22 settembre 2012

L'uccello del malaugurio - Camilla Lackberg

Un romanzo poco thriller, ricco di personaggi e vicende domestiche in cui mancano suspence e tensione. Un romanzo che ci presenta uno scorcio della Svezia, ma che non decolla quasi mai. Sicuramente da evitare per gli amanti del noir puro...

Voto 4. Mai titolo fu più nefasto per la sorte di un libro thriller. L'augurio migliore che potrei fare ai miei lettori potrebbe essere quello di non acquistare o farsi prestare questo libro, non che porti sfortuna (finora almeno non mi è capitato nulla di brutto) ma quanto per la bellezza.
Come in qualsiasi recensione o critica si tratta di un giudizio soggettivo e come tale condivisibile o meno; ma chi ha imparato a conoscere i miei gusti, o come me ama il thriller più intrigante, ricco di colpi di scena, pieno di ritmo e di situazioni originali, allora dovrebbe evitare il nuovo romanzo di Camilla Lackberg.
Confesso di non aver letto nulla di questa autrice svedese, anche se sulla base delle recensioni dei precedenti libri, ho nutrito un forte interesse verso le sue opere. Ora, dopo la lettura de L'uccello del malaugurio, il recupero dei precedenti romanzi è a forte rischio.
L'uccello del malaugurio l'ho trovato un thriller che non vola (tanto per restare in tema). Un romanzo che non decolla mai, che per 2/3 resta fermo su situazioni davvero poco interessanti per gli amanti del noir.

Film tratto dal romanzo
Il libro della Lackberg si divide in più storielle tutte più o meno legate tra loro. Una sorte di soap opera in cui tutti i personaggi si conoscono e finiscono per essere legati in qualche maniera.
Inizialmente il lettore è praticamente travolto da un'accozzaglia di nomi e situazioni, e riesce difficilmente a destreggiarsi in questa marea di informazioni. Con il trascorrere dei capitoli, le varie situazioni e i vari protagonisti diventano più chiari e famigliari. Quello che stenta ad arrivare è il thriller e la suspence.
Ci ritroviamo infatti alle prese con due sorelle: una ha dei problemi psichici, l'altra è alle prese con bambini e il suo matrimonio.
In secondo luogo abbiamo un commissario di mezza età intento a conoscere una donna, che potrebbe essere l'amore della sua vita.
Un gruppo di ragazzi reduci da differenti reality, fanno parte di un nuovo programma in cui devono ubriacarsi, litigare e fare sesso in tv.
L'unico vero caso iniziale, che potrebbe essere un attimino attinente al genere thriller è l'incidente di una donna ubriaca che prima di allora non aveva mai bevuto.
Quanto appena descritto è una piccola sintesi delle varie situazioni presenti ne L'uccello del malaugurio. Infatti i personaggi protagonisti nelle varie storie sono tanti, e come detto legati in qualche maniera alle altre vicende.
Il finale è sicuramente ben congegnato ma come detto il lettore non arriva nelle condizioni migliori. L'epilogo si conclude poi con un'apertura al prossimo episodio con gli stessi protagonisti.

Il mio acquisto è derivato dalla trama interessante, che purtroppo però delude le aspettative.
TRAMA: Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina c'è chi è ansioso di attirare l'attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l'arrivo del cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli scandali aumentano l'audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce, segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare irreprensibile.

L'elemento di mistero ed interesse per gli amanti del thriller è assente per molto tempo. La parte fiabesca che molto mi aveva interessato e colpito nella trama, arriva praticamente alla fine, quando ormai il lettore è deluso e frustrato da matrimoni in stile Beautiful, e litigate a mò di Grande Fratello.

AUTORE: Camilla Lackberg
EDITORE: Marsilio
NAZIONE: Svezia
ANNO: 2012
PAGINE: 462

6 commenti:

  1. della lackberg ho letto con grande entusiasmo il primo romanzo, dove anche c'erano delle scene un po' rosa che lo facevano scadere,ma lo avevo comunque apprezzato per il groviglio del caso da risolvere. poi ho subito comprato il secondo che fa parte dei miei prendipolvere perché non l'ho mai iniziato ... ne sono usciti altri e ora questo... grazie al tuo consiglio credo che sarà troppo se leggerò il secondo che ho già prima di seguire con questa serie... ;-)

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    1. Il probelma di fondo secondo me risiede nelle aspettative. Se ho voglia di leggere un libro thriller e invece mi ritrovo di fronte un ibridio con la parte noir solo nel finale, ovviamente resto deluso. Quindi questo libro non lo consiglierei agli amanti del noir puro. D'altronde come hai detto tu, Camilla Lackberg ha come sua caratteristica quella di mischiare il rosa con il thriller...

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  2. Io sto leggendo ora il 4 libro.
    Faccio solo due critiche all'articolo scritto sopra:
    1) anche se tutti i libri della lackberg hanno un'inizio e una fine ( ossia non sono una serie ), è bene cominciare a leggere dal primo. I personaggi principali evolvono. Se si incomincia a leggere dal 4 come si fa a capire certe cose?
    2) le storielle ci sono sempre state in tutti i libri. I milioni di personaggi pure. Francamente non mi sembra così difficile restare dietro a tutte le storielle e ai personaggi. Vale quanto scritto sopra: bisogna leggere dal 1 libro.

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    1. Ciao Caterina le tue critiche sono fondatissime. Per comprendere meglio certe cose i libri vanno letti in ordine quando si parla di serie, vedi il "lavoro" che ho fatto con Jo Nesbo.
      Come dici tu e il commento sopra però, il difetto principale di Camilla Lackberg è quello di dedicarsi abbastanza a queste storie che onestamente con il thriller hanno poco a vedere.
      Perciò io sconsiglierei questo libro a chi come me (l'ho detto anche ad inizio post) ama il thriller puro, con meno fronzoli e più fatti. L'errore della Lackberg è quello di volersi catalogare come scrittrice di gialli, ma io (almeno in questo romanzo) non ho trovato un minimo di suspence e paura... Il giudizio è comunque sempre soggettivo, e ogni critica costruttiva come la tua è bene accetta:)

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  3. Mi conforta l'aver trovato una recensione nella quale mi ritrovo (meno male che anche qualcun altro ha avuto le mie stesse impressioni). Se per apprezzare il filo delle storie non metto in dubbio possa essere preferibile seguire la cronologia dei romanzi, aggiungerei però che non c'è bisogno di tanto per capire, a mio modo di vedere, che non stiamo parlando di una scrittrice di livello. Troppi i dettagli narrativi che non funzionano e che possono essere sorvolati solo se non si hanno che aspettative di intrattenimento non impegnativo. I numeri di vendita nulla aggiungono

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  4. Ciao fabrizio fa piacere anche a me aver trovato uno con la mia stessa impressione. In una parola un romanzo davvero poco thriller che mi inibisce adesso sulle altre opere di questa autrice, compreso il nuovo romanzo Il bambino segreto...

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