedele amico Vincent, di cui non ha notizie da quattro anni.
La terza storia che si incastra perfettamente alle prime due, è quella di Vincent che attraverso un lungo flashback ci racconta la sua incredibile esperienza, sino ad un finale terrificante.

Il titolo italiano Tarantola non cambia la natura animalesca di quello originale: Mygale. Impossibile infatti discendere dal celebre ragno, che da il titolo al romanzo.
Le tarantole sono predatori crepuscolari, attendono le loro prede all'ingresso della tana per poi ucciderle iniettando il veleno attraverso gli aculei veleniferi. Nonostante la loro scarsa abilità visiva, in genere limitata a luci e ombre, riescono ad essere molto precise grazie ad un'estrema sensibilità alle vibrazioni che viene spesso migliorata utilizzando della tela all'esterno del rifugio. In base alle vibrazioni percepite il ragno decide se l'animale è un pericolo oppure una possibile preda. Wikipedia

Così come il temibile insetto, anche la Tarantola di questo romanzo (soprannome tra l'altro attribuitogli dalla vittima stessa) agirà in solitudine, iniettando a poco a poco il suo veleno all'interno della povera vittima, che non potrà far altro che abituarsi alla sua nuova situazione.
Come il celebre animale, Tarantola incastrerà nella propria tela la sua vittima, impossibilitata a muoversi da quel luogo atroce, pieno di sofferenza che indurrà al pensiero più macabro: la morte.
Eri solo un insetto prigioniero di un ragno sazio, che ti conservava come scorta per un pasto futuro. Ti aveva catturato per assaporarti in piena quiete, quando gli sarebbe venuta la voglia di assaggiare il tuo sangue. Immaginavi le sue zampe villose, i suoi grandi occhi globulosi, implacabili, il suo ventre molle, rimpinzato di carne, vibrante, gelatinoso, e i suoi denti velenosi, la sua bocca nera stava per succhiarti via la vita.
Il potere coinvolgente della tarantola si abbatterà anche sul lettore, incastrato nel racconto e indotto a leggere il romanzo voracemente.

TRAMA ORIGINALE: Richard Lafargue è un famoso chirurgo plastico. Nessuno sa che la donna che porta in giro con orgoglio è in realtà sua prigioniera. Richard costringe Ève a prostituirsi, gode nel vederla torturare dai clienti, si bea del disgusto e della sofferenza di lei. E ogni tanto, la porta da Viviane... Alex Barny ha rapinato una banca. Ha ucciso un poliziotto, è rimasto ferito. Deve nascondersi. Ma le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il suo volto. È disposto a tutto pur di salvarsi... Vincent Moreau è andato a fare un giro in moto. È notte, qualcuno lo insegue nella foresta. Viene catturato. Sono quattro anni che se ne sono perse le tracce... Thierry Jonquet ci catapulta in un incubo senza fine, in un orrore crudele celato dietro la normalità dell'apparenza, dove la ferocia è marchiata a fuoco nella carne dei protagonisti e insinua un interrogativo atroce: fin dove può arrivare una persona ferita?

AUTORE: Thierry Jonquet
NAZIONE: Francia
ANNO: 1984 - 2011
PAGINE: 146

4 commenti:

  1. Ho visto il film. Non credo lo dimenticherò tanto facilmente.. mi aveva davvero disturbato! Mi piacerebbe molto anche leggere il libro, ma già il film mi aveva turbato con pensieri un po' spaventosi e deliranti :/

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    1. Se ti ha turbato il film, dal punto di vista della violenza il romanzo è peggio, anche se nel complesso è di gran lunga superiore:)

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  2. Meglio il libro, anche se breve,del film.Jonquet usa la penna con la freddezza e la precisione di un chirurgo.Il film si perde un pochino per strada.

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    1. Decisamente d'accordo con te. Ho visto il film ieri è mi ha convinto pochissimo al contrario del romanzo. Almodovar si perde nella storia, mentre Jonquet si concentra abilmente sul rapporto tra vittima e carnefice con grande maestria:)

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