14 agosto 2012

ATM - Trappola mortale. Meglio non prelevare soldi in questi tempi.


ATM - Trappola mortale è l’ennesimo thriller claustrofobico che mira ad enfatizzare le paure dovute all’isolamento. Nel complesso il film di David Brooks sembra un mix tra Frozen e The Strangers, in cui i protagonisti oltre ad essere isolati dal mondo, saranno perseguitati da un tizio mosso da inspiegabili manie omicida.

Voto 5,5. Sempre più difficile inventare qualcosa di originale ed imprevedibile nel mondo del cinema. ATM - Trappola mortale cerca di essere innovativo, ma in realtà risulta singolare solo dal punto di vista dell’ambientazione.
Dopo ascensori terribili in Devil; funivie bloccate in Frozen; inquilini chiusi in casa in The Strangers; giovane sepolto vivo in Buried; in Atm si decide di bloccare i protagonisti all’interno di un bancomat.
Atm inizia in maniera classica, ovvero rilassata, tranquilla, con una musichetta che preannuncia un cielo sereno prima della tempesta.
All’interno di un ufficio ci vengono mostrati i protagonisti: David (Brian Geraghty) e Corey (Josh Peck), due amici/colleghi che pensano a come divertirsi dopo il lavoro.
David è un tipo tranquillo, buono, generoso, e timidamente innamorato di Emily (Alice Eve). 
Corey gli da il consiglio di lasciarsi andare, e di tirare fuori gli attributi maschili, in senso lato, almeno inizialmente.
Armato di coraggio e buona volontà David riesce a far salire Emily sulla sua auto, solamente per un passaggio, ma almeno è un buon inizio.
A guastare la festa è lo stesso Corey che prepotentemente si infila nella macchina dei due, facendo da candela antipatica e chiacchierona.
Su suo invito il gruppo è costretto a fermarsi ad un bancomat, che risulterà la stazione più vicina per il loro inferno.
Dopo che i tre, per motivazioni varie saranno all’interno della cabina, il loro ritorno alla macchina della salvezza sarà minacciato da uno strano tizio con giaccone.

Cosa vuole questo tizio? Soldi, vendetta? Come fare ad uscire sani e salvi dal bancomat?
La soluzione più semplice sarebbe quella di uscire e/o pagare lo sconosciuto soggetto. Sfortuna vuole che il tizio dia, nel corso della pellicola, prova della sua cattiveria e forza, uccidendo i malcapitati passanti.
Atm è una sorta di sadica visione per i protagonisti, che rinchiusi dentro la cabina saggiano le abilità del loro molestatore, osservando quale potrebbe essere il loro destino se si allontanassero troppo dal loro rifugio che è però nello stesso tempo trappola.
Stesso discorso, si può fare per il molestatore mascherato che osserva e cerca di comprendere quali siano i metodi che i tre poveri sventurati cercano di adottare per uscire dalla loro trappola, che allo stesso tempo è rifugio.
Una sorta di gioco con il topo, in cui il molestatore pare abbia il coltello dalla parte del manico.
Il film potrebbe finire un bel po’ prima se i tizi uscissero dal bancomat, oppure se il molestatore entrasse nella cabina bancomat; ma entrambe le parti sembrano ancorate da misteriose calamite.
Perché i tre non provano a scappare? Perché il maniaco non entra dentro e mostra il suo vero interesse?

Atm nel complesso risulta una film guardabile, che ha buoni ritmi ed una lunghezza limitata. Il finale si raccorda perfettamente con l’avvio della pellicola, e fa pensare che in futuro altri luoghi saranno scenari di violenza e voyeurismo, in cui poveri sventurati dovranno cercare di cavarsela.

USCITA CINEMA: 17/02/2012
REGIA: David Brooks
SCENEGGIATURA: Chris Sparling
ATTORI: Alice EveJosh PeckBrian Geraghty

2 commenti:

  1. l'idea era buona ma lo sviluppo non mi è piaciuto..io direi 4,5-5

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    1. Si poteva fare di meglio, soprattutto pretestuoso il motivo per cui il killer fa tutto ciò...

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