30 luglio 2012

Bed time. La vostra casa non è un luogo sicuro.


Un thriller che indaga sul dramma di un uomo infelice; sulle motivazioni che lo spingono a continuare a vivere ogni giorno. Un thriller che esalta uno dei protagonisti più negativi che il mondo del cinema abbia mai creato. Un thriller che cerca di minare una delle poche sicurezze degli uomini: la tranquillità del luogo in cui si vive.

Voto 7,5. Difficile parlare di un film di cui si è già letto il romanzo, soprattutto se riguarda il genere thriller. La storia infatti si conosce bene, ed i colpi di scena fondamentali per questo genere, sono noti in anticipo togliendo il pathos e l’effetto sorpresa.
A parte questi ovvi motivi, devo dire che l’esperienza Bed time, mi ha convinto ed entusiasmato. Vedendo il film di Balaguerò, credo che acquisisca ancora maggior forza il romanzo di Marini, sceneggiatore tra l’altro del film. Proprio per questo il voto finale del film è leggermente maggiore rispetto a quello attribuito al romanzo; forse anche perché ultimamente è più difficile trovare un bel film rispetto a un bel libro.
Tuttavia i due Bed time pur avendo le basi fondamentali identiche, cambiano per alcuni particolari non di poco conto. Per questo motivo consiglierei la lettura del libro a chi avesse già visto il film, e viceversa. L’approfondimento sulle similitudini e differenze di Bed time verrà comunque trattato in un post specifico.

Merito del successo di Bed time di Balaguerò, secondo me va dato a Luis Tosar, già estremamente bravo in Cella 211.
Ancora una volta, Tosar se la deve vedere con un personaggio negativo. Si tratta di uno degli esseri più spregevoli che il mondo del cinema/letteratura, abbia saputo creare.
Finora infatti abbiamo assistito a personaggi violenti, più che cattivi, mossi da motivazioni psicologiche ben giustificate.
Cesar invece è uno scherzo della natura. La sua vita è segnata dalla infelicità. Non c’è niente che lo rende felice, nemmeno il suo lavoro abbastanza tranquillo e socievole.
Cesar è infatti un portiere di un condominio spagnolo. Le sue giornate sono dedite al servizio degli inquilini della palazzina; ma sin dal principio si capisce che non tutto per Cesar va per il verso giusto.
Cesar infatti ama rendere la vita difficile al suo prossimo, vuole che il suo vicino sia infelice, proprio come lui. Come si dice: mal comune, mezzo gaudio; infelice io, infelice tutti.
Il suo stato d’animo, rende la sua vita perennemente in bilico tra la vita e la morte. Ogni mattina Cesar, si sveglia e decide se ha delle motivazioni per continuare a vivere.

La motivazione principale, nel momento in cui lo conosciamo, è Clara (Marta Etura), un’inquilina del palazzo. Il volto di quest’ultima è in netto contrasto con quello rabbuiato di Cesar. Clara è una ragazza allegra vivace, una ragazza col sorriso sulle labbra.
Il motivo che spingerà Cesar dunque a continuare la sua triste vita, sarà quello di spegnere il sorriso di Clara.
Con lei comincia il vero gioco folle del portiere, definito dal poco pubblico in sala (vittima della calura estiva): maniaco.
Ogni sera, Cesar infatti, si piazza sotto il letto di Clara, aspettando il suo ritorno prima e che si addormenti poi. Per maggior sicurezza l’addormenta definitivamente con un panno bagnato di cloroformio, che non fa mai bene. Poi comincia il gioco sadico del portiere.

L’originalità dell’opera sta proprio in questo punto. Le torture serali del portiere non sono in stile horror con coltelli, o altri armi bianche che danno vita a sangue e splatter. Il “gioco” di Cesar è molto più succube e perfido, in grado di causare fastidio momentaneo e dolore a lungo termine; destabilizzando per sempre la psiche del suo vicino.
Attraverso Cesar, il film cerca di minare quelle che sono le poche sicurezze che gli uomini possono avere, ad esempio la tranquillità della propria casa.
Ogni donna che ha visto Bed time, credo che una volta a letto, abbia controllato sotto il proprio, nella speranza che non ci fosse un portiere, a meno che non si trattasse di Buffon (della cui squadra Clara indossa una canotta nel film).
Emblematica al riguardo la frase di Clara, in cui afferma che stare un po’ fuori casa le ha fatto senza dubbio bene.

Bed time si contraddistingue per ritmi abbastanza lenti ma che non annoiano e servono per raccontare meglio il mondo di Cesar. La tensione cresce con il passare del tempo e lo scorrere dei giorni. Bed time resta tuttavia fedele alla sua natura, non trascendendo mai con effetti speciali e/o in stile horror, ma attenendosi alla psicologia perversa del suo protagonista.

USCITA CINEMA: 27/07/2012
REGIA: Jaume Balagueró
SCENEGGIATURA: Alberto Marini
ATTORI: Luis TosarMarta EturaAlberto San JuanIris AlmeidaCarlos LasartePep TosarPetra MartínezTony Corvillo

5 commenti:

  1. Assurdo: nemmeno un'ora fa una mia amica mi aveva accennato di questo film, non ricordavo il titolo solo che c'era un bed di mezzo...credo proprio che possa essere un film adatto a me :D

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  2. decisamente d'accordo, come vedrai anche nella mia recensione di domani...

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  3. interessante..devo vederlo

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  4. Per quel che mi riguarda, io sono per il "meno horror c'è, meglio è", quindi direi che io avrei escluso a priori questo film, non conoscendo purtroppo il libro. Leggendo la tua rece però credo che un motivo per vederlo magari ce l'ho...;-)

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    1. Si c'è soltanto una scena un attimino sanguinolenta, per il resto molta suspence e tensione:)

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